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Le tende degli studenti davanti a Montecitorio contro il caro affitti

di TMNews martedì 13 ottobre 2026
1' di lettura

Roma, 13 ott. (askanews) - La protesta degli studenti contro il caro affitti, esplosa in Spagna e seguita da massicce proteste in Francia sulla mala gestione del sistema educativo, è arrivata in Italia davanti a Montecitorio, sede della Camera, dove alcuni esponenti dell'Unione degli Universitari hanno piantato quattro tende per lanciare la mobilitazione nazionale dal titolo "Cara Italia, quanto ci costi?".

A sostenere l'iniziativa è arrivato anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha incontrato i giovani dimostranti. "È una battaglia di civiltà, qui non si sta rappresentando una parte, ma un'idea di Paese che chiede a tutte le forze politiche, di governo e di opposizione, di cambiare le leggi sbagliate che in questi anni sono state fatte. È proprio un problema di cambiamento del modello sociale ed economico per noi stiamo ponendo e credo questi giovani stiano ponendo", ha detto.

"È una lotta che riguarda tutti noi - ha aggiunto Landini - perché stanno rivendicando il diritto ad avere un futuro, ad avere una scuola che funzioni e la possibilità di garantire a tutti il diritto di poter studiare".

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'Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito"

Milano, 13 ott. (askanews) - C'è un volto che, più di ogni altro, ha attraversato il Novecento fino a diventare un'icona universale: quello di Frida Kahlo. La mostra "Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito" ripercorre questo viaggio attraverso 75 scatti di 11 fotografi internazionali come spiega la curatrice Vittoria Mainoldi.

"Frida Kahlo è stata sicuramente sovraesposta in questi ultimi anni soprattutto considerando che non era famosa quando è morta. La sua riscoperta è avvenuta circa alla fine degli anni 80, del 900 però adesso Frida è ovunque su agendine, borsette, tazze, chi più ne ha più ne metta abbiamo una vera e propria icona. Icona anche nel senso etimologico del termine, ossia un oggetto bidimensionale spesso svuotato di significato. Questa mostra cerca di ridare un pochettino tridimensionalità e lo fa mostrando 11 Frida Kahlo diverse. E l'ho fatta verso la fotografia perché Frida Kahlo, pur essendo pittrice, pittrice che faceva l'arco, uso dell'autoritratto, era anche un artista che aveva piena consapevolezza del potere della fotografia".

Stretto il rapporto tra Frida e la fotografia anche perchè il padre Guillermo era un fotografo professionista.

"Frida però non fotografa, ma si fa fotografare tantissimo. Alla sua morte abbiamo ritrovato state ritrovate alla sua morte, sono state ritrovate oltre 6000 stampe fotografiche, molte delle quali ritratti di Frida Kahlo, fatte da tantissimi fotografi diversi. Noi ne abbiamo selezionati solo 11".

La mostra aperta fino all'11 gennaio 2027 presso MYOWNGALLERY - Superstudio Più di Milano è soprattutto una riflessione sull'identità, sull'autorappresentazione e sulla costruzione del mito.

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Giuseppe Conte a sorpresa all'incontro con Susan Sarandon a Roma

Roma, 13 ott. (askanews) - Il leader M5S Giuseppe Conte, accompagnato dall'Assessore ai Grandi Eventi del Comune di Roma Alessandro Onorato, è arrivato a sorpresa a The Space Cinema di Piazza della Repubblica per l'incontro con il pubblico dell'attrice Susan Sarandon, a Roma per ricevere il Womenlands Excellence Award 2026.

L'incontro si svolge dopo la proiezione del film "The Accompanist" di Zach Woods, di cui Sarandon è protagonista, in anteprima nel concorso internazionale alla ventiquattresima edizione di Alice nella città, il festival che si svolge in parallelo e in agreement con la Festa del cinema di Roma.

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Leader LFI Mélenchon canta la Marsigliese al corteo studenti a Parigi

Parigi, 13 ott. (askanews) - Il leader del partito della sinistra radicale francese La France insoumise (LFI), Jean-Luc Mélenchon, con una fascia bianca al braccio, sfila nel corteo parigino partito da Place d'Italie per l'"atto V" del movimento studentesco delle scuole superiori, a cui si sono uniti le organizzazioni studentesche e i sindacati degli insegnanti. Accanto a lui coordinatore di LFI, Manuel Bompard.

Melenchon e gli altri esponenti del suo partito, molti indossando una fascia tricolore per farsi riconoscere, hanno intonato la Marsigliese, l'inno nazionale francese.

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Etruschi e Veneti, altre storie di acque e culti nell'Italia antica

Milano, 13 ott. (askanews) - L'acqua, il sacro, e il destino intrecciato di due importanti civiltà dell'Italia preromana. Alla Fondazione Luigi Rovati di Milano ha aperto la seconda mostra, dopo quella di Palazzo Ducale a Venezia, del progetto "Etruschi e Veneti - Acque, culti e santuari". Una storia affascinante, che indaga i punti di contatto tra i due popoli, per esempio nelle pratiche votive o nella relazione con la dimensione acquatica, ma anche le loro divergenze.

"Noi, nel nostro spazio ipogeo - ha detto ad askanews Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Rovati - abbiamo cercato di concentrare e di mettere direttamente in relazione le due civiltà e poi abbiamo voluto introdurre, come sempre, un percorso anche di tipo contemporaneo con un intervento di Mauro Ceolini, un bio-artista, che ha realizzato i disegni per queste vetrofanie che diciamo così esaltano e amplificano molti delle incisioni, delle iscrizioni che ci sono in questi oggetti, che molte volte sono molto piccoli per cui è molto difficile leggerli".

Lo spazio della Fondazione milanese accoglie i reperti e le storie con la consueta eleganza e percorre anche strade nuove. "È un capitolo due rispetto a Venezia - ci ha detto Giulio Paolucci, conservatore della Fondazione Rovati - in cui una mostra che lì aveva un'estensione come può offrire Palazzo Ducale, qui viene ridimensionata, però al tempo stesso vengono esaltati degli oggetti che a Venezia non c'erano, come ad esempio questo gruppo reperti da questo scavo importantissimo che è a San Casciano Bagni, che è proprio una primizia assoluta e accanto a questi materiali ci sono quelli del Tempio di Fucoli di Chianciano che io ho avuto la fortuna di scavare 40 anni fa".

Ci sono sculture più grandi e oggetti molti piccoli, ci sono teste e corpi, ma soprattutto c'è un senso del sacro che parte proprio dall'acqua, elemento primario per entrambe le civiltà. "Ogni sorgente - ha detto ancora Paolucci - aveva la propria divinità perché era la madre terra che generosamente portava in superficie questo liquido importantissimo".

E la relazione di Etruschi e Veneti con la natura, intesa come forza primigenia e profonda, parla anche al nostro presente. "Ci dice qualcosa del nostro tempo - ha concluso la presidente Forlanelli - ci dice come per gli antichi la natura e gli elementi naturali in generale fossero addirittura sacri".

Il progetto oggi a Milano è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, e con il patrocinio del ministero della Cultura e dell'Istituto di Studi etruschi e italici.

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