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Sul tempo e sulle relazioni, Song Dong occupa il MAO di Torino

di TMNews venerdì 23 ottobre 2026
3' di lettura

Torino, 23 ott. (askanews) - La grande poesia è "strana", diceva il critico canonico Harold Bloom. Allo stesso modo è strano il grande progetto site specific che l'artista cinese Song Dong ha realizzato al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino insieme all'istituzione stessa, trasformando il palazzo in un grande dispositivo artistico, ma soprattutto emotivo e umano, capace di generare una congerie di sensazioni e dare una forma, attraverso gli oggetti, al senso del tempo e dei legami. Entrare dentro la mostra "Soul Out" è davvero un entrare dentro una vita, che a mano a mano si svela essere in fondo la nostra.

"Questa mostra - ha detto ad askanews Davide Quadrio, direttore del MAO e co-curatore dell'esposizione - nasce come necessità rispetto al lavoro che facciamo all'interno del museo e siccome quest'anno abbiamo completamente ripensato la sezione Cina era proprio fondamentale avere qualcuno che capisse che cosa stavamo facendo. Quindi lavorando sull'oggetto culturale, lavorando non tanto più sull'arte, ma su quanto questi oggetti che sono all'interno del museo, che quindi sono musealizzati, sono oggetti che rappresentano culturalmente un livello di storia umana che è indipendente e in qualche modo separata anche dalla peculiarità culturale di ognuno di noi, diventa quindi un luogo non più della differenza ma della comunanza".

Ci sono due installazioni che hanno tutte le caratteristiche per essere indimenticabili: la prima è la monumentale "Waste Not", che attraversa molte sale del museo e raccoglie 10mila oggetti di uso comune della famiglia di Song Dong. Un grande magazzino dei sentimenti, dei ricordi, della perdita che ovviamente fa pensare all'accumulazione, ma più ci si addentra, più si capisce che stiamo parlando di sentimenti e non solo di oggetti. E poi c'è una grande installazione di luce, che ricorda Yayoi Kusama, e che è un vero snodo dell'esposizione.

"La sua arte - ha aggiunto Quadrio - è un'arte che ha a che fare con l'oggetto umano, a questo punto è diventato normale. Qui siamo per esempio all'interno dell'installazione, in qualche maniera più partecipativa, che abbiamo fatto con l'Accidente di Torino, si chiama 'Borrow Lights', prestare la luce, e sono 200 lampade che abbiamo raccolto all'interno del museo in un'opera che diventa, opera dell'artista sì, ma che diventa la luce di tutti, in cui tutti passeranno per entrare visitare il museo".

Dire "oggetto umano" è molto importante, perché se spesso assistiamo alla reificazione delle persone, ossia all'essere considerate e trattate come cose, qui avviene il contrario, gli oggetti sono la misura dell'esperienza umana, prendono vita accanto a noi, ci sono testimoni e narratori. Come dice una delle frasi più celebri di Song Dong, che l'artista ha ripetuto anche a Torino

"L'arte è vita e la vita è arte". Sembra una frase molto semplice, perfino banale, ma ascoltarla dopo avere fatto esperienza della mostra cambia tutto, se ne capisce la tranquilla e delicata profondità, se ne sente il valore di affetto e vicinanza, a tutti. Potrebbe anche essere una estrema sintesi dell'evoluzione del mondo dell'arte negli ultimi 50 anni, ma non è così importante ora. Adesso conta lasciare che l'arte ci tocchi e ci sussurri, ancora una volta, quello che non sappiamo di noi stessi, come fa il bellissimo e toccante video "Touching MY Father", sospeso in una dimensione che è solo quella del nostro cuore.

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Ucraina, Zelensky: da Usa conferma su trilaterale con la Russia

Milano, 23 ott. (askanews) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che secondo il governo statunitense, la Russia è disponibile a un incontro trilaterale tra Mosca, Ucraina e Stati Uniti. Zelensky ha precisato di aver avuto al conferma da Jared Kushner, inviato speciale americano per la Pace, e che riceverà presto "un resoconto più dettagliato" dall'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, che ieri ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Zelensky è intervenuto in occasione della cerimonia di firma di un accordo con il primo ministro finlandese Petterio Orpo.

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Clerici Lab: presentata a Brescia la terza edizione del progetto

Brescia, 23 ott. (askanews) - Clerici Lab, il progetto di formazione promosso dal Gruppo Clerici per avvicinare le nuove generazioni alle professioni della filiera idrotermosanitaria e dell'arredobagno, riparte con la sua terza edizione. L'inaugurazione si è svolta nel foyer del Teatro Clerici di Brescia, riunendo oltre 30 giovani partecipanti pronti a intraprendere il nuovo percorso formativo.

La nuova edizione, realizzata in collaborazione con Randstad e ITS Academy Machina Lonati, amplia ulteriormente il progetto. Per l'anno formativo 2026-2027 sono previsti tre percorsi IFTS, con attività didattiche in aula a Brescia, Bergamo e Lodi.

"Inauguriamo oggi la terza edizione di Clerici Lab, un percorso formativo nato per unire la scuola e la formazione classica con il mondo del lavoro. I ragazzi verranno a lavorare da noi e, contemporaneamente, proseguiranno gli studi e sosterranno gli esami. Seguiranno un percorso retribuito in cui, affiancando il nostro personale all'interno dei punti vendita, impareranno concretamente cosa significa lavorare" ha dichiarato Paolo Clerici, Presidente del Gruppo Clerici.

Un'iniziativa che consolida il dialogo tra scuola e impresa e investe sulle competenze delle nuove generazioni, con l'obiettivo di accompagnarle verso concrete opportunità professionali e uno sguardo al futuro.

"Vorrei allargare i nostri orizzonti. Siamo giunti alla terza edizione e finora abbiamo attivato tre classi: una il primo anno, due il secondo e tre quest'anno, ma nei prossimi anni l'obiettivo è averne quattro, cinque o sei, uscendo anche dai confini regionali. Attualmente operiamo tra Brescia, Bergamo e Lodi, ma sarebbe bello espanderci nelle altre regioni in cui siamo presenti, come la Toscana a Firenze, il Lazio a Roma o il Veneto. Gli spazi e i punti vendita non mancano e i ragazzi ci sono: dobbiamo solo organizzarci e studiare bene le differenti normative scolastiche regionali, ma ci arriveremo" ha aggiunto Clerici.

A Brescia, la giornata inaugurale è stata anche un'occasione per mettersi subito alla prova. I ragazzi hanno partecipato a La cartolina del futuro, un'attività dedicata alle aspirazioni e alle prospettive professionali, e a un laboratorio di squadra, nel quale hanno sperimentato ruoli diversi, collaborato e condiviso i risultati del lavoro in plenaria. Spazio quindi alle voci dei ragazzi che hanno preso parte al progetto: "La mattinata sta proseguendo molto bene, perché ci sta dando la possibilità di collaborare tutti insieme. Ci è stata offerta l'opportunità di sviluppare un progetto in cui, unendo i pezzi come in un puzzle, siamo arrivati a definire un risultato comune. Questo rappresenta un grandissimo passo avanti verso una vera coesione tra tutti noi".

"Ci siamo riuniti dai tre diversi corsi, Lodi, Brescia e Bergamo, che siamo noi, per lavorare tutti insieme come un vero team, lo stesso che in futuro entrerà a far parte del Gruppo Clerici. Stiamo svolgendo un'attività simile a un puzzle, in cui dobbiamo collaborare per unire tutti i pezzi e raggiungere un obiettivo comune".

Con la terza edizione di Clerici Lab, il Gruppo Clerici rinnova il proprio impegno nella formazione e nell'orientamento professionale, creando nuove occasioni di incontro tra giovani, scuola e mondo del lavoro.

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Trump contro Lebron James e il basket femminile: "Non rispettano l'inno"

Sioux City, 23 ott. (askanews) - Donald Trump ha attaccato il campione dell'Nba Lebron James e due squadre di basket femminile, Atlanta Dream e le Golden State Valkyries, accusandoli di aver mancato di rispetto all'inno nazionale.

"Mi sembra un grosso scandalo, che diavolo stava facendo?" ha detto riferendosi al giocatore dei Philadelphia 76ers che durante l'ultima partita contro i New York Knicks, durante l'inno americano si riscalda, mimando un tiro a canestro ma anche uno swing del golf, gesto che Trump imita sul palco.

Poi, l'attacco alle giocatrici di basket "Si autodistruggeranno prima ancora di iniziare, proprio ora che stavano iniziando a fare bene", ha detto, riferendosi al fatto che durante le finali di WNba entrambe le squadre hanno lasciato il campo prima dell'inno. "Che cosa significa tutto questo? La NFL l'ha fatto per un po', poi hanno smesso perché la gente ha smesso di guardare le partite, quindi penso che dovreste fare la stessa cosa con il basket femminile", ha detto il presidente Usa. In realtà l'uscita dal campo delle giocatrici WNba fa parte della loro usuale routine pre-partita, il gesto non è polemico, semplicemente nel loro campionato non è previsto che rimangano in campo durante l'inno.

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La solitudine come esperienza di pienezza, Benni Bosetto a Firenze

Firenze, 23 ott. (askanews) - IED Firenze e Fondazione Palazzo Strozzi hanno presentato "The Ballad of the Blue Kind" dell'artista Benni Bosetto, un nuovo progetto concepito appositamente per le due sedi, che comprende una mostra presso gli spazi espositivi di IED e due giorni di performance alla Strozzina di Palazzo Strozzi.

The Ballad of the Blue Kind è un'esplorazione delle possibili declinazioni della solitudine raccontata in due momenti complementari dove si alternano la presenza e l'assenza, il suono e il silenzio. Negli spazi della Strozzina cinque personaggi cantano variazioni sul tema raccontando solitudini che si intrecciano l'una all'altra, mentre negli spazi dell'ex Teatro dell'Oriuolo il disegno diventa un oggetto scultoreo e restituisce la memoria dei corpi e delle loro storie, inserendosi in una grande installazione. L'esperienza dello spazio performativo trova un nuovo registro nello spazio scenico di contemplazione di IED, dove il pubblico incontra una dimensione di osservazione individuale.

The Ballad of the Blue Kind racconta la solitudine come uno stato emotivo in costante movimento, che attraversa le diverse età della vita e porta con sé allo stesso tempo drammaticità e leggerezza. Spesso intesa come una forma di separazione dal mondo, la solitudine viene qui affrontata come un'esperienza capace di portare alla luce anche momenti di pienezza e consapevolezza. I cinque personaggi, originati dall'intreccio di topoi letterari, artistici, e stereotipi di diverse solitudini, costituiscono il punto di partenza da cui l'artista ha sviluppato canzoni, disegni, musiche, scenografie, e danno forma al progetto nei due spazi espositivi.

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