CATEGORIE

Brasile, analista: Lula può rimontare, ma le probabilità sono basse

di TMNews mercoledì 7 ottobre 2026
2' di lettura

Rio de Janeiro, 7 ott. (askanews) -

+++ nude con sottotitoli ++++

Rio de Janeiro, 7 ott. (askanews) - Lula ha davanti una rimonta difficile. Dopo il primo turno delle presidenziali brasiliane, Flavio Bolsonaro arriva al ballottaggio del 25 ottobre con il 47% dei voti, contro il 45% del presidente uscente. Un distacco di circa 2,2 milioni di voti, mentre quasi tutti gli altri candidati vengono dall'area conservatrice. Il secondo turno è in programma il 25 ottobre.

Mayra Goulart, analista politica, osserva che "matematicamente c'è ancora una possibilità di rimonta, di ribaltare il risultato al secondo turno. Tuttavia, storicamente non è quello che si osserva. Quindi, in termini di probabilità, la probabilità è bassa, ma la possibilità esiste".

Per Lula uno dei principali bacini da cui cercare nuovi voti sono gli astenuti: al primo turno oltre 33 milioni di brasiliani, il 21% degli aventi diritto, non sono andati alle urne. Ma dovrà anche conquistare una parte degli elettori che hanno scelto gli altri candidati.

"Lula deve ridurre l'astensione e favorire un trasferimento dei voti dei candidati più indietro - dice Goulart - in particolare Augusto Cury e Ronaldo Caiado, facendo in modo che vadano più a lui che a Flavio. Per Renan Santos questa probabilità è minore, perché è un candidato di estrema destra molto radicale".

Dall'altra parte, secondo Goulart, il campo bolsonarista può contare su una struttura politica forte e sul peso simbolico dell'ex presidente Jair Bolsonaro: "È un partito forte, ben finanziato e organizzato. Inoltre può contare su una leadership simbolica, Jair Bolsonaro. È un discorso con un forte richiamo popolare, di reazione al sistema e alle istituzioni, che esalta i valori e la famiglia tradizionale. Sono discorsi che fanno presa molto profondamente sui giovani e su un pubblico sempre più sfiduciato dalle politiche pubbliche e dallo Stato".

tag

Ti potrebbero interessare

Tra emozione e gratitudine, l'addio di Messi alla nazionale argentina

Buenos Aires, 7 ott. (askanews) - Un gol, due assist e un ultimo giro di campo davanti a oltre 80mila tifosi. Lionel Messi ha salutato la nazionale argentina al Monumental di Buenos Aires, nell'amichevole vinta 3-0 contro il Benin.

A 39 anni, l'otto volte Pallone d'Oro ha giocato tutta la partita, segnando su rigore il suo 126esimo gol con l'Albiceleste e servendo due assist, a Nicolas Otamendi e Nicolas Paz.

Ovazioni, cori e lacrime per il numero 10, che aveva annunciato a fine agosto il ritiro dalla nazionale. Sugli spalti una grande scritta: "Grazie di tutto, capitano". Alla fine anche uno spettacolo di droni con il messaggio "Gracias Leo".

Messi chiude così 22 anni con l'Argentina, 208 presenze, due Copa América, una Finalissima e soprattutto il Mondiale vinto in Qatar nel 2022.

"È stato un grandissimo orgoglio per me difendere questa maglia", ha detto dopo la partita. "Non tornare più sarà una grande tristezza".

TMNews

Israele, a Kfar Aza il ricordo delle vittime del 7 ottobre

Kfar Aza, 7 ott. (askanews) - Abbracci, silenzio e lacrime a Kfar Aza, uno dei kibbutz simbolo dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. A tre anni dall'assalto, israeliani e familiari delle vittime si sono riuniti vicino al confine con la Striscia di Gaza per ricordare i morti e i rapiti. A Kfar Aza i miliziani uccisero 64 residenti e ne rapirono 18.

Gli attacchi del 7 ottobre provocarono complessivamente 1.221 morti in Israele, secondo un conteggio basato su dati ufficiali israeliani. Durante la commemorazione, i partecipanti hanno ascoltato gli interventi e poi si sono alzati per abbracciarsi.

TMNews

In anteprima il video "Dentro a un vortice" di Fabio Martorana

Milano, 7 ott. (askanews) - In anteprima il video "Dentro a un vortice" il nuovo singolo pop rock di Fabio Martorana che mette al centro l'amore come forza capace di attraversare e superare le inquietudini del presente. Il brano è disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music e su tutti i principali digital store.

Con un sound che intreccia la melodia del pop e l'energia del rock, "Dentro a un vortice" racconta un viaggio interiore sospeso tra percezione e realtà. Al centro del brano c'è un'immagine potente: l'artista si guarda allo specchio e, nel riflesso, riconosce l'immagine dell'amore. Ma è proprio quella visione a generare il dubbio: ciò che vede è reale oppure soltanto il frutto della propria immaginazione?

Da qui prende forma un vero e proprio labirinto mentale, un vortice emotivo dal quale sembra impossibile uscire. A riportare l'artista alla realtà sono i piccoli, concreti segnali della quotidianità: un orologio che scandisce il tempo, un sorriso, un abbraccio. Gesti semplici, ma capaci di restituire un senso di autenticità e di presenza.

Il brano nasce così come una riflessione sul rapporto tra amore e rabbia, in un'epoca segnata da conflitti, solitudine e dalla progressiva perdita di valori. In un mondo in cui tutto sembra poter essere sostituito e in cui anche la musica racconta spesso la rabbia e il disincanto, Fabio Martorana sceglie di andare in direzione opposta: restare fedele all'idea di un amore puro, autentico e necessario.

"Dentro a un vortice" diventa quindi non soltanto una canzone d'amore, ma una dichiarazione di intenti: la convinzione che, nonostante il rumore e le contraddizioni del mondo, l'amore possa ancora rappresentare una forza capace di dare un significato profondo alla nostra esistenza.

"Questo pezzo nasce dal bisogno di raccontare l'amore come una forza della natura. È un uragano che scuote l'anima e ti fa dubitare delle tue stesse percezioni. Ma, alla fine, ti lascia tra le mani il senso profondo della vita." - Fabio Martorana

TMNews

Luciano Fabro, gli habitat come spazio generatore di senso

Milano, 7 ott. (askanews) - Lo spazio come generatore di senso, da attraversare, ma anche dispositivo in grado di orientare la percezione e creare un reale scambio con le opere e i visitatori. Vale per un luogo come Pirelli HangarBicocca e vale per la ricerca di Luciano Fabro, artista particolare e ispiratore, cui proprio il museo milanese dedica una grande mostra, "Abitare lo spazio", che si concentra in particolare sul concetto di habitat.

"Gli habitat, come li descrive Fabro - ha detto ad askanews Fiammetta Griccioli, che ha curato la mostra insieme a Roberta Tenconi e a Vicente Todolì - sono degli involucri, dei nidi che servono ad accogliere le sue opere e creare le condizioni ideali per il visitatore, per esperirle. Si crea questa relazione simbiotica tra il visitatore e le opere stesse e usa questa bellissima metafora nel vademecum che pubblica nell'81 in cui ci dice che l'ape ha bisogno del fiore, del polline tanto quanto il polline necessita dell'ape".

Gli habitat, che in HangarBicocca si collocano a loro volta all'interno di un più grande habitat, in un gioco di specchi che, come già era accaduto con Mario Merz, amplifica le sensazioni in maniera sottile, ma decisiva, vengono attivati dalla presenza dello spettatore, che assume quindi un ruolo centrale. "Uno dei più importanti e dei più grandi - ha aggiunto Griccioli - è proprio l'habitat di Rotterdam del 1981 che è stato ricostruito qui per la prima volta, ma poi prosegue anche con un proto habitat, l'habitat di Tokyo che realizza nel 1970 per la Biennale di Tokyo Between Man and Matter, che anticipa tutta la ricerca appunto sugli habitat".

Protagonista dell'Arte Povera, senza che questa definizione lo imprigioni in schemi pre-costruiti, Fabro ha esplorato la scultura in molti modi, con un'attitudine che lo ha avvicinato al Barocco e ricorda la necessaria relazione tra l'abitare e il reale, per dirla con Foucault, tra le parole e le cose. E alcune delle sue opere più note hanno al centro la sagoma dell'Italia, lo Stivale, così riconoscibile e così diverso, una "forma guida" che si fa attivatore di domande e sensazioni, oltre che un'operazione seriamente anti-retorica. Ma chi era davvero Fabro? "Luciano Fabro - ci ha risposto la figlia Silvia Fabro, direttrice dell'archivio dell'artista, che ha collaborato alla curatela in HangarBicocca - era un artista complesso, ironico, come si può vedere anche dai titoli delle opere, proprio con una ricerca continua su quelle che sono le basi dell'arte e della scultura soprattutto. Lo spazio dell'Hangar così ampio ci ha permesso di presentare una molteplicità di lavori che possono dare l'idea delle differenti ricerche che Fabro ha fatto".

Insomma quello che si prova nella mostra in Pirelli HangarBicocca ha a che fare con la percezione della scultura come architettura, con la relazione con la tradizione dell'arte italiana, ma anche con le strade diverse e impreviste e personali che l'arte, quando funziona, offre a ogni visitatore. (Leonardo Merlini)

TMNews