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Consumi, Carozza: dati non rivelano che italiani comprano

di TMNews giovedì 8 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 8 ott. - In Italia chiudono diciotto negozi di moda e abbigliamento ogni giorno: oltre 23mila attività e 35mila posti di lavoro perduti negli ultimi cinque anni, secondo Federazione Moda Italia -Confcommercio. Numeri dietro cui, per Abbigliamento Vincente Agenzia di marketing fondata da Michele Carozza e specializzata esclusivamente nel settore moda non c'è soltanto la crisi dei consumi.

"Il punto non è che gli italiani spendono meno - spiega Michele Carozza - è che hanno smesso di comprare come compravano dieci anni fa. La passeggiata in centro, la vetrina che intercetta chi passa, l'acquisto d'impulso davanti al negozio era il modello su cui i punti vendita si reggevano. Oggi quell'impulso si è spostato online: una persona vede un prodotto, due tocchi con modalità di pagamento online e l'ordine arriva a casa. È comodo, immediato, senza attrito, e contro quella comodità il negozio fisico, da solo, non può competere".

Eppure, sottolinea l'agenzia, il punto vendita ha un vantaggio che l'online non potrà mai avere.

"Un negoziante con dieci anni di attività, quando parla con un cliente in negozio, è un vero esperto di abbigliamento: sa consigliare, sa leggere la persona che ha davanti. Il problema è che quella competenza la conoscono solo i clienti che entrano; tutti gli altri non la vedono. Il digitale serve esattamente a questo: con un tocco di editing, mostrare a tutti l'esperto che quel negozio ha già dentro. Non costruiamo un personaggio finto, raccontiamo una competenza che esiste davvero. E oggi le persone si fidano molto di più di un brand con un volto riconoscibile che di un marchio anonimo. Noi lavoriamo solo sulla moda, esclusivamente con negozi di abbigliamento, accessori e calzature. Un'agenzia che dice di fare tutto, in realtà non fa bene niente: il marketing cambia da settore a settore. Lavorare solo nel fashion ci permette tre cose concrete: conoscere la stagionalità, sapere come ruota la merce, capire chi entra in negozio e perché compra. Parliamo la stessa lingua dei nostri clienti, ed è la sola lingua con cui oggi un negozio di abbigliamento può tornare a crescere".

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La mostra, promossa da Ales - Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi - in conferenza stampa è intervenuto anche il direttore Simone Verde - prodotta insieme alla casa editrice Electa (che pubblica anche il catalogo), è curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino (quali Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani) ed è l'occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell'artista, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956. La curatrice Acidini:

"Il percorso di Pontormo viene qui raccontato dagli esordi, nelle imprese collettive sotto l'egida di Andrea del Sarto, poi l'autonomia degli anni della maturità, con le grandi pale d'altare e i disegni che evocano la lunetta di Poggio a Caiano per Leone X de' Medici. E poi attraverso queste sue fasi, come l'avvicinamento alla grafica di Albrecht Duerer e il conseguimento di una sua maniera totalmente autonoma, visionaria, all'insegna di un colore acceso e ravvivato da forti contrasti", ha spiegato ad askanews la curatrice Cristina Acidini.

Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo, 1525-1528), di magnetica bellezza, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino, mentre dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato, viene l'opera più conosciuta di Pontormo, la Visitazione (1528-1532), che si può ammirare nell'ultima sala.

"E poi le grandi opere della maturità: i ritratti in particolare, sia per personaggi importanti della Firenze del Tempo e sia per la dinastia dei Medici che si insedia definitivamente nel 1530 e lo prende come primo pittore di corte", ha ricordato Acidini.

L'esposizione è resa possibile grazie a prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (oltre alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria dell'Accademia e Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Borghese e l'Istituto centrale per la Grafica a Roma, anche il Louvre a Parigi, la National Gallery e il British Museum a Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, l'Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora), insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio.

Il direttore delle Scuderie del Quirinale Matteo Lanfranconi: "La prima mostra monografica dedicata a Pontormo, non era stata fatta neanche nella città di Pontormo, cioé Firenze. Le Scuderie del Quirinale ci sono riuscite, grazie anche alla partnership con le Gallerie degli Uffizi, straordinario prestatore della mostra e simbolo istituzionale di garanzia per la credibilità rispetto a tutti i prestatori internazionali che hanno riconosciuto questa come un'opportunità incredibile per partecipare".

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"Ho espresso al Cancelliere la nostra apertura all'adesione della Germania al GCAP - il programma per i caccia di nuova generazione - un'iniziativa che intendiamo portare avanti nel prossimo periodo lavorando anche con gli altri nostri partner, Italia e Giappone", ha spiegato Burnham.

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I due leader hanno inoltre ratificato il Trattato di Kensington, che consentirà "un migliore accesso per gli studenti in entrambi i Paesi".

"Ora che il Regno Unito ha purtroppo lasciato l'Unione Europea, stiamo quantomeno stipulando un accordo bilaterale, che garantisce soprattutto agli studenti un migliore accesso a entrambi i Paesi. Ciò include la possibilità di viaggiare senza visto, anche per soggiorni prolungati, viaggi di istruzione e scambi scolastici tra il Regno Unito e la Germania".

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