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Ucraina, Zelensky: da Usa conferma su trilaterale con la Russia

di TMNews venerdì 23 ottobre 2026
1' di lettura

Milano, 23 ott. (askanews) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che secondo il governo statunitense, la Russia è disponibile a un incontro trilaterale tra Mosca, Ucraina e Stati Uniti. Zelensky ha precisato di aver avuto al conferma da Jared Kushner, inviato speciale americano per la Pace, e che riceverà presto "un resoconto più dettagliato" dall'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, che ieri ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Zelensky è intervenuto in occasione della cerimonia di firma di un accordo con il primo ministro finlandese Petterio Orpo.

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Presentata al Senato la ricerca Istituto Piepoli-WePlan

Roma, 23 ott. (askanews) - I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si sono confermati un successo straordinario, proponendo un modello internazionale basato sulla sostenibilità e sulla collaborazione tra territori. Secondo il Rapporto Finale del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) l'utilizzo dell'85% di sedi esistenti o temporanee e un impatto economico superiore ai 5 miliardi di euro rappresentano un esempio per le future edizioni delle Alpi Francesi 2030, della Svizzera 2038 e del progetto New York-Lake Placid 2042.

Il successo delle strategie organizzative è confermato dall'indagine presentata al Senato, realizzata dall'Istituto Piepoli con WePlan (società specializzata nella pianificazione e nelle strategie di legacy per i grandi eventi), che certifica il successo internazionale.

Un successo organizzativo che nasce da lontano, frutto di una gestione complessa, ma impeccabile.

Le parole di Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani: "Il sondaggio che ha fatto l'Istituto Piepoli ci consente di avere degli indicatori oggettivi, terzi, autorevoli e indipendenti su quello che è il gradimento dell'investimento che è stato fatto sulle Olimpiadi di Milano-Cortina. Investimento sull'organizzazione e sulle infrastrutture (in piccola parte sportive) che proseguiranno, di concerto ai lavori su strade, autostrade, ferrovie nelle regioni e nelle province autonome che hanno ospitato i giochi. Lavori che non finiranno perché nel 2028 gli stessi territori, salvo la provincia di Bolzano, ospiteranno le Olimpiadi Giovanili Invernali, con ragazzi e ragazze dai 15 ai 18 anni che verranno da tutto il mondo a sottolineare il valore universale dello sport e dell'olimpismo".

Il 72% degli italiani promuove a pieni voti l'organizzazione complessiva e il 79% apprezza la scelta di distribuire le gare su più località. La stessa percentuale di cittadini rileva un forte rilancio dell'orgoglio e dell'immagine dell'Italia all'estero, mentre il 76% riconosce i benefici economici concreti portati al turismo e all'occupazione

Il commento di Roberto Daneo, Co-founder WePlan: "E' una bella soddisfazione anche perché questi giochi sono stati una scommessa: unire due località per la prima volta nel nome dell'edizione olimpica. Milano e Cortina non sono mai state così vicine, e unire territori così lontani, quasi 500 km, non era scontato. Alla fine possiamo dire di avercela fatta e di aver riscosso grande consenso".

Le Olimpiadi lasciano un'eredità concreta che va ben oltre il semplice ritorno economico.

L'intervista a Giorgio Re, Co-founder WePlan: "Siamo molto orgogliosi dei risultati di questa ricerca che dimostrano un apprezzamento piuttosto importante degli italiani rispetto alla manifestazione. Ciò si aggiunge alle ulteriori certificazioni di successo della manifestazione dal Comitato Olimpico Internazionale, che nel suo report finale ha encomiato l'evento, soprattutto per ciò che riguarda l'impatto economico e occupazionale della manifestazione".

L'eredità di Milano-Cortina 2026 traccia una strada nuova per lo sport mondiale

L'intervento di Livio Gigliuto, Presidente Istituto Piepoli: "Quello che ci dicono gli italiani è qualcosa in più: c'è una sorta di orgoglio, di entusiasmo che viene fuori dall'opinione pubblica per il modo in cui l'Italia si è rappresentata all'estero attraverso questo grande evento. Ciò è dovuto alla modalità innovativa con la quale si è svolta l'Olimpiade, che secondo gli italiani andrebbe replicata anche per altri eventi sportivi di simile caratura".

Con la promozione di cittadini e istituzioni, il "modello Italia" diventa una vera promessa per il futuro

TMNews

La filiera bosco-legno-energia guarda al futuro

Roma, 23 ott. (askanews) - In un quadro storico Europeo dove la carenza di risorse energetiche pulite e rinnovabili sono tra le maggiori criticità, AIEL prova ad inserirsi e fornire una soluzione. Si è tenuto presso l'Aula degli Atti Parlamentari l'incontro "Legno Energia Italia - Foreste gestite, energia rinnovabile, futuro delle comunità". Al centro, le prospettive e le opportunità dell'industria bosco-legno-energia, spesso troppo sottovalutate e non adeguatamente sfruttate.

Le parole del Presidente AIEL, Marco Bussone: "Partire dal bosco è una necessità per un paese che ha 11 milioni di ettari di foreste, in aumento, che possono produrre nuova energia pulita garantendo il Made in Italy a filiere economiche ed imprese. Al contempo, si dà anche la possibilità alle imprese di crescere, esportare prodotti nel mondo e impianti. AIEL è l'unica associazione di filiera che quindi lavora per unire, al posto che dividere, in una situazione d'emergenza anche per le istituzioni. Noi dobbiamo garantire un'energia pulita e dimostrare che grazie a quell'energia dal legno il paese può ripartire a affrontare la crisi energetica".

Nuove sfide e trasformazione tecnologica che portano l'industria a confronti continui, per restare al passo con i tempi e soddisfare una domanda sempre più mutevole.

L'intervento del Presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari: "Abbiamo condiviso l'intuizione del legno come la risorsa energetica del futuro. È forse il momento più adatto per parlare realisticamente di queste cose e di mettere a valore un patrimonio incredibile che è rappresentato dal nostro Appennino, dalle nostre montagne, dalle nostre foreste. Tante volte, purtroppo, sottoutilizzato in buona parte e altrettante volte abbandonato. Oggi, grazie alle biomasse, è possibile dare quantomeno una risposta parziale, non totale, al fabbisogno energetico. Da un lato si fronteggerebbero le criticità europee, dall'altro ci si avvicinerebbe all'indipendenza energetica".

La sfida accolta da AIEL è dunque quella di garantire una fonte alternativa stabile e sostenibile nel tempo, generare valore economico, ma sopratutto contribuire all'autonomia energetica del nostro Paese.

TMNews

Clerici Lab: presentata a Brescia la terza edizione del progetto

Brescia, 23 ott. (askanews) - Clerici Lab, il progetto di formazione promosso dal Gruppo Clerici per avvicinare le nuove generazioni alle professioni della filiera idrotermosanitaria e dell'arredobagno, riparte con la sua terza edizione. L'inaugurazione si è svolta nel foyer del Teatro Clerici di Brescia, riunendo oltre 30 giovani partecipanti pronti a intraprendere il nuovo percorso formativo.

La nuova edizione, realizzata in collaborazione con Randstad e ITS Academy Machina Lonati, amplia ulteriormente il progetto. Per l'anno formativo 2026-2027 sono previsti tre percorsi IFTS, con attività didattiche in aula a Brescia, Bergamo e Lodi.

"Inauguriamo oggi la terza edizione di Clerici Lab, un percorso formativo nato per unire la scuola e la formazione classica con il mondo del lavoro. I ragazzi verranno a lavorare da noi e, contemporaneamente, proseguiranno gli studi e sosterranno gli esami. Seguiranno un percorso retribuito in cui, affiancando il nostro personale all'interno dei punti vendita, impareranno concretamente cosa significa lavorare" ha dichiarato Paolo Clerici, Presidente del Gruppo Clerici.

Un'iniziativa che consolida il dialogo tra scuola e impresa e investe sulle competenze delle nuove generazioni, con l'obiettivo di accompagnarle verso concrete opportunità professionali e uno sguardo al futuro.

"Vorrei allargare i nostri orizzonti. Siamo giunti alla terza edizione e finora abbiamo attivato tre classi: una il primo anno, due il secondo e tre quest'anno, ma nei prossimi anni l'obiettivo è averne quattro, cinque o sei, uscendo anche dai confini regionali. Attualmente operiamo tra Brescia, Bergamo e Lodi, ma sarebbe bello espanderci nelle altre regioni in cui siamo presenti, come la Toscana a Firenze, il Lazio a Roma o il Veneto. Gli spazi e i punti vendita non mancano e i ragazzi ci sono: dobbiamo solo organizzarci e studiare bene le differenti normative scolastiche regionali, ma ci arriveremo" ha aggiunto Clerici.

A Brescia, la giornata inaugurale è stata anche un'occasione per mettersi subito alla prova. I ragazzi hanno partecipato a La cartolina del futuro, un'attività dedicata alle aspirazioni e alle prospettive professionali, e a un laboratorio di squadra, nel quale hanno sperimentato ruoli diversi, collaborato e condiviso i risultati del lavoro in plenaria. Spazio quindi alle voci dei ragazzi che hanno preso parte al progetto: "La mattinata sta proseguendo molto bene, perché ci sta dando la possibilità di collaborare tutti insieme. Ci è stata offerta l'opportunità di sviluppare un progetto in cui, unendo i pezzi come in un puzzle, siamo arrivati a definire un risultato comune. Questo rappresenta un grandissimo passo avanti verso una vera coesione tra tutti noi".

"Ci siamo riuniti dai tre diversi corsi, Lodi, Brescia e Bergamo, che siamo noi, per lavorare tutti insieme come un vero team, lo stesso che in futuro entrerà a far parte del Gruppo Clerici. Stiamo svolgendo un'attività simile a un puzzle, in cui dobbiamo collaborare per unire tutti i pezzi e raggiungere un obiettivo comune".

Con la terza edizione di Clerici Lab, il Gruppo Clerici rinnova il proprio impegno nella formazione e nell'orientamento professionale, creando nuove occasioni di incontro tra giovani, scuola e mondo del lavoro.

TMNews

Sul tempo e sulle relazioni, Song Dong occupa il MAO di Torino

Torino, 23 ott. (askanews) - La grande poesia è "strana", diceva il critico canonico Harold Bloom. Allo stesso modo è strano il grande progetto site specific che l'artista cinese Song Dong ha realizzato al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino insieme all'istituzione stessa, trasformando il palazzo in un grande dispositivo artistico, ma soprattutto emotivo e umano, capace di generare una congerie di sensazioni e dare una forma, attraverso gli oggetti, al senso del tempo e dei legami. Entrare dentro la mostra "Soul Out" è davvero un entrare dentro una vita, che a mano a mano si svela essere in fondo la nostra.

"Questa mostra - ha detto ad askanews Davide Quadrio, direttore del MAO e co-curatore dell'esposizione - nasce come necessità rispetto al lavoro che facciamo all'interno del museo e siccome quest'anno abbiamo completamente ripensato la sezione Cina era proprio fondamentale avere qualcuno che capisse che cosa stavamo facendo. Quindi lavorando sull'oggetto culturale, lavorando non tanto più sull'arte, ma su quanto questi oggetti che sono all'interno del museo, che quindi sono musealizzati, sono oggetti che rappresentano culturalmente un livello di storia umana che è indipendente e in qualche modo separata anche dalla peculiarità culturale di ognuno di noi, diventa quindi un luogo non più della differenza ma della comunanza".

Ci sono due installazioni che hanno tutte le caratteristiche per essere indimenticabili: la prima è la monumentale "Waste Not", che attraversa molte sale del museo e raccoglie 10mila oggetti di uso comune della famiglia di Song Dong. Un grande magazzino dei sentimenti, dei ricordi, della perdita che ovviamente fa pensare all'accumulazione, ma più ci si addentra, più si capisce che stiamo parlando di sentimenti e non solo di oggetti. E poi c'è una grande installazione di luce, che ricorda Yayoi Kusama, e che è un vero snodo dell'esposizione.

"La sua arte - ha aggiunto Quadrio - è un'arte che ha a che fare con l'oggetto umano, a questo punto è diventato normale. Qui siamo per esempio all'interno dell'installazione, in qualche maniera più partecipativa, che abbiamo fatto con l'Accidente di Torino, si chiama 'Borrow Lights', prestare la luce, e sono 200 lampade che abbiamo raccolto all'interno del museo in un'opera che diventa, opera dell'artista sì, ma che diventa la luce di tutti, in cui tutti passeranno per entrare visitare il museo".

Dire "oggetto umano" è molto importante, perché se spesso assistiamo alla reificazione delle persone, ossia all'essere considerate e trattate come cose, qui avviene il contrario, gli oggetti sono la misura dell'esperienza umana, prendono vita accanto a noi, ci sono testimoni e narratori. Come dice una delle frasi più celebri di Song Dong, che l'artista ha ripetuto anche a Torino

"L'arte è vita e la vita è arte". Sembra una frase molto semplice, perfino banale, ma ascoltarla dopo avere fatto esperienza della mostra cambia tutto, se ne capisce la tranquilla e delicata profondità, se ne sente il valore di affetto e vicinanza, a tutti. Potrebbe anche essere una estrema sintesi dell'evoluzione del mondo dell'arte negli ultimi 50 anni, ma non è così importante ora. Adesso conta lasciare che l'arte ci tocchi e ci sussurri, ancora una volta, quello che non sappiamo di noi stessi, come fa il bellissimo e toccante video "Touching MY Father", sospeso in una dimensione che è solo quella del nostro cuore.

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