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Sanità digitale: l'asse tra Italia e Francia

di TMNews giovedì 29 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 29 ott. (askanews) - L'incontro "AI e Salute", svoltosi a Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia in Italia, ha riunito istituzioni, centri di ricerca e aziende tecnologiche come la francese Lifen e l'italiana Aindo. Al centro del dibattito, il ruolo che Italia e Francia possono svolgere per definire la strategia europea sui dati sanitari, trasformando l'EHDS da norma a infrastruttura per cura e ricerca. A fronte dei modelli di gestione dati statunitensi e cinesi, l'Europa punta a coniugare innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei cittadini.

"Il tema dell'evento di oggi è lo European Health Data Space, ovvero lo spazio europeo dei dati sanitari. Nello specifico, l'obiettivo di questo incontro è mettere attorno allo stesso tavolo i principali attori che contribuiranno a dare forma alla cornice regolatoria implementata dall'Europa, la quale diventerà effettivamente operativa a partire dal 2029. L'idea centrale è proprio quella di avviare un dialogo tra i diversi key player del settore per definire un'iniziativa che consenta, entro il 2029, la condivisione dei dati sanitari su scala europea per finalità di ricerca, sviluppo e innovazione" ha dichiarato Daniele Panfilo, co-founder e CEO di Aindo.

Un tema centrale riguarda l'impiego sicuro delle informazioni cliniche, dove la necessità di progredire nella ricerca scientifica deve integrarsi con la massima protezione dei dati dei pazienti.

"La tutela della privacy non può e non deve limitare la ricerca scientifica necessaria a curare le persone. È fondamentale trovare soluzioni abilitanti che rendano la ricerca pienamente conforme alla normativa sul GDPR e sulla riservatezza dei dati: solo così l'Europa potrà rimanere competitiva, nell'ambito dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, rispetto a grandi potenze come Stati Uniti e Cina. L'Europa ha definito un quadro normativo molto solido che spesso viene percepito come un limite; in realtà rappresenta la vera chiave di svolta, un settore e un mercato regolamentato in cui il nostro continente può davvero fare la differenza e dire la sua" ha aggiunto Panfilo.

Guardando all'orizzonte europeo e alle stime della Commissione, che prevede ben 11 miliardi di euro di risparmi in dieci anni e una crescita stimata tra il 20% e il 30% per la sanità digitale, il successo di questa grande infrastruttura dipenderà, quindi, proprio dalla capacità di coniugare standard metodologici condivisi e soluzioni tecnologiche avanzate, indispensabili per rendere l'Europa un punto di riferimento globale nella medicina del futuro.

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Torino-Lione, sicurezza e ambiente nei cantieri sotto le Alpi

Bologna, 29 ott. (askanews) - Migliaia di lavoratori da venti Paesi scavano sotto le Alpi il tunnel di base della Torino-Lione, 57,5 chilometri. L'opera ha superato il 30 per cento e la conclusione è prevista a fine 2033. In un cantiere di queste dimensioni la prima questione è la sicurezza. "Vogliamo partire dalla persona perché la sicurezza non è solo un sistema di regole, ma è una cultura condivisa attraverso tutta la filiera, le imprese, i 3000 operai che lavorano nei nostri cantieri, le direzioni lavori e anche la committenza - spiega Manuela Rocca, vicedirettrice generale di Telt, il promotore pubblico dell'opera - noi lo viviamo ogni giorno attraverso la strategia che abbiamo costruito perché ogni persona possa essere in grado di ritornare a casa la sera in sicurezza".

Poi l'ambiente. Su polveri, aria, acqua e biodiversità la società applica soglie di allerta più basse di quelle di legge, così gli interventi di mitigazione scattano prima. I materiali di scavo vengono riutilizzati e lungo la filiera valgono protocolli antimafia e di legalità. Resta il nodo del rapporto con i territori che ospitano i cantieri. "Abbiamo costruito degli strumenti appositi - continua Rocca - a partire dal rifiuto dei campi base perché gli operai possano vivere quotidianamente all'interno delle comunità. Abbiamo creato assi di formazione, di inserimento lavorativo per creare competenze che possano lasciare un valore aggiunto ai territori anche dopo che l'opera sarà finita".

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LATAM Champion Program: le opportunità dell'accordo UE-Mercosur

Roma, 29 ott. (askanews) - I temi della crescita sui mercati esteri e del rafforzamento della presenza italiana in Sud America sono stati al centro dell'evento di lancio del Latin America Champion Program, che ha visto la partecipazione di oltre 100 delegati e di un ampio panel istituzionale. Promossa da SACE, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e la collaborazione di CDP, SIMEST, Confindustria e Unioncamere, la nuova iniziativa punta a supportare le aziende nelle strategie di espansione globale e nella creazione di alleanze strategiche nei Paesi sudamericani. Di concerto con l'accordo commerciale UE-Mercosur, il fine ultimo è dare un nuovo impulso alle esportazioni italiane nella regione.

L'evento ha visto l'intervento dell'AD di SACE Michele Pignotti, di Mauro Battocchi (Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del MAECI), di Giorgio Silli (Direttore Generale dell'IILA), di Barbara Cimmino (Vicepresidente di Confindustria) e di Lorenzo Galanti (Direttore Generale dell'Agenzia ICE), insieme ai principali rappresentanti del Sistema Paese.

Le parole di Mariangela Siciliano, Head of Commercial Strategy, Initiatives & Services di SACE: ""La nostra missione è mettere in sinergia tre esigenze delle imprese italiane: la conoscenza dei mercati, l'individuazione di opportunità commerciali e l'identificazione degli strumenti più adatti per coglierle. L'obiettivo di questa iniziativa, ma più in generale dell'attività di SACE, è mettere a sistema queste esigenze, integrandole con le competenze e gli strumenti assicurativo-finanziari che mettiamo a disposizione delle imprese. Vogliamo, quindi, far incontrare la domanda delle nostre imprese con un'offerta di servizi disegnati su misura per loro".

L'intervista a Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE: ""Chiaramente, ci sono due mercati che richiedono particolare attenzione: il Messico e il Brasile. Stiamo parlando, tuttavia, di una realtà diversificata, con numerosi mercati e opportunità. Ogni impresa, in base al proprio settore e al proprio prodotto, deve elaborare un piano strategico specifico. Non è detto, quindi, che anche nei Paesi meno rilevanti per queste imprese non possano esserci opportunità. Il nostro export verso quest'area ammonta a circa 20 miliardi di euro, sulla base degli ultimi dati definitivi disponibili, relativi al 2025, a fronte di un import di circa 14 miliardi".

A rendere possibile questo pacchetto di misure è la forte cooperazione tra le istituzioni e gli organismi del sistema Paese a sostegno della proiezione internazionale delle nostre imprese.

Mauro Battocchi, Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del MAECI: "Oggi esportiamo circa 30 miliardi di euro, pari al 3% del nostro export totale, ma le potenzialità sono immense. Stanno diminuendo le barriere tariffarie nell'area Mercosur e questo rappresenta un grandissimo vantaggio, destinato a crescere nel corso dei prossimi anni. Altri Paesi hanno già liberalizzato gli scambi e stiamo lavorando per abbattere anche le barriere non tariffarie. Inoltre, si stanno ridefinendo le catene globali del valore. Quella del Mercosur è un'area relativamente tranquilla rispetto ad altre zone del mondo, caratterizzate da una maggiore turbolenza",

Sono sei i mercati prioritari selezionati per le elevate potenzialità di sviluppo offerte al tessuto produttivo italiano: Brasile, Messico, Cile, Colombia, Argentina e Perù. Il programma, articolato in due fasi formazione specialistica e business matching , verrà avviato nel 2027 e rappresenterà un'occasione concreta di crescita per l'intera filiera italiana dell'export.

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"Commercialista AI", nuova frontiera tecnologica professionisti

Roma, 29 ott. (askanews) - Inviare gli F24, recuperare le fatture mancanti, incrociare estratti conto e movimenti bancari. Rispondere alle email e ricordare le scadenze. Negli studi dei commercialisti, le attività ripetitive sottraggono ogni settimana ore alla consulenza e al rapporto con i clienti. È su queste incombenze che interviene Commercialista AI, il nuovo applicativo sviluppato da DC Academy, la società fondata dall'imprenditore Davide Caiazzo.

Alla base c'è un'esigenza che emerge anche dalle ricerche di settore: trasformare l'adozione dell'intelligenza artificiale in un alleggerimento concreto del lavoro. Oltre il 70% dei commercialisti utilizza già l'AI, ma per più di sei professionisti su dieci le attività manuali e ripetitive assorbono ancora l'equivalente di una giornata lavorativa su cinque. La sfida è quindi passare dalla sperimentazione a un utilizzo capace di incidere sulle operazioni quotidiane dello studio. Il funzionamento di Commercialista AI è semplice e parte dagli strumenti e dai documenti dello studio: il professionista accede via web, senza installazioni, collega la casella email, inserisce le anagrafiche dei clienti e carica i documenti da gestire. Il programma prepara le proposte, il professionista le verifica e le approva. Tra le principali funzioni ci sono l'invio degli F24 ai clienti, l'abbinamento tra movimenti bancari e fatture, la conversione delle fatture estere in XML, le bozze di risposta alle email e i promemoria per avvisi bonari e rate. Solleciti e promemoria automatici seguono le regole autorizzate dallo studio. Per accompagnare i professionisti nell'adozione, Caiazzo ne illustra il funzionamento in una serie di workshop pratici gratuiti. L'obiettivo è contenere il tempo e i costi delle attività ripetitive, mantenendo al professionista la supervisione. Secondo le stime di DC Academy, uno studio con cento clienti potrebbe recuperare circa 44 ore di lavoro al mese. "Ai commercialisti non manca la competenza, manca il tempo", spiega Caiazzo. "Per questo non si parte dalla tecnologia, ma da un problema concreto: quelle attività ripetitive che ogni settimana portano via ore senza aggiungere valore. Abbiamo costruito Commercialista AI insieme agli studi, sui loro documenti reali: lavora accanto al gestionale senza sostituirlo e ogni comunicazione parte dalla casella dello studio, con la sua firma. La regola resta una: l'AI propone, il professionista approva. Gli studi che la introducono così non sostituiscono le persone, restituiscono loro ore da dedicare a ciò che richiede giudizio, relazione e responsabilità verso il cliente". Un principio che trova riscontro anche nella normativa: l'articolo 13 della legge 132/2025 limita l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali alle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista. Prevede inoltre che il cliente riceva informazioni chiare, semplici ed esaustive sui sistemi utilizzati. Per questo Commercialista AI mette a disposizione degli studi anche un modello di informativa per i clienti.

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Podologi in campo contro le fragilità

Roma, 29 ott. (askanews) - "La salute del piede significa benessere della persona. Camminare senza dolore vuol dire mantenere autonomia, qualità della vita ed equilibrio psicofisico". È il messaggio di Gianluca Giorgi, presidente della Commissione d'Albo nazionale dei podologi, che sintetizza il filo conduttore del terzo congresso nazionale "Podologia 360°: Il cerchio dell'evidenza", in corso di svolgimento a Sorrento (Napoli). "Rivolgersi a un podologo significa affidarsi a un professionista sanitario laureato, competente e preparato ad affrontare problemi che spesso vengono sottovalutati ma che incidono sulla vita quotidiana" sottolinea Giorgi. Dal congresso - al quale partecipano 800 podologi provenienti da tutta Italia - la richiesta forte della categoria di un pieno riconoscimento delle 'professioni sanitarie' in un contesto che tenga conto delle diverse competenze e con una presenza più strutturata della podologia nell'offerta del Servizio sanitario, con percorsi multidisciplinari e maggiore attenzione alla prevenzione. I podologi sollecitano anche la riforma dei 'profili professionali' e un'adeguata formazione. Una particolare attenzione è stata riservata al piede diabetico, attraverso il confronto sulla gestione multidisciplinare e sulle più recenti linee guida internazionali. Un tema che mette in evidenza l'importanza di integrare le competenze podologiche nei percorsi assistenziali mantenendo un raccordo tra valutazione clinica, prevenzione e continuità delle cure. "Nel cammino di ogni paziente - osserva Vincenzo Di Salvatore, vicepresidente della Commissione d'Albo nazionale e organizzatore del congresso - riconosciamo un equilibrio ritrovato o un'indipendenza preservata. Dietro questi risultati c'è il lavoro quotidiano dei podologi, fondato su una preparazione accurata, sull'attenzione alla persona e su un continuo aggiornamento scientifico. Il progresso tecnologico, l'approfondimento scientifico e l'aggiornamento professionale sono strumenti concreti per tutelare la dignità dei pazienti. Curare il piede in ogni fase della vita, vuol dire aiutare le persone a ritrovare indipendenza e libertà di movimento", conclude Di Salvatore. Il congresso ha collegato l'approfondimento delle patologie alle opportunità offerte dall'innovazione (dall'intelligenza artificiale alla digitalizzazione), dedicando spazio all'ecografia podologica interventistica, alla ricerca clinica e alle nuove tecnologie. L'aumento delle patologie croniche e l'invecchiamento della popolazione rendono, inoltre, centrale il tema dell'organizzazione e dell'assistenza. Alla qualità delle cure si lega anche il contrasto all'abusivismo.

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