"Se penso al Quirinale? "Mi basta quello che sto facendo, mi appassiona quello che sto facendo. Chiaramente se lo farò ancora nella prossima legislatura, a questo livello, dipenderà dal voto degli italiani. Quindi attualmente diciamo non c'è nei miei radar quello di salire di livello. Ecco, diciamo mi faccio bastare il livello mio". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell'Aula dei gruppi parlamentari della Camera.
Subito dopo la leader di Fratelli d'Italia si è lasciata andare a una piccola battuta: "Non so perché non mi propone mai di andare a lavorare con Fiorello. Ecco, se chiedete a me che cosa vorrei fare, vorrei volentieri lavorare con Fiorello. Vorrei essere pagata per lavorare con Fiorello".
Giorgia Meloni poi ha smentito tutte quelle ricostruzioni che danno Palazzo Chigi ai ferri corti con presidente della Repubblica. "I miei rapporti con il Quirinale, con il Presidente della Repubblica soprattutto, sono rapporti ottimi - ha detto la premier -. Io leggo spesso le ricostruzioni di questo nervosismo, di questi scontri, queste difficoltà... Io e il Presidente della Repubblica non siamo sempre d'accordo, ovviamente, l'ha dichiarato anche lui quando disse: 'Io firmo cose sulle quali non sono d'accordo'. Non è che nel merito siamo sempre d'accordo, però c'è una cosa che per me fa totalmente la differenza: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando si tratta di difendere l'interesse nazionale italiano c'è, e questo per me vale tutto. Perché poter contare sul capo dello Stato che, chiaramente soprattutto anche nel rapporto con l'estero, anche nelle grandi industrie e nei grandi paesi che noi affrontiamo, ha a cuore e aiuta a rafforzare il ruolo dell'Italia e all'interno dell'interesse nazionale, fa la differenza".
Decine di interventi da parte dei Vigili del Fuoco a Cosenza, nella giornata di sabato, a causa del maltempo. Tra questi, comunicano i Vdf attraverso i propri canali social, il salvataggio di 3 cani, una madre con i suoi 2 cuccioli, intrappolati all’interno di una tubatura di scarico delle acque piovane. Lunghe e complesse le operazioni, valse a portare al sicuro gli animali
Pugno di ferro del regime iraniano contro le proteste che vanno avanti da quattordici giorni consecutivi. Le forze di sicurezza sparano sulla folla e minacciano i manifestanti con la pena di morte. Secondo le organizzazioni non governative, il numero delle vittime è salito ad almeno 65, ma si teme un bilancio molto più grave. Le autorità hanno imposto un blackout di internet, mentre gli ospedali risultano al collasso. Fonti mediche parlano di almeno 217 morti solo a Teheran, la maggior parte colpiti da proiettili veri. Il regista Jafar Panahi denuncia una “repressione sfacciata”. Dagli Stati Uniti, Donald Trump dichiara di essere pronto ad aiutare chi lotta per la libertà. Il Wall Street Journal riferisce di discussioni preliminari su un possibile attacco americano in Iran, al momento non imminente. Intanto diventa virale la protesta delle iraniane all’estero contro il regime di Khamenei.
"Non vi chiedo più solo di andare in piazza il nostro obiettivo è di prepararci a conquistare e difendere i centri cittadini. Preparatevi fin da ora a rimanere in strada e a rifornirvi degli strumenti necessari". Così Reza Pahlavi, il figlio della Scià di Persia deposto dopo la rivoluzione del 1979 in Iran. Attualmente vive negli Usa. "Metteremo in ginocchio la repubblica islamica", ha concluso.
Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha guardato l'avanzamento dei lavori di ristrutturazione della sala da ballo della Casa Bianca dalla finestra durante una conferenza stampa con i giornalisti.
Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev