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Tempesta di fuoco: come cola a picco la nave iraniana, il video-choc

giovedì 19 marzo 2026
2' di lettura

L'esercito israeliano ha diffuso un video che mostra gli attacchi aerei contro navi militari iraniane e centri di comando navali. In un comunicato ufficiale, l'IDF ha dichiarato di aver colpito "infrastrutture chiave della Marina iraniana nel Mar Caspio", inclusi navi lanciamissili, imbarcazioni di supporto, un centro di comando portuale delle forze navali e infrastrutture centrali per la riparazione delle navi. L'operazione, condotta il 18 marzo 2026, rappresenta il primo attacco israeliano contro asset navali iraniani nel Caspio, espandendo il teatro di guerra oltre il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz.

I raid, guidati dall'Aeronautica israeliana con supporto di intelligence navale e militare, hanno colpito principalmente il porto di Bandar Anzali (sede del quartier generale della flotta settentrionale iraniana), distruggendo almeno quattro navi lanciamissili, una corvetta, diverse imbarcazioni ausiliarie e di guardia, oltre a un cantiere navale e un centro di comando. L'IDF ha sottolineato che questi obiettivi, pur non rappresentando una minaccia diretta immediata per Israele dal Caspio, sono stati colpiti per degradare le capacità navali iraniane complessive e interrompere rotte logistiche sensibili, inclusi possibili collegamenti con la Russia per il trasferimento di armi.Questo episodio si inserisce nell'escalation del conflitto iniziato il 28 febbraio 2026 con l'operazione congiunta USA-Israele "Epic Fury" (o "Rising Lion" per Israele), che ha visto migliaia di target colpiti in Iran, inclusa la quasi totale neutralizzazione della flotta iraniana (oltre 120 navi affondate o distrutte secondo il Pentagono).Un precedente significativo è l'affondamento della fregata IRIS Dena (classe Moudge, una delle unità più avanzate della Marina iraniana), avvenuto il 4 marzo 2026 nell'Oceano Indiano, a circa 35-40 miglia nautiche dalla costa sud dello Sri Lanka (vicino a Galle), in acque internazionali.

Il sottomarino USA USS Charlotte (classe Los Angeles) ha lanciato due siluri Mk-48, colpendo la poppa e causando l'affondamento rapido (in 2-3 minuti) con esplosione e allagamento. La Dena rientrava in Iran dopo aver partecipato all'esercitazione multilaterale MILAN 2026 e alla International Fleet Review in India. L'attacco ha causato almeno 87 morti, 32 superstiti salvati dalla Sri Lanka Navy e decine di dispersi (totale stimato 180-200 a bordo). Il Pentagono ha rilasciato video dal periscopio, definendolo un colpo decisivo alle forze navali di Teheran. 

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Il velivolo era in uso alle Guardie della Rivoluzione Islamica, e l’attacco si è basato su intelligence precisa in tempo reale. L’IDF ha ribadito l’obiettivo di colpire e annientare le capacità aeree dei Pasdaran e consolidare la superiorità aerea nell’Iran occidentale, in linea con l’escalation del conflitto iniziato il 28 febbraio 2026 con l’operazione congiunta USA-Israele “Epic Fury”, che ha colpito centinaia di target missilistici, nucleari, droni e infrastrutture iraniane.

Un precedente significativo è l’affondamento della fregata iraniana Iris Dena (classe Moudge, una delle unità più moderne della Marina iraniana), avvenuto il 4 marzo nell’Oceano Indiano, a circa 35-40 miglia nautiche dalla costa meridionale dello Sri Lanka (vicino a Galle), in acque internazionali.

Il sottomarino USA USS Charlotte (classe Los Angeles) ha lanciato siluri Mk-48 che hanno colpito la poppa della nave, causandone l’affondamento rapido (in 2-3 minuti) con una esplosione e l'allagamento. La Dena rientrava in Iran dopo aver partecipato all’esercitazione multilaterale MILAN 2026 e alla International Fleet Review in India (Visakhapatnam).L’attacco ha provocato almeno 87 morti (corpi recuperati dalla Sri Lanka Navy), 32 superstiti salvati e decine di dispersi.

Il Pentagono ha rilasciato un video dal periscopio, e il segretario alla Difesa USA Pete Hegseth lo ha definito un colpo decisivo contro la Marina iraniana, parte di un obiettivo dichiarato di “cancellare” la flotta nemica. L’Iran ha denunciato un “atrocità in mare”, accusando gli USA di non aver tentato soccorsi e di aver ignorato avvisi; alcuni rapporti indicano che il comandante iraniano rifiutò l’ordine di abbandonare la nave nonostante presunti avvertimenti USA.