"Tajani e Meloni, oltre a essere politicamente vigliacchi, sono particolarmente ignoranti sulle questioni mediorientali. Dovrebbero studiare, oltre a tirare fuori un po' di coscienza, posto che ne abbiano ancora una. Io non so come la Meloni riesca a dormire di notte mantenendo un silenzio osceno e stomachevole di fronte a una strage di bambini. Quando non sanno cosa dire tirano fuori la frase 'Due popoli due Stati'. Bene: riconoscete lo Stato di Palestina". Così Alessandro Di Battista a margine della manifestazione a Roma con cui ha presentato le circa 80mila firme raccolte per una legge di iniziativa popolare volta al riconoscimento dello Stato di Palestina. "L'esistenza di Israele non è in pericolo, grazie a Dio, è in pericolo l'esistenza del popolo palestinese", ha aggiunto l'ex parlamentare grillino, che poi ha sottolineato: "Ci stiamo avvicinando a una nuova guerra in Libano, perché l'obiettivo di Israele è allargare il conflitto per mantenere al potere questa banda di volgari assassini". Di Battista ha anche criticato l'ormai vicino bis di Ursula von der Leyen alla Commissione Europea, affermando che la leader dell'Euroesecutivo "ha soffiato sul fuoco della guerra in Ucraina e non dice nulla rispetto al massacro dei palestinesi. Vedete quanto è ipocrita questo mondo: 14 sanzioni nei confronti di Putin e neanche un pacchetto di sanzioni nei confronti di Israele che è a processo per genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia. È una cosa vomitevole". Poi ha concluso: "Oggi gli stessi che per due anni hanno parlato di invasione russa, stanno zitti rispetto a un tentativo di colonizzazione, pulizia etnica e genocidio commesso da chi colonizza e occupa territori non propri che sono appunto gli israeliani".
"All'ambasciatore russo abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia 1, che è la televisione di Stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti del primo ministro di uno Stato libero e democratico come è l'Italia". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando a margine di un evento con l'omologo polacco Radoslaw Sikorski a Roma, in merito agli insulti rivolti alla premier Giorgia Meloni dall'anchorman di Mosca Vladimir Solovyev. "Noi non ci preoccupiamo delle critiche politiche, ma gli insulti volgari, sessisti nei confronti del primo ministro sono assolutamente inaccettabili", ha rimarcato, "l'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto. L'ambasciatore russo ha detto che il governo non ha mai offeso nessuno dal punto di vista degli insulti, ma quando si parla attraverso la televisione russa ai canali ufficiali è ovvio che noi non possiamo accettarlo".
Svolta nelle indagini sul furto da mezzo milione di euro in una gioielleria del centro di Asti, messo a segno lo scorso agosto. La Polizia di Stato ha individuato i presunti responsabili grazie a un lavoro investigativo basato su immagini di videosorveglianza, controlli sul territorio e tracciamento dei transiti autostradali. Si tratta di due uomini con precedenti per truffa e furti aggravati. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il colpo era stato pianificato nei dettagli: nei giorni precedenti erano stati effettuati sopralluoghi per studiare movimenti, abitudini dei proprietari e vie di fuga. Decisivo un foro praticato nel muro di un locale adiacente, utilizzato per introdursi nella gioielleria e portare via merce per un valore stimato di circa 500mila euro. Al termine delle indagini sono scattate le misure cautelari: per uno degli indagati arresti domiciliari, per l’altro obbligo di dimora e firma quotidiana.
“Mondo Libero- Dispacci dall’Estremo Occidente” è la nuova rubrica di Libero Quotidiano condotta da Giovanni Sallusti che si districa nel caos contemporaneo mantenendo ferma una bussola. Quello che appunto Winston Churchill chiamava “mondo libero”: né più né meno che la nostra civiltà occidentale, che un certo conformismo (pseudo)progressista è pronto a sbaraccare, folgorato sulla via degli ayatollah, o della Cina comunista, o di qualche altra canaglia globale…
Beko torna a EuroCucina 2026 per mostrare in che modo tecnologia, design e sostenibilità ridisegnano il ruolo della cucina. Per il gruppo, la cucina è il cuore della casa in cui innovazione, stile di vita e responsabilità ambientale si incontrano. Nella cornice del Salone del Mobile Beko presenta il proprio portafoglio multi‑brand, guidato da Whirlpool e Beko, insieme a Hotpoint Ariston e Bauknecht, con una base industriale comune e un’identità differenziata per ogni marchio. L’offerta punta su refrigerazione basata sull’intelligenza artificiale, conservazione intelligente degli alimenti e integrazione perfetta degli elettrodomestici da incasso. Lo stand è concepito come un “paesaggio abitabile”, progettato da MCA – Mario Cucinella Architects, con quattro ambienti che dialogano sotto un’unica identità architettonica. Al centro del padiglione il Food Tech Lab ospita dimostrazioni dal vivo, dove ingegneri Beko misurano doratura, consistenza e grado di cottura per validare le prestazioni delle tecnologie. Ogni brand presenta anche una Colour Zone, che fa del colore un vero linguaggio di design, mostrando come gli elettrodomestici da incasso possano contribuire all’estetica generale degli spazi. Cuore della proposta è HomeWhiz, l’ecosistema digitale che connette tutti gli elettrodomestici e permette di gestire l’intera casa da mobile. Il sistema traduce dati complessi sui consumi in informazioni chiare, monitorando l’uso quotidiano, settimanale e mensile delle risorse e aiutando le famiglie a essere più efficienti. Beko sottolinea come la cucina possa diventare una leva concreta per ridurre energia, acqua e costi e contribuire agli obiettivi climatici. Il design italiano è al centro della strategia di prodotto, con un approccio che unisce cultura, ricerca e food tech per creare elettrodomestici che non si distinguono solo per la bellezza, ma per il comportamento. Con un portafoglio che include Whirlpool, Hotpoint, Ariston, Beko e Indesit, l’azienda si rivolge a target diversi, coprendo così tutte le esigenze dei consumatori.