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TuttoBrunori, canzoni e monologhi. Emozioni ed ironia a teatro

di TMNews venerdì 9 ottobre 2026
3' di lettura

Milano, 9 ott. (askanews) - Dopo una stagione straordinaria, segnata dal successo nei palasport, dai grandi concerti e da un consenso popolare sempre più ampio, Dario Brunori invece di tornare nei palazzetti, ha scelto invece di esibirsi in una delle sue più grandi passioni: il teatro e ha fatto centro.

In TuttoBrunori, canzoni e monologhi ci sono l'ironia, l'intelligenza e la straordinaria capacità narrativa di Dario Brunori, in uno spettacolo travolgente di due ore, che alterna il personale all'universale e tutto questo diventa il cuore stesso della rappresentazione.

Non un concerto interrotto da qualche battuta, non una successione di canzoni e interventi comici, ma uno spettacolo teatrale autentico, scritto e diretto da Dario Brunori e prodotto da Vivo Concerti, nel quale musica, parole e narrazione si intrecciano fino a diventare un unico racconto.

Ed è qui che Brunori rivela una dimensione artistica rara. Quella di un autore e interprete capace di abitare con uguale naturalezza la canzone, il monologo, la comicità e la riflessione, muovendosi in un territorio nel quale il riferimento a Giorgio Gaber diventa inevitabile. Non per una somiglianza da cercare a tutti i costi, né per immaginare un'eredità da raccogliere, ma per la capacità di utilizzare il palcoscenico come luogo di confronto, di contraddizione, di libertà intellettuale. Un teatro che non si accontenta di intrattenere, che non cerca necessariamente il consenso e che, soprattutto, non offre allo spettatore risposte già confezionate.

Dopo Gaber, pochi artisti hanno saputo confrontarsi con questo linguaggio in maniera altrettanto personale. E oggi, nel panorama musicale italiano, non c'è nessuno che faccia esattamente ciò che fa Brunori.

Perché TuttoBrunori appartiene alla tradizione del teatro canzone ma non vive di nostalgia. La attraversa, la rinnova, la porta nel presente con la sensibilità, le nevrosi, le contraddizioni e l'inconfondibile cifra espressiva del suo autore. E soprattutto non va confuso con il cabaret, suo parente più immediato e più semplice nella costruzione. Qui la risata non è il traguardo, ma spesso il punto di partenza. Dietro una battuta arriva un pensiero, dietro una provocazione si nasconde una domanda, dietro un paradosso si apre una crepa nelle nostre convinzioni.

Brunori sa dare schiaffi in faccia con ironia e garbo. Colpisce senza alzare la voce, mette in discussione senza impartire lezioni, riesce a far ridere fragorosamente anche quando parla di cose terribilmente serie.

E alla fine succede qualcosa che non è così frequente: si torna a casa dopo essersi divertiti moltissimo, magari con gli occhi ancora lucidi per una canzone o per una risata, ma anche con qualcosa su cui riflettere. Qualche certezza in meno, qualche domanda in più. E la piacevole sensazione di aver assistito a uno spettacolo che, oltre a emozionare, ha lasciato qualcosa.

TuttoBrunori è esattamente questo: uno spettacolo che fa ridere, commuovere e pensare. E che continua a lavorare dentro di noi anche quando il sipario si è chiuso.

A costruire questo percorso sono 17 brani e 10 monologhi, che scandiscono un continuo sconfinare tra parola detta e parola cantata. Ricordi, riflessioni, racconti personali, incursioni nella stand-up e osservazioni sul presente si richiamano in un gioco di corrispondenze nel quale ogni canzone sembra nascere da un pensiero e ogni parola trovare nella musica il proprio naturale proseguimento.

Nelle canzoni, che attingono all'intero repertorio di Brunori, trovano spazio le emozioni che difficilmente si lasciano spiegare fino in fondo: l'amore, la vulnerabilità, la nostalgia, la paura, la possibilità della commozione. Nei monologhi emergono invece il sarcasmo, il paradosso, la provocazione e quella punta di amarezza che spesso arriva subito dopo una grande risata.

Il viaggio di TuttoBrunori prosegue sera dopo sera, sold out dopo sold out, nei teatri delle principali città italiane. Dopo La Spezia e Brescia, e con le tre serate milanesi dell'8, 9 e 10 ottobre tutte esaurite, la tournée toccherà fino al 25 novembre: Genova, Torino, Firenze, Bologna, Trieste, Padova, Avellino, Napoli, Roma, Assisi, Ancona, Catania, Palermo, Bari, Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza.

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La battuta della Nobel Pace Pillay: potrei dividere premio con Trump

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La prima reazione della giurista, paladina dei diritti umani, è stata raccolta mentre si trovava al tribunale di Norimberga, nel video girato, e diffuso poi su X, dalla segretaria generale di Amnesty International, Agnés Callamard.

Dopo il momento di applausi e risate, Pillay, 85 anni, ha ricordato il suo impegno nella commissione di inchiesta indipendente Onu che ha accusato Israele di compiere un genocidio a Gaza.

"Una delle reazioni principali a quel rapporto è stata quella di rendermi omaggio per il mio coraggio, e potete immaginare quanto ne sia rimasta sorpresa - ha detto - Perché mai ci vorrebbe coraggio per dire la verità? Si interpreta la legge, si esaminano tutti i fatti, quindi si tratta di un processo decisionale imparziale".

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