Israele demolisce 80 case nel Negev, 400 persone senza tetto
Rahat (Israele), 13 ott. (askanews) - Circa 400 persone sono rimaste senza casa nel deserto del Negev, nel sud di Israele, dopo la demolizione di una ottantina di abitazioni da parte delle autorità israeliane. È successo ad Al-Dahiya, un villaggio beduino non riconosciuto a nord della città di Rahat. Secondo le autorità israeliane, gli edifici erano stati costruiti senza permesso. Le demolizioni sono state eseguite dopo che il tribunale distrettuale di Beersheba aveva respinto una richiesta di sospendere il provvedimento.
Tra le macerie, gli abitanti cercano di recuperare i propri effetti personali, mentre alcuni pregano accanto alle rovine di una moschea. Per molte famiglie il problema immediato è trovare un riparo per la notte, mentre alcuni residenti annunciano di voler rimanere sulle proprie terre, tornando a vivere nelle tende.
"Restiamo saldi sulla nostra terra. Non abbiamo intenzione di fare diversamente - dice Hisham Abou Wadi, abitante di Al-Dahiya, 30 anni - Resistiamo e montiamo le tende, come abbiamo fatto in passato, proprio come vivevano i beduini nel 1948. È il nostro modo di vivere tradizionale e ci stiamo tornando, al modo in cui vivevamo nel 1948".
"Non so dove andare. Non abbiamo nessun posto dove andare - lamenta Muhammad Abou Wadi, abitante di Al-Dahiya, 65 anni - Quando farà notte, dove dovremmo dormire? Sotto le stelle, al chiaro di luna... se ci sarà la luna. Dio non voglia che piova stanotte. Dio non voglia che piova. Dove diavolo potremmo trovare anche solo dei teli di plastica per coprirci? Avremo almeno due o tre coperte per tenere al caldo i bambini?".