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Minneapolis, gli attimi prima dell'uccisione di Alex Pretti da una diversa prospettiva

domenica 25 gennaio 2026
1' di lettura

Un passante in auto riprende lo scontro tra agenti federali e un uomo di 37 anni, Alex Pretti, nei momenti precedenti all'uccisione dell'uomo a Minneapolis. La sparatoria è avvenuta nel contesto delle proteste quotidiane diffuse nelle Twin Cities dopo l'uccisione, il 7 gennaio, della 37enne Renee Good. L'agente che ha ucciso l'uomo di Minneapolis durante la protesta è un veterano della Polizia di Frontiera con 8 anni di servizio, secondo quanto dichiarato dai funzionari federali.

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Usa, tempesta di neve in Oklahoma: le immagini delle strade innevate

 Un video mostra le strade e autostrade di Oklahoma City coperte di neve, con i soccorritori impegnati a gestire gli incidenti stradali causati dalle forti nevicate. Quasi 10.000 voli in tutto il territorio degli Stati Uniti in programma per il fine settimana sono stati cancellati a causa della violenta tempesta che ha colpito gran parte del Paese, minacciando di causare interruzioni di corrente per giorni e di bloccare le principali arterie stradali. Le previsioni del Servizio Meteorologico Nazionale avvertono di forti nevicate diffuse dal Texas orientale alla Carolina del Nord. Sabato il Dipartimento dei Trasporti del Texas ha pubblicato immagini di autostrade coperte di neve nella periferia a nord di Dallas.

Femminicidio Federica Torzullo, trovati morti i genitori del marito reo confesso: le immagini del luogo della tragedia

 Sono stati trovati morti in casa, impiccati, il padre e la madre di Claudio Carlomagno, l'uomo che è reo confesso del femminicidio della moglie, Federica Torzullo, ad Anguillara Sabazia, nei pressi di Roma. "Sono sconvolto, erano brave persone", le parole affidate a LaPresse dal legale di Carlomagno, Andrea Miroli. Sui corpi è stata disposta l'autopsia, anche se secondo gli inquirenti ci sono pochi dubbi sul fatto che si sia trattato di suicidio.

Antonio Di Pietro zittisce chi è contro la riforma della Giustizia: "Serve ai cittadini?"

"Anche oggi assistiamo al lancio del solito falso allarme sparato in aria per intimorire gli elettori che fra un paio di mesi dovranno esprimersi sul referendum". A dirlo è Antonio Di Pietro per cui "ieri la palla in aria l'ha lanciata Report per far credere - contrariamente al vero - che i 40mila computer in uso ai magistrati potrebbero essere stati messi sotto controllo, su disposizione del governo, addirittura per controllare la loro attività. Se così fosse, si tratterebbe di un colpo di Stato, ma siccome così non è si tratta di una calunnia bella e buona. Oggi l'ha sparata grossa anche il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri (verso il quale, nonostante le assurdità che sostiene, rimane ferma la mia stima personale), secondo cui il sorteggio dei componenti del Csm, previsto dall'attuale riforma, sia truccato perché la parte laica sarebbe scelta tout court dal parlamento".

Da qui la lezione dell'ex pm: "Dovrebbe ricordare che vi è una enorme differenza tra il sistema attuale di elezione dei membri laici al Csm e quello che avremo dopo la riforma: attualmente i membri laici vengono scelti ad libitum direttamente dal parlamento, mentre dopo la riforma i nominativi degli eleggibili saranno indicati proporzionalmente da tutti i gruppi parlamentari, inseriti in una apposita urna ed estratti a sorte. Ciò dimostra che anche per la scelta dei membri laici si è fatto un notevole passo avanti".

Non solo la nota, il membro fondatore del Comitato Sì alla riforma della Giustizia ha parlato di una riforma non di parte, ma una battaglia di civiltà. Per lui "si può essere anche di idee diverse politicamente parlando, ma si deve guardare l'obiettivo e l'obiettivo è: mi serve o non mi serve questa risposta? Serve o non serve al cittadino? A mio avviso serve, quindi non mi interessa se l'ha fatto il governo bianco o il governo nero, mi interessa a chi serve oggi e a chi servirà domani, perché le maggioranze, i governi passano, la Costituzione resta". 

 

Meloni liquida le provocazioni del giornalista: "Non è serio, fate i conti con la democrazia"

"Non mi pare un modo serio per affrontare la politica internazionale". Giorgia Meloni liquida così un giornalista che chiedeva se, alla luce delle voci sul suo stato di salute e dei messaggi di altri leader pubblicati sui social, ci si possa fidare ancora di Donald Trump. "Trump - tuona il premier durante il vertice intergovernativo Italia-Germania - è il presidente eletto degli Stati Uniti, gli stessi discorsi li ho sentiti su Biden e addirittura su di me quando mi sono dovuta assentare cinque giorni perché non stavo bene. Bisogna fare i conti con la democrazia". E ancora: "Sono i leader eletti scelti dai cittadini con cui ci interfacciamo, perché non siamo noi a scegliere chi governa le altre nazioni". E al suo fianco anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz non rimane a guardare: "Non avrei potuto rispondere meglio di quanto ha fatto Giorgia Meloni". 

D'altronde tra Italia e Germania sembra esserci sintonia. Meloni e Merz lavoreranno insieme per sviluppare "iniziative congiunte" in Africa, anche sulla base del Piano Mattei. A confermarlo una nota congiunta siglata al vertice intergovernativo. "La stabilità e la prosperità nel continente africano sono parte integrante della sicurezza europea e mediterranea e una priorità assoluta per le nostre politiche estere. Basandoci sul 'Piano Mattei' per l'Africa, lanciato dall'Italia nel gennaio 2024, e sulle rinnovate Linee guida per le Politiche africane della Germania del gennaio 2025, come parte di un più ampio impegno europeo per rafforzare le relazioni con i paesi africani in sinergia con la strategia Global aateway dell'Ue, lavoreremo insieme per sviluppare iniziative congiunte con i nostri partner africani".