CATEGORIE

Governatore Stefani: "Autonomia grande orgoglio per il Veneto"

di TMNews mercoledì 14 ottobre 2026
1' di lettura

Roma, 14 ott. (askanews) - "Abbiamo appena siglato l'intesa definitiva sull'Autonomia, ora manca solo l'ultimo passaggio parlamentare, a maggioranza assoluta. É un grande orgoglio per il Veneto, una riforma che porta trasparenza, responsabilità, che permette di avvicinare l'elettore all'eletto. Una riforma di cui il nostro territorio ha assolutamente bisogno e che porteremo fino in fondo". Lo ha detto il presidente del Veneto, Alberto Stefani, lasciando Palazzo Chigi dopo che il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, ha approvato in via definitiva gli schemi di intesa tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.

tag

Ti potrebbero interessare

Ue, Meloni: su bilancio firmeremo solo accordo giusto per Italia

Roma, 14 ott. (askanews) - Per quanto riguarda il bilancio europeo, "noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l'Italia". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.

"Lo dico in maniera molto chiara: l'Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la pesca e la coesione. L'agricoltura e la pesca riguardano la nostra sicurezza alimentare, che è una componente essenziale dell'autonomia strategica europea. La Coesione riguarda la capacità del mercato unico di funzionare senza lasciare indietro interi territori", ha sottolineato.

Per il nuovo bilancio europeo "prima si definiscono gli obiettivi, poi si trova il modo di finanziarli, non il contrario. Dopodiché sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali senza nuove tasse a carico di cittadini e imprese europee".

"Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito contratto per Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche europee proprio negli anni in cui serve investire di più e in generale credo che per finanziare priorità che sono strategiche per tutti noi nessuno strumento debba essere escluso a priori", ha proseguito.

"Ci sono poi alcune questioni su cui per l'Italia il compromesso dovrà necessariamente migliorare. La prima è sul fatto che la proposta della presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati i criteri di ripartizione delle risorse che continuano a penalizzare la nostra nazione: non possiamo accettare che l'Italia versi di più al bilancio europeo e allo stesso tempo riceva di meno, è una semplice questione di equità".

TMNews

Meloni: Governo di guerrafondai? Chi lo dice mente sapendo di farlo

Roma, 14 ott. (askanews) - "Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle sue comunicazioni in aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

"Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina", ha aggiunto.

TMNews

Ucraina, Meloni: "Scelta Trump sul gasolio russo molto rischiosa"

Roma, 14 ott. (askanews) - "Dobbiamo considerare anche l'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. È una scelta che considero molto rischiosa". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.

"Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l'esigenza di contenere i prezzi dell'energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".

TMNews

Meloni: sostegno Ucraina non è alternativa a pace, la rende possibile

Roma, 14 ott. (askanews) - "Per come la vedo io il sostegno all'Ucraina non è alternativa alla pace, è ciò che la rende possibile. Perché se l'aggressore può puntare la resa dell'avversario che bisogno ha di negoziare. Solo che la resa non è pace, è conquista. Se l'Ucraina domani smettesse di difendersi, come in molti auspicano e propongoon, noi non avremmo la pace, noi discuteremmo dell'occupazione di una nazione europea e del ritorno di un imperialismo di stampo sovietico che l'Europa ha conosciuto per mezzo secolo": lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle sue comunicazioni in aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

"Personalmente non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest e non rimpiango il Muro di Berlino", ha aggiunto.

TMNews