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Meloni: Governo di guerrafondai? Chi lo dice mente sapendo di farlo

di TMNews mercoledì 14 ottobre 2026
1' di lettura

Roma, 14 ott. (askanews) - "Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle sue comunicazioni in aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

"Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina", ha aggiunto.

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"La capitale sta subendo interruzioni di corrente. La minaccia balistica persiste", ha detto il sindaco Vitali Klitschko sui social.

L'Ucraina fa molto affidamento sull'intelligence occidentale, in particolare sugli Stati Uniti, per rilevare gli attacchi russi in arrivo ma questa volta, ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky, non c'è stato alcun avviso dagli alleati occidentali.

"Quando veniamo avvisati in anticipo di un raid aereo, scendiamo nei rifugi, ma quando accade come oggi, purtroppo, non è possibile. Ieri ci sono stati bombardamenti prima che suonassero le sirene antiaeree... Dove puoi arrivare in così poco tempo? Solo nel corridoio" racconta una donna, residente in uno dei quartieri colpiti.

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"Auguri di pronta guarigione e lunga vita al Papa", dice un uomo, aggiungendo: "Nessuno se lo aspettava, ma per fortuna sono intervenuti subito". "Speriamo possa rimettersi presto - aggiunge una ragazza - so che già è in fase di guarigione, l'ospedale offre le migliori cure".

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Ue, Meloni: su bilancio firmeremo solo accordo giusto per Italia

Roma, 14 ott. (askanews) - Per quanto riguarda il bilancio europeo, "noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l'Italia". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.

"Lo dico in maniera molto chiara: l'Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la pesca e la coesione. L'agricoltura e la pesca riguardano la nostra sicurezza alimentare, che è una componente essenziale dell'autonomia strategica europea. La Coesione riguarda la capacità del mercato unico di funzionare senza lasciare indietro interi territori", ha sottolineato.

Per il nuovo bilancio europeo "prima si definiscono gli obiettivi, poi si trova il modo di finanziarli, non il contrario. Dopodiché sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali senza nuove tasse a carico di cittadini e imprese europee".

"Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito contratto per Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche europee proprio negli anni in cui serve investire di più e in generale credo che per finanziare priorità che sono strategiche per tutti noi nessuno strumento debba essere escluso a priori", ha proseguito.

"Ci sono poi alcune questioni su cui per l'Italia il compromesso dovrà necessariamente migliorare. La prima è sul fatto che la proposta della presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati i criteri di ripartizione delle risorse che continuano a penalizzare la nostra nazione: non possiamo accettare che l'Italia versi di più al bilancio europeo e allo stesso tempo riceva di meno, è una semplice questione di equità".

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Ucraina, Meloni: "Scelta Trump sul gasolio russo molto rischiosa"

Roma, 14 ott. (askanews) - "Dobbiamo considerare anche l'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. È una scelta che considero molto rischiosa". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.

"Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l'esigenza di contenere i prezzi dell'energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".

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