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Papa Leone XIV in viaggio: per lui messaggio da Torre ENAV

di TMNews venerdì 6 novembre 2026
1' di lettura

Roma, 6 nov. (askanews) - Papa Leone XIV è partito oggi per il suo viaggio apostolico per l'America latina. Da oggi al 17 novembre, si recherà in Uruguay, Argentina e Perù. L'aereo Ita si è mosso sul tarmac dell'Aeroporto internazionale di Roma-Fiumicino ed è atteso nella capitale uruguaiana alle 16.30 locali. Prima del decollo la Torre di Controllo ENAV di Fiumicino mandato al pilota dell'aereo papale il messaggio di saluto rivolto dal Santo Padre. Nella prima giornata sono in programma la cerimonia ufficiale di benvenuto, l'incontro con le autorità e la celebrazione dei vespri nella cattedrale di Montevideo. Il Pontefice rientrerà a Roma il 17 novembre.

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Papa Leone partito per il suo viaggio apostolico in America latina

Roma, 6 nov. (askanews) - Papa Leone XIV è partito oggi per il suo viaggio apostolico per l'America latina. Da oggi al 17 novembre, si recherà in Uruguay, Argentina e Perù. L'aereo Ita è atteso nella capitale uruguaiana alle 16.30 locali. E' la prima visita di Papa Leone XIV in Sud America, terra che ha contribuito a plasmare la sua vocazione sacerdotale. Il viaggio arriva tre settimane dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico per un tumore al polmone. Il Santo Padre, 71 anni, trascorrerà 12 giorni visitando Uruguay, Argentina e Perù, in uno dei viaggi papali all'estero più intensi degli ultimi decenni, durante il quale incontrerà leader politici, detenuti e persone bisognose.

TMNews

Oltre il tempo, con ironia e umanità: Elliot Erwitt a Bologna

Bologna, 6 nov. (askanews) - Uno dei più celebri fotografi del Novecento e la storia di uno sguardo che passava dalla sua famiglia ai grandi del mondo, dai cani alle star del cinema. Il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita una mostra dedicata a Elliot Erwitt, "L'arte di osservare", prodotta da Civita Mostre e Musei. E ad accompagnarci tra le sale dell'esposizione c'era Ellen Erwitt, figlia del fotografo, alla quale abbiamo chiesto quale sia il segreto della forza di certi scatti. "Le fotografie resistono alla prova del tempo - ci ha risposto -. Le persone guardano le immagini e vi riconoscono se stesse, oppure situazioni che ricordano loro le storie personali. In questo senso, diventa una fotografia universale".

A curare la mostra Biba Giacchetti, che ha lavorato a lungo al fianco di Erwitt e ha voluto allestire un progetto che parlasse anche dell'uomo dietro il fotografo. "Questa - cui ha detto - è la prima mostra dove la famiglia ci ha dato la possibilità di stampare delle fotografie che non erano mai state viste prima proprio della famiglia, perché lui ha utilizzato molto la famiglia. nei suoi scatti, quindi anche Ellen le vede a muro per la prima volta, le abbiamo selezionate insieme, le abbiamo fatte stampare, ma quando poi uno le vede a parete c'è sempre un momento e la postazione espositiva è quasi interamente dedicata alle fotografie in cui lei stessa è presente, lei, sua madre, quindi comunque la storia della sua famiglia".

Le immagini di Erwitt sono di tanti tipi, dal fotoreportage si sposta sulla pubblicità, racconta la sua vita oppure costruisce situazioni destinate a essere indimenticabili. "Diceva sempre di portare con sé una seconda macchina fotografica - ha aggiunto Ellen Erwitt -. Essendo un fotografo professionista, aveva quasi sempre con sé la sua Leica, caricata con una pellicola a parte: mentre svolgeva il suo lavoro, riusciva a trovare momenti per scattare immagini che non avevano nulla a che fare con l'incarico, diventando così fotografie personali".

E addentrandosi tra le opere esposte si sente che la dimensione delle relazioni personali era fondamentale per il lavoro e lo si vede ovviamente negli scatti più privati, ma più in generale in tutto il percorso, perché Erwitt si prendeva cura delle storie che le suo fotografie raccontavano, anche quando andava a costruirle meticolosamente. "Lui aveva una grandissima capacità di ricreare le situazioni - ha concluso Biba Giacchetti - anche la foto famosa dell'uomo che salta, gli ombrelli, eccetera, la Torre Eiffel. È una fotografia costruita dove lui ha chiesto proprio tutti gli elementi, ma poi quando era il momento lui metteva delle dissonanze, metteva delle imperfezioni e creava degli scatti che erano comunque sorprendenti".

Quell'imperfezione era spesso la misura dell'umanità del fotografo, più che di chi era ritratto nelle immagini. E se sono commoventi alcuni scatti che ritraggono il leggendario Robert Frank in momenti privati, lo sono anche quelli che Erwitt fece sui set cinematografici, con particolare riferimento a Marilyn Monroe, di cui qui vediamo chiaramente le persona sotto la diva. Forse in queste, per così dire, trasparenze dei sentimenti c'è il senso dell'attualità della fotografe di Elliott Erwitt.

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Usa, una giudice blocca l'arco di trionfo voluto da Trump

Washington, 6 nov. (askanews) - Una giudice federale americana ha bloccato la costruzione dell'imponente arco di trionfo che il presidente Donald Trump intende realizzare a Washington per celebrare il 250mo anniversario dell'indipendenza degli Stati uniti. La decisione è arrivata poche ore dopo che una commissione federale aveva approvato definitivamente il progetto, destinato a sorgere nei pressi del cimitero militare nazionale di Arlington.

La giudice distrettuale Tanya Chutkan ha disposto la sospensione dei lavori per due settimane, mentre il tribunale esamina i ricorsi presentati contro la realizzazione del monumento. Il provvedimento vieta all'amministrazione Trump di avviare qualsiasi attività di costruzione, scavo, demolizione, installazione di infrastrutture o chiusura delle strade nell'area interessata.

A chiedere l'intervento della magistratura erano stati tre veterani della guerra del Vietnam, un esperto di conservazione del patrimonio storico, l'amministrazione del Distretto di Columbia e lo Stato della Virginia, che contestano la legittimità del progetto e le sue possibili conseguenze sul paesaggio urbano della capitale.

L'arco, alto circa 76 metri, dovrebbe sorgere a Memorial Circle, una grande rotatoria situata lungo il percorso monumentale che collega il Lincoln Memorial al cimitero di Arlington. Secondo i critici, le sue dimensioni finirebbero per sovrastare il vicino cimitero militare, alterando l'equilibrio architettonico e simbolico dell'area.

Ieri sera, dopo oltre otto ore di audizioni pubbliche e un acceso dibattito, la National Capital Planning Commission aveva dato il via libera definitivo al progetto. La commissione, nella quale Trump ha nominato diversi propri sostenitori, aveva così aperto la strada all'avvio immediato dei cantieri.

Durante l'udienza, oltre 120 cittadini, tra architetti, storici e veterani, avevano chiesto di abbandonare il progetto, fuori in un gruppo di attivisti manifestava contro l'oper. Tra le principali contestazioni figurano l'assenza di un'autorizzazione specifica del Congresso, i possibili effetti sulla viabilità e sulle procedure di evacuazione della capitale e il rischio che il monumento proietti la propria ombra su migliaia di tombe del cimitero militare.

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In anteprima il video "Senza tutto questo" di Pamela Petrarolo

Milano, 6 nov. (askanews) - In anteprima il video di "Senza tutto questo", il nuovo singolo di Pamela Petrarolo prodotto e pubblicato dall'etichetta Janamela Group. Il brano segna un passaggio chiave nel percorso artistico della cantante aprendo la strada a un nuovo lavoro discografico che racchiuderà nove brani inediti.

"Senza tutto questo" si presenta come una ballad intensa e profonda, costruita attorno alla nostalgia per un legame sentimentale che non vuole spegnersi. Il testo indaga il peso delle assenze quotidiane, le ferite dei ricordi e quel desiderio ostinato di riallacciare un filo interrotto, esplorando l'idea che certe relazioni non smettano di esistere al momento dell'addio, ma continuino a risuonare nella memoria e nelle emozioni di chi resta.

La canzone unisce un'interpretazione vocale piena di sfumature a un arrangiamento che mette in risalto il contrasto tra fragilità e speranza. Il testo porta la firma di Samuel Montegrande, mentre la composizione musicale è affidata a Pino Iodice e Gabriele Cannarozzo.

Il singolo rappresenta il primo capitolo di una vera e propria metamorfosi artistica. L'intero progetto, composto da nove tracce che esplorano l'amore in ogni sua sfaccettatura, è caratterizzato da sonorità moderne che abbracciano una veste musicale inedita.

A dare identità e varietà al lavoro è anche la scelta di affidarsi alla penna di autori diversi: una pluralità di sguardi e storie che ha spinto l'artista a mettersi in gioco, uscendo dalla propria zona di comfort. Ne nasce una sperimentazione vocale e un'introspezione profonda, al centro di una produzione totalmente indipendente che Pamela Petrarolo ha voluto costruire come una sfida personale.

"Il filo conduttore di queste nove tracce è l'amore, raccontato sotto ogni aspetto - racconta Pamela - Per me questo lavoro rappresenta un momento di consapevolezza: ho voluto allontanarmi da quel mondo legato agli anni Novanta per esplorare sonorità diverse e mettermi alla prova anche nell'interpretazione vocale".

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