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Maxi striscione Greenpeace a Bruxelles: Bruciare Gas rovina l'Europa

di TMNews mercoledì 14 ottobre 2026
1' di lettura

Bruxelles, 14 ott. (askanews) - Gli attivisti di Greenpeace Belgio srotolano sulla facciata del Parlamento europeo a Bruxelles uno striscione largo 80 metri con la scritta "Bruciare gas rovina l'Europa", nell'ambito di una protesta contro la dipendenza dal gas.

"Abbiamo qui degli attivisti di Greenpeace Belgio che stanno scalando il Parlamento europeo per protestare contro la nostra continua dipendenza dal gas. Sappiamo che, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, i legislatori europei dovranno occuparsi di diversi dossier che rischiano di vincolarci ancora di più all'attuale dipendenza dal gas. Siamo qui proprio per denunciare questa situazione e chiedere, innanzitutto, l'eliminazione graduale del gas entro il 2035", ha spiegato Thomas Gelin, responsabile delle campagne politiche di Greenpeace.

"Stiamo entrando nella stagione del riscaldamento, quindi le persone avvertiranno concretamente l'aumento dei prezzi dell'energia. Riteniamo dunque che si stia creando una certa dinamica, per cui ci si renderà conto di quanto sia profondamente sbagliata la dipendenza dal gas, non solo per il noto impatto climatico, ma anche per le ripercussioni dirette sul proprio tenore di vita", ha aggiunto Gelin.

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"Oggi lanciamo il progetto 'Vivi Parmigiano Reggiano' - spiega Cristiano Casa, destination manager Consorzio Parmigiano Reggiano -: vogliamo che il Parmigiano Reggiano non sia più riconosciuto soltanto come il prodotto straordinario che è, ma diventi anche una destinazione. L'idea è che tra qualche anno, grazie al lavoro che stiamo portando avanti, si possa dire: 'Vado a passare un fine settimana nel Parmigiano Reggiano'".

Motori, città d'arte, opera. "L'idea - continua Casa - è creare un sistema che unisca tutto quello che è l'offerta culturale e turistica del nostro territorio, e ovviamente il Parmigiano Reggiano può essere la chiave d'accesso per vivere questo territorio e le sue esperienze".

La zona d'origine della Dop conta già 4 milioni di visitatori l'anno. Il traguardo è portarne 300mila dentro i caseifici entro il 2029, tra caldaie di rame, casari al lavoro e scalere di forme in stagionatura. E i tour operator ci credono.

"Abbiamo visto una squadra che lavora già molto bene - dice Dina Ravera, presidente di Destination Italia -, perché ha saputo coinvolgere tutti i soggetti del territorio nel trasformare un prodotto in una destinazione. Noi vogliamo portare maggiore professionalità nella costruzione dell'offerta e nella sua distribuzione nel mondo. Saremo al loro fianco e faremo di tutto perché questo progetto diventi un punto di riferimento e un modello per altre grandi eccellenze italiane che vogliono rafforzare il proprio marchio trasformando il loro territorio in una destinazione".

Un formaggio come bussola per uscire dalle rotte più battute. Una direzione che piace anche a chi organizza la fiera. "La vera sfida - ricorda Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group - è evitare che i turisti siano tutti nello stesso momento nello stesso luogo e quindi cercare di valorizzare, ed è una delle sfide di questa manifestazione, anche i luoghi meno conosciuti e meno visitati, in modo che si abbia una distribuzione più omogenea sul territorio nazionale".

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