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Ue-Cina, intesa per tagliare della metà l'export di auto ibride cinesi

di TMNews venerdì 9 ottobre 2026
1' di lettura

Pechino, 9 ott. (askanews) - L'Unione europea e la Cina hanno raggiunto un'intesa per ridurre le esportazioni di automobili ibride e ibride plug-in cinesi verso il mercato europeo. Lo ha annunciato a Pechino il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, spiegando che l'accordo apre la possibilità di un taglio superiore al 50%. L'intesa arriva dopo tre mesi di negoziati, mentre le importazioni europee di auto ibride cinesi sono aumentate dell'86% nell'ultimo anno. I dettagli dell'accordo non sono ancora stati resi noti e dovranno essere esaminati dai leader europei. Il confronto tra Bruxelles e Pechino riguarda anche i dazi sulle auto elettriche e le esportazioni cinesi di terre rare, fondamentali per l'industria europea.

"Negli ultimi tre mesi - afferma Sefcovic - abbiamo lavorato intensamente a tutti i livelli. Ci siamo concentrati su priorità chiare e risultati misurabili, come prova concreta della fattibilità di questo approccio. Ecco che cosa ha prodotto finora questo impegno. Innanzitutto, abbiamo raggiunto un'intesa comune per moderare le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso l'Unione europea. Questo apre la prospettiva di ridurre le esportazioni cinesi di oltre la metà".

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Genova, 9 ott. (askanews) - "Il nuovo sistema elettorale è una truffa. Ho letto che Arianna Meloni sostiene che siamo entrati nella terza Repubblica. Mi sembra un'affermazione grave perché per fare un'altra Repubblica bisognerebbe cambiare la Costituzione. E l'idea di cambiare la Costituzione con una legge ordinaria rivela una grave carenza di cultura democratica.

D'altro canto per chi viene dal partito neofascista non è una sorpresa che non abbia cultura democratica". Lo ha detto l'ex premier Massimo D'Alema, a margine della presentazione del suo ultimo libro "Eravamo comunisti" presso i Giardini Luzzati di Genova.

Alla domanda sul campo largo ha risposto "deve unirsi perché le divisioni sono state ciò che hanno portato la destra al governo del Paese. Unirsi e anche cercare di produrre una sintesi di una visione dell'Italia futura. D'altro canto, molto di questa visione del futuro è contenuta nelle battaglie che l'opposizione ha compiuto in questi anni".

"È il momento della sintesi - ha ribadito D'Alema - è il momento dell'unità. Non entro nelle discussioni su cosa si deve fare perché non ho questa responsabilità, lascio che se ne occupi chi ha questa responsabilità, posso solo raccomandare di non farsi del male".

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"Oggi si può fare praticamente qualsiasi cosa e non succede niente - afferma Trump - Ma noi stiamo cambiando le cose, lo vedete. Infatti stiamo condannando a morte un uomo che ha ucciso 14 soldati un paio di anni fa. Pena di morte mediante fucilazione, e se la merita. Ha ucciso e ferito moltissime persone. Un pazzo".

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"Oggi, con una decisione senza precedenti nella storia, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Corte penale internazionale in quanto istituzione. Questo fa seguito a una serie di provvedimenti contro alcuni giudici e procuratori indipendenti che operano al servizio della giustizia. La Corte respinge fermamente queste sanzioni".

"È un attacco contro gli Stati sovrani che hanno creato la Corte. È un attacco contro l'ordinamento giuridico internazionale più in generale. È un attacco contro le vittime delle atrocità di massa, che hanno aspettato anni, a volte decenni, perché i responsabili fossero chiamati a risponderne. Ogni misura adottata contro la Corte si ripercuote, in ultima analisi, su quelle vittime".

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Vienna, in piazza contro il divieto del velo islamico a scuola

Vienna, 9 ott. (askanews) - Manifestazione a Vienna contro il divieto di indossare il velo islamico nelle scuole per le ragazze sotto i 14 anni, entrato in vigore il primo settembre. La misura, approvata dal governo di coalizione austriaco, riguarda le scuole pubbliche e private e prevede, dopo ripetute violazioni, multe ai genitori da 150 a 800 euro. Il governo sostiene che la legge serva a proteggere la libertà e l'autonomia delle ragazze, mentre i manifestanti la considerano discriminatoria nei confronti della minoranza musulmana. La Corte costituzionale austriaca, che nel 2020 aveva annullato un precedente divieto per le bambine sotto i dieci anni, dovrà pronunciarsi sulla nuova legge nel 2027.

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