CATEGORIE

Al Besta primo intervento craniale al mondo con Stealth AXiS

di TMNews giovedì 29 ottobre 2026
1' di lettura

Milano, 29 ott. (askanews) - È stata eseguita presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, la prima procedura craniale al mondo per l'asportazione di un tumore cerebrale, tramite il sistema chirurgico Medtronic Stealth AXiS integrato con l'ecografia intraoperatoria. L'intervento è stato portato a termine dall'équipe guidata dal professor Francesco Di Meco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia.

La nuova piattaforma neurochirurgica, unisce in modo semplice e immediato le immagini della risonanza magnetica pre-operatoria con i dati dell'ecografia acquisiti direttamente in sala operatoria. Questa integrazione in tempo reale, fornisce informazioni di estrema precisione, consentendo di ottimizzare la rimozione della massa tumorale e riducendo significativamente il rischio di compromettere le funzioni neurologiche del paziente.

Nelle applicazioni craniali, Stealth AXiS sfrutta l'intelligenza artificiale per sviluppare una trattografia automatica. Il sistema crea mappe cerebrali personalizzate in grado di visualizzare chiaramente le vie neurali "critiche" collegate alle funzioni cerebrali essenziali da preservare, offrendo funzionalità di pianificazione e visualizzazione in tutte le fasi dell'operazione.

L'operazione effettuata al Besta, segna un'importante tappa nel percorso dell'istituto milanese verso la progressiva adozione di soluzioni ad alta tecnologia nella neurochirurgia di precisione.

tag

Ti potrebbero interessare

Midterm, in Texas la rabbia degli ispanici dà speranza ai democratici

McAllen (Texas), 29 ott. (askanews) - Nella Valle del Rio Grande, profondo Sud del Texas, gli elettori potrebbero realizzare le speranze dei democratici di vincere la loro prima elezione in oltre 30 anni.

Grazie soprattutto al voto degli ispanici, qui una comunità molto estesa, che dopo aver sostenuto il presidente Donald Trump nel 2024, si sta rivoltando contro il leader repubblicano, responsabile di un'inflazione galoppante e di una repressione spietata nei confronti dei migranti. "Abbiamo punito i democratici votando per i repubblicani - dice Benny Melendez - e i repubblicani ci hanno tradito in modo ancora più grave, quindi puniremo anche loro votando di nuovo per i democratici, finché entrambi i partiti impareranno che, se torneranno a prendersela con gli ispanici e i latini, non solo perderanno denaro, ma perderanno anche potere politico."

La rabbia per i blitz dell'Ice è grande, spiega Marìa Teresa Kumar, cofondatrice di "Voto latino", un'importante organizzazione dedicata alla registrazione e alla mobilitazione degli elettori di origine ispanica. "Non c'è nessuno in questa sala che non conosca qualcuno che sia stato fermato o trattenuto perché sospettato di essere privo di documenti, e la gente ne ha abbastanza - dice - ecco perché, il voto a cui state assistendo in questo momento, rappresenta la prima volta in 10 anni in cui i latini stanno affollando le urne".

I numeri dicono che il voto anticipato sta registrando un'impennata in questa zona, con un'affluenza in alcune contee aumentata di circa il 75% rispetto allo stesso periodo delle ultime elezioni di metà mandato, quelle del 2022.

TMNews

Landini: "Manovra? Inadeguata e ingiusta, ragioni sciopero più forti"

Roma, 29 ott. (askanews) - Quella varata dal Governo è "una manovra totalmente inadeguata ai bisogni delle persone", è "ingiusta" e "continua a indicare spese per le armi, taglia i soldi alla sanità, non mette nulla sulla casa e sugli affitti, continua a far pagare le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, non restituendo 4 miliardi e mezzo di fiscal drag". Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine di un convegno alla Camera sul caporalato.

"Addirittura introduce nuove flat tax - ha aggiunto - in un Paese normale, a parità di reddito devi pagare parità di tasse e combattere l'evasione fiscale, introdurre la progressività vera anche sui profitti e sulle rendite finanziarie. E' quello di cui abbiamo bisogno. Per questo sono ancora più forti le ragioni per lo sciopero generale del 20 novembre, le ragioni delle lotte dei giovani e degli studenti che chiedono di poter avere un futuro".

TMNews

Midterm, i dazi contro il Canada pesano sul voto nel Michigan

Port Huron (Michigan), 29 ott. (askanews) - La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Canada pesa sulla campagna elettorale americana. A Port Huron, in Michigan, il Blue Water Bridge continua a collegare due Paesi le cui economie sono profondamente intrecciate, soprattutto nel settore automobilistico. Ma le politiche commerciali di Donald Trump hanno incrinato i rapporti con il vicino canadese, alimentando il malcontento anche in uno Stato che nel 2024 aveva votato nettamente per il presidente repubblicano.

"Viviamo proprio accanto al Canada e lui, Trump, ha imposto tutti questi dazi, anche sull'industria automobilistica. È tutto terribile, tutto quello che sta facendo. Voglio dire, noi amiamo il Canada", spiega Dawn Blaylock, infermiera in pensione.

Un legame economico ma anche personale, quello tra le comunità dei due lati del confine, messo alla prova dalle tensioni commerciali.

"Non lo so, non ho ancora approfondito la questione, ma so che non sono più in buoni rapporti. Non dovrebbe essere così, perché prima eravamo amici, grandi amici, e dovremmo continuare a esserlo", commenta Micky Roe, ex poliziotto, ancora indeciso su cosa votare.

E oltre ai dazi, a preoccupare gli elettori è il costo della vita. A Grand Rapids, tra i distributori di carburante, la frustrazione è trasversale rispetto agli schieramenti politici.

"Sono tutti impazziti, credo. Democratici e repubblicani, dovrebbero mettersi tutti insieme e trovare una soluzione", suggerisce Jamie Rosser, pensionata.

Il Michigan sarà uno degli Stati cruciali alle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Per il seggio al Senato si sfidano il democratico Abdul El-Sayed e il repubblicano Mike Rogers, sostenuto da Trump ma fortemente critico verso la guerra commerciale con il Canada. Un voto che sarà anche un banco di prova per le politiche economiche della Casa Bianca.

TMNews

De Gaulle, eroe e Don Chisciotte, nel film "La Bataille de Gaulle"

Roma, 29 ott. (askanews) - Il regista Antonin Baudry ha portato sullo schermo un mostro sacro della storia francese, il generale Charles de Gaulle, con il film "La Bataille de Gaulle", che in Francia ha incassato 5 milioni di euro e in Italia arriverà il prossimo anno. L'autore di questo ritratto rigoroso, ma anche pieno di ironia e umanità, dell'eroe che ha guidato la Resistenza francese è venuto a Roma a presentare, la prima parte del film, "La Resistenza".

"De Gaulle è un eroe unico e non convenzionale: una persona sconosciuta, che è dovuta scappare dal proprio Paese, ha combattuto contro il proprio governo, ha creato un nuovo Paese, la France Libre che tutti pensavano fosse una follia, e alla fine ha vinto. - ha spiegato il regista - Non è certo un eroe hollywoodiano: lui nega la realtà, in effetti, pensa che la Francia non può essere debole, capitolare, e persegue la sua idea, come un cavaliere del Medio Evo che pensa che la sua donna sia perfetta".

La prima parte del film inizia nel giugno del 1940, data dell'armistizio con i tedeschi firmato da Pétin, per mostrare il militare che si rifiuta di cedere, fugge a Londra, dove si confronta e si scontra con Churchill, per poi arrivare a convincere resistenti, liceali e soldati in Inghilterra, Francia e Africa, che la battaglia non è ancora persa. Una sorta di Don Chisciotte, insomma, come ha spiegato il regista: "Entrambi negavano la realtà, lui dice a Churchill: la Francia non ha capitolato! Ha lo stesso spirito di Don Chisciotte, che vive in un mondo parallelo, ma De Gaulle, insiste, insiste, insiste e arriva a trasformare la realtà. Credo che possa essere un esempio anche per noi, oggi, quando pensiamo che non possiamo cambiare ciò che succede: il film mostra che bisogna sperare, sempre".

TMNews