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Mobilità, in Italia 1 famiglia su 5 fatica per i costi

di TMNews mercoledì 14 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 14 ott. (askanews) - "In Italia quasi 5 milioni di famiglie, 1 su 5, faticano a sostenere il costo della mobilità e in quasi 1 comune su 10 le alternative all'auto non sono sufficienti. È il possesso forzato dell'auto: non puoi farne a meno anche quando non te la puoi permettere". così Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di Transport&Environment Italia durante la presentazione del rapporto sul transport poverty, commissionato da T&E, la principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti, a TESSA, agenzia di ricerca dell'Università degli Studi della Tuscia.

La povertà dei trasporti non coincide con la povertà economica: misura costi di mobilità insostenibili (affordability), disponibilità di alternative all'auto (availability) e accessibilità dei servizi fondamentali, come lavoro, scuola, sanità (accessibility). Dal report emerge un quadro a tinte fosche: costi in crescita nonostante i salari fermi, (nel 2024 le famiglie hanno speso in media 297 euro al mese per i trasporti, il 10,78% del budget); caro carburante che incide in maniera preponderante almeno sulle 643.189 famiglie comprese nelle fasce più povere della popolazione; auto - sia nuove che usate - appannaggio di pochi che se le possono permettere e quasi un comune su dieci (9,7%) è ad alta criticità per scarsità di treni, trasporto pubblico e collegamenti alle principali arterie stradali, soprattutto lungo l'arco alpino e appenninico, nelle isole e nelle aree interne del Sud.

"Tagliare le accise può servire in emergenza, ma costa miliardi, vale per tutte le persone allo stesso modo senza distinzione di reddito e il problema rimane. Quelle risorse vanno invece indirizzate per offrire alternative all'auto dove si può e auto e auto pulite e accessibili economicamente dove invece l'automobile resta necessaria. Possiamo continuare a rincorrere le emergenze oppure possiamo intervenire sulle cause del problema e proteggere le famiglie nel tempo" conclude Marchetti.

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Italia alla guida della missione Kfor in Kosovo, cerimonia a Pristina

Pristina, 14 ott. (askanews) - Il generale di divisione italiano, Roberto Vergori, ha assunto la guida della Kosovo Force (Kfor), subentrando al generale turco Ozkan Ulutas. Nelle immagini, la cerimonia al quartier generale della missione, alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Vergori è il quindicesimo comandante italiano della forza multinazionale, impegnata dal 1999 a garantire la sicurezza e la stabilità del Kosovo, in un contesto regionale ancora segnato dalle tensioni tra Belgrado e Pristina.

"Le preoccupazioni non sono aumentate in questo periodo, sono quelle che ci sono state negli ultimi anni. È il motivo per cui noi ci siamo sempre impegnati in questa zona dei Balcani, perché la prima cosa per noi è garantire la sicurezza, intanto nei confini di casa, e questo è uno dei nostri confini", ha spiegato Crosetto, parlando con i giornalisti al termine della cerimonia. Il ministro ha inoltre sottolineato che l'impegno italiano nella regione continuerà anche nell'eventualità di una riduzione della presenza internazionale in Kosovo. "Lo facciamo questa volta riprendendo il comando col generale Vergori, lo facciamo con un impegno che proseguirà anche quando Kfor diminuirà il suo impegno in Kosovo, perché per noi i Balcani rappresentano un punto di riferimento per la nostra sicurezza" ha detto Crosetto.

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Papa, l'oncologo Gelibter analizza il post-intervento e la ripresa

Roma, 14 ott. (askanews) - Il prof. Alain Gelibter, dirigente medico oncologo presso il Policlinico Umberto I di Roma, dove è anche responsabile clinico del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) per il tumore polmonare, parla dei vari scenari del post-operatorio per Papa Leone, che si è sottoposto a una lobectomia inferiore destra, per l'asportazione di un nodulo polmonare, che si è rivelato un tumore, al Policlinico Gemelli.

"Da quanto sappiamo si tratta di un adenocarcinoma polmonare e questo già ci apre un po' di caratterizzazioni - ha spiegato - la caratterizzazione patologica è quella più importante per capire la diagnosi, la prognosi e soprattutto il tipo di trattamento successivo, se sarà necessario o meno. Su questa base si deciderà poi il tipo di trattamento oppure se il paziente potrà essere candidato solamente al follow-up, in quanto anche da solo l'intervento chirurgico, se il nodulo è solitario, sotto ai 3 centimetri e comunque con linfonodi negativi, questa tipologia di pazienti potrebbe andare anche solamente a follow-up".

Per quanto riguarda la ripresa e le dimissioni dall'ospedale, secondo il prof. Gelibter, "se siamo al primo o al secondo stadio, c'è un buon recupero e non ci sono grosse comorbidità, nell'arco di poche settimane il paziente può riavviare la propria vita normale con le proprie attività e solitamente, a meno che non ci siano poi complicanze post-operatorie, il decorso è questo. L'ospedalizzazione dipende dalle situazioni, ma tra i 7, 10, 14 giorni massimo, se non ci sono complicanze".

"C'è in generale una possibilità di ricaduta in tutte le neoplasie, nelle neoplasie polmonari soprattutto - ha aggiunto - ma c'è una netta differenza tra gli stadi: al primo stadio le possibilità di ricaduta sono basse, medio-basse, dipende anche qui dalle dimensioni della neoplasia, di solito sotto i 3 centimetri stiamo nel T1, quindi lo stadio più basso, e le possibilità di sopravvivenza a 5-10 anni sono molto alte. Le possibilità di recidiva purtroppo aumentano con l'aumentare dello stadio patologico, quindi è importantissimo avere una netta caratterizzazione biologica e patologica per poter poi definire trattamenti e prognosi".

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Dublino, 14 ott. (askanews) - Gli incidenti causati da agenti di intelligenza artificiale che hanno avuto reazioni inaspettate mentre eseguivano dei compiti assegnati, hackerando siti o recuperando informazioni in modi non richiesti, sono solo i primi segnali di allarme. Al coro dei giganti tech secondo cui è arrivato il momento di rallentare sullo sviluppo dell'Ia, si aggiunge Demis Hassabis, presidente di DeepMind di Google.

"I sistemi non sono ancora così potenti, quindi gli incidenti non sono così gravi, ma potrebbero diventarlo, guardando al prossimo anno e ai prossimi due anni - ha detto Intervenendo a una conferenza sull'intelligenza artificiale a Dublino - se non ci impegniamo di più come settore e individualmente come aziende e governi per rendere sicuri questi sistemi e creare ambienti di test sicuri in cui provarli, probabilmente offline e non ancora connessi a Internet quando li si testa per la prima volta."

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Mi sono chiesta cosa sta facendo adesso Federica, come vive questa pensione, se il mercoledì guarda "Chi l'ha visto", con chi lo vede. Sono ossessionata da Federica Sciarelli tanto da doverla fare". Immancabile la "serie Sensualità a corte". "Sono tanti anni che lo facciamo e la gente è affezionata, siamo gli Sbirulini del 2000". Ubaldo Pantani, torna nei panni dello spassosissimo Gineprio. "È un nerd dell'amore, e la sua frase "io sono a posto così" si può adattare a tante situazioni della vita, perchè in fondo chi si accontenta gode". Ma c'è molto di più e le risate sono assicurate.

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