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MercinTreno, l'allarme delle imprese: urgono misure stabili

di TMNews sabato 7 novembre 2026
3' di lettura

Roma, 7 nov. (askanews) - Tre anni consecutivi di calo e un ulteriore -8,1% nel primo semestre 2026, con costi in aumento e cantieri che limitano la circolazione. Se il dato sarà confermato a fine anno, il traffico tornerà ai livelli di dieci anni fa: un decennio di cura del ferro bruciato. È il conto presentato dagli operatori del trasporto ferroviario merci al Forum MercinTreno, riunito a Roma, al CNEL. La richiesta alla politica è un sostegno stabile, a partire dalla legge di bilancio, per accompagnare le imprese fino al completamento della nuova rete.

Le parole di Giuseppe Rizzi, Vicepresidente MercinTreno: "Diciottesima edizione nuovamente qui al CNEL, un'occasione annuale che vede un confronto di tutti i principali stakeholder del settore. Quest'oggi si confronteranno oltre 40 speaker di riferimento del settore. Un'occasione utile come ogni anno per trovare una sintesi, per raccogliere proposte utili alla legge di bilancio che quest'anno è già partita nell'attività parlamentare. Oltre a fare il punto della situazione è anche un luogo e un momento di confronto fra tutti i decisori e gli stakeholder".

Il nodo è tenere insieme i lavori di oggi e il servizio da offrire ogni giorno ai clienti. Gli investimenti del PNRR devono rendere la ferrovia più moderna ed efficiente.

Il commento di Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera dei Deputati: "Un appuntamento importante che si rinnova. Speriamo di poter dare in questa legge finanziaria che inizia il suo percorso alla Camera dei Deputati la giusta risposta a un settore, a un comparto, che in questi anni ha sofferto perché per i tanti cantieri che hanno privilegiato il traffico passeggeri a discapito di quello merci. Stiamo lavorando col gruppo FS proprio per dare i giusti ristori e anche le giuste risorse a un settore che ha bisogno di essere rilanciato e sostenuto anche per la grande pazienza che ha dimostrato in questi anni".

RFI indica nel completamento delle opere e nel confronto con le associazioni la strada per tornare a far crescere i traffici, con un obiettivo fissato al 2027. Sul fronte politico, al Forum sono arrivate aperture sulla ricerca di soluzioni in manovra. Le imprese chiedono continuità negli incentivi e la proroga delle misure in scadenza. Ma la partita supera i confini italiani: servono scelte comuni anche in Europa, perché interruzioni e strozzature lungo le rotte internazionali si ripercuotono sull'intera catena logistica.

L'intervista a Vittorio Marzano, Professore Ordinario di Ingegneria dei trasporti presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II: "Il trasporto ferroviario delle merci è una delle componenti essenziali del sistema trasporto e logistica nazionale. Dal punto di vista analitico Mercintreno ha fornito tutta una serie di indicazioni sullo stato attuale del sistema e sulle prospettive. In particolare, è fondamentale intervenire in maniera coordinata su infrastrutture, incentivi, normative e regole per migliorare e rendere il sistema più efficiente e superare la grave crisi che sta attraversando in questo periodo. Ci sono grandi opportunità da cogliere, gli investimenti del PNRR in ferrovia si sono dimostrati assolutamente fondamentali, i meccanismi di incentivazione devono essere stabilizzati e resi il più efficienti e semplici possibili perché hanno dimostrato effetti assolutamente importanti"

La posta in gioco è la capacità della ferrovia di offrire alle imprese un servizio conveniente e puntuale, spostando più merci dalla strada ai binari. Dal Forum arriva una richiesta precisa: dare al settore certezze che durino oltre l'emergenza e oltre il PNRR. Perché la rete potenziata servirà davvero se, quando sarà pronta, ci saranno ancora imprese in grado di usarla e clienti disposti a sceglierla.

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"Stanotte saremo costretti a dormire all'aperto. Non ci è rimasto più nulla: né coperte, né cibo, niente. Come potete vedere con i vostri stessi occhi, proprio qui a terra, da un lato siamo stati investiti dalle forti piogge, mentre dall'altro siamo stati sommersi dai liquami fuoriusciti dalle fognature. Il terreno e le tende non riescono più a resistere" dice un uomo. "Queste tende e l'intero campo sono completamente sommersi dall'acqua e ormai del tutto inabitabili. La gente sta soffrendo, i bambini sono fradici, le scorte di cibo che avevamo messo da parte sono andate a male, i vestiti e i materassi sono completamente zuppi. Qui si sono formate pozzanghere d'acqua piovana e liquami. Siamo rimasti svegli tutta la notte cercando di arginare la situazione,ma l'acqua ha avuto la meglio e ci ha completamente sommersi" racconta una donna.

E un'altra aggiunge: "Questa non è la vita. Ho sette bambini, cinque dei quali così piccoli. Questo è sbagliato e ingiusto. È davvero ingiusto. Siamo esausti, siamo stanchi di questa vita. Forniteci una tenda migliore. Non ce la facciamo più, entriamo e usciamo dagli ospedali ogni singolo giorno e questo è solo l'inizio dell'inverno, non riusciamo a gestire tutto questo, questa non è la vita".

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