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Usa, Nicky Minaj a sorpresa a comizio nel Michigan: "We Love Trump"

di TMNews lunedì 26 ottobre 2026
1' di lettura

Port Huron (Michigan), 26 ott. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto sul palco Nicki Minaj durante un comizio elettorale a Port Huron, nel Michigan, mentre la celebre rapper sostiene la campagna del repubblicano Mike Rogers in vista delle elezioni di Midterm del 3 novembre. Minaj ha ribadito il suo continuo sostegno a Trump, affermando che gli resterà "per sempre" accanto e che lo sosterrà nuovamente se dovesse candidarsi alla presidenza e ha esortato i presenti a intonare con lei lo slogan: "We love Trump".

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Israele al voto, tra voglia di cambiamento e fedeltà a Netanyahu

Tel Aviv, 26 ott. (askanews) - A Tel Aviv e Gerusalemme, i manifesti elettorali accompagnano le ultime ore di campagna prima del voto di domani. Israele torna alle urne per la prima volta dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e tre anni di guerre che hanno segnato profondamente il Paese.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu punta a un settimo mandato, sfidato soprattutto dall'ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, leader del partito centrista Yashar. Gli ultimi sondaggi indicano un possibile vantaggio del fronte contrario a Netanyahu, ma nessuno dei due schieramenti sembra in grado di conquistare da solo la maggioranza parlamentare.

Tra gli elettori intervistati emergono posizioni molto diverse. C'è Orit, che chiede un cambiamento dopo tre anni difficilissimi, chi continua - come Zipporah - a considerare Netanyahu l'uomo più adatto a garantire la sicurezza di Israele e chi, come Tzvika, pur riconoscendosi nelle idee della destra, non vuole più l'attuale governo. Sul voto incidono anche le responsabilità per le falle della sicurezza del 7 ottobre e il futuro dei rapporti con gli Stati Uniti.

"Basta! Siamo bloccati nella stessa situazione da troppo tempo ed è ora che cambi. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, di qualcosa di fresco, di qualcosa di diverso. Questi ultimi tre anni sono stati incredibilmente difficili. Be', vedremo che cosa succederà. Non credo che i nemici intorno a noi cambieranno, ma forse possiamo cambiare noi".

"È molto difficile. Provengo dalla destra e credo nelle idee politiche della destra, ma sono contrario a questo governo, contrario a questo primo ministro. E mi danno del sinistroide, che cosa posso dire?".

"Penso che voterò per la conferma dell'attuale primo ministro, perché ha già l'esperienza di aver guidato il Paese attraverso molti periodi difficili. In questo momento ha il pieno sostegno del governo americano. Non sappiamo neppure che cosa succederà da quelle parti, ma ha il sostegno degli americani e credo che sia un uomo che non ha paura di agire".

TMNews

A Gaza indifferenza su elezioni in Israele: "Per noi nulla cambierà"

Gaza, 26 ott. (askanews) - Sostanziale indifferenza, e la convinzione che per Gaza nulla cambierà: è il sentimento di molti nella Striscia alla vigilia delle elezioni legislative in Israele, le prime dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra dello Stato ebraico contro Gaza (allargatasi a Libano e Iran) che ne è seguita.

Il residente Nashaat al-Wahidi dice che ci tiene "a sottolineare che le elezioni possono assumere forme diverse, ma in definitiva, perseguono lo stesso obiettivo razzista e terroristico: un obiettivo volto a cancellare la causa palestinese dalla scena politica mondiale".

"Come palestinesi, non abbiamo alcuna sicurezza, né sotto il regime di Netanyahu né sotto quello di qualsiasi altro leader. La guerra contro la Striscia di Gaza va avanti da tempo, e continuerà fino alla nostra liberazione; non sappiamo quando il popolo palestinese avrà la meglio sull'occupazione", dice una donna, Suad al-Hajj.

Anche Mohamed al-Bawab non vede differenza fra i candidati israeliani, rispetto al destino di Gaza: "La Striscia di Gaza subisce ogni giorno massacri e la distruzione delle proprie infrastrutture. Conducono la campagna elettorale per le elezioni mentre uccidono i palestinesi. Tutti i politici israeliani, sia di sinistra che di destra, dichiarano di voler distruggere Gaza e la resistenza a Gaza".

TMNews

Barack Obama con El-Sayed per "il cambiamento": partiamo dal Michigan

Detroit (Michigan), 26 ott. (askanews) - Con il suo stile da grande oratore immutato, Barack Obama si è unito ad Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato, in occasione di un comizio elettorale a Detroit, nel Michigan, per esortare gli elettori a sostenere il cambiamento e a combattere l'aumento del costo della vita, di cui è - secondo l'ex presidente americano, 65 anni - direttamente responsabile il governo Trump.

"Dopo dieci anni di caos, crudeltà, corruzione, incompetenza, buffonate e assurdità, come questo Paese non ne ha mai visti almeno in epoca moderna, viene da dire: 'Basta così'. Voteremo per il cambiamento proprio qui, nel Michigan", l'appello di Obama ai sostenitori per eleggere El-Sayed al Senato degli Stati Uniti.

"Se venissi eletto, sarei il primo medico democratico eletto al Senato degli Stati Uniti dal 1969. E se pensate un attimo a chi è a capo del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), credo che un senatore medico ci farebbe proprio comodo in questo momento", ha attaccato El-Sayed, medico epidemiologo di 41 anni, riferendosi a Robert F. Kennedy Jr, notoriamente scettico sui vaccini e responsabile di decisioni molto controverse in merito.

"Non possiamo essere solo contrari a qualcosa, dobbiamo essere a favore di qualcosa. Dobbiamo iniziare a mostrare come potrebbe essere il futuro dopo questa amministrazione. E questo inizia con tutti voi. Inizia con la vostra elezione di Jocelyn Benson a governatrice. Inizia con la vostra elezione di Abdul El-Sayed al Senato degli Stati Uniti", ha affermato Obama tra gli applausi e le grida dei sostenitori.

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Francia, universitari e liceali in pressing sul governo

Milano, 26 ott. (askanews) - A Parigi, studenti e liceali alzano la pressione sul governo francese. Prima dell'incontro a Matignon con il premier Sébastien Lecornu e i ministri dell'Istruzione e dell'Università, i rappresentanti delle organizzazioni studentesche chiedono risposte concrete alle rivendicazioni avanzate nelle ultime settimane: più posti nelle università, interventi sugli edifici scolastici, nuove assunzioni e maggiori sostegni per gli studenti. "Chiediamo l'apertura di 250mila posti nelle università - Marius Mesnil, dell'Unione sindacale liceale - Chiediamo un piano d'emergenza per gli edifici scolastici. Non è normale che cadano i soffitti, che ci siano topi nei corridoi, che faccia troppo caldo d'estate e troppo freddo d'inverno. Chiediamo un grande piano di assunzioni per gli insegnanti, ma anche per il personale di sostegno, gli psicologi e gli infermieri"

Alla vigilia del confronto, le organizzazioni chiedono che alle promesse seguano misure immediate, dopo settimane di mobilitazioni e proteste. "Continueremo a ricordare al governo che ora gli annunci devono essere concreti. È quello che ha annunciato Emmanuel Macron, bene, ma dobbiamo metterci d'accordo su cosa significhi "concreto". Non vuol dire accontentarsi delle briciole o di piccolissimi passi. Vuol dire cambiare davvero la vita quotidiana degli studenti e dei liceali", aggiunge la studentessa Suzanne Nijdam.

E dalle organizzazioni studentesche arriva anche l'avvertimento: se il confronto non produrrà risultati, la mobilitazione continuerà. "Abbiamo dovuto aspettare diverse settimane, manifestare, essere mandati da un ministero all'altro. Adesso discuteremo con loro e vedremo cosa hanno da proporci. Ma se continueranno a farci girare a vuoto, continueremo a scendere in strada. Non è un problema", spiega Sabrine Kharbach, portavoce dell'Union étudiante.

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