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Autonomia, Pd e Leu: un progetto che condanna il Mezzogiorno

sabato 27 luglio 2019
2' di lettura

Salerno, 22 lug. (askanews) - Il progetto di autonomia differenziata, così come impostato, rischia di condannare le regioni meridionali e i loro residenti a rimanere sempre più distanti dal resto d'Italia e dall'Europa, determinando nei fatti una insanabile spaccatura nel Paese. E' la valutazione di base che ha trovato d'accordo Andrea Orlando, vicesegretario vicario del Pd, Federico Conte e Michela Rostan di Liberi e Uguali, riuniti a Salerno per un confronto organizzato dall'associazione "Cittadino Sudd". "Trasferire risorse in ragione del gettito e della popolazione a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto significa trasferire alle regioni più ricche del paese più risorse e inevitabilmente e inevitabilmente sottrarle a quelle più povere del Paese - ha detto Federico Conte, promotore insieme a Michela Rostan dell'Associazione Cittadino Sudd - Significa inoltre favorire un processo di sovranismo regionale in cui alcune Regioni si fanno Stato e le altre pagano il costo di questa operazione politica, tra l'altro seza che questo passi attraverso una procedura di revisione della Costituzione e neanche attraverso una revisione legislativa ordinaria. Si pretende che queste intese si facciano nelle segrete stanza tra il Governo da una parte e i governatori di queste regioni dall'altra". Andrea Orlando ha sottolineato la mancata individuazione nel progetto dei livelli essenziali di prestazione, indicati come garanzia fondamentale di eguali diritti e opportunità per tutti i cittadini italiani. "Non sono definite le precondizioni, ovvero quelli che devono essere i livelli di prestazione garantiti ad ogni cittadino in ogni Regione a prescindere dal luogo dove è nato e dove vive - ha detto l'esponente dl Pd - E questo è un dato che ad oggi continua ad essere trascurato in un evidente tradimento del Mezzogiorno da parte del M5s che invece ha preso consenso per provare a riequilibrare a favore del Sud una situazione che era già sbilanciata in una altra direzione". Michela Rostan, infine, ha messo in evidenza l'esclusione del Parlamento su una materia così importante come l'autonomia; operazione portata avanti anche per la poca conoscenza presso l'opinione pubblica dei passaggi legislativi. "Abbiamo una necessità specifica - ha ribadito Michela Rostan - che è quella di offrire ai cittadini le giuste e corrette informazioni. Probabilmente non tutti sanno di cosa stiamo parlando: il Governo sta portando avanti un percorso privilegiato con tre Regioni del Nord. Noi pensiamo che questa riforma se dovesse passare minerebbe fortemente quella che è l'unità nazionale e metterebbe a rischio i cardini del nostro sistema. Dobbiamo chiedere con forza la determinazione e l'applicazione dei livelli essenziali di prestazione soprattutto dobbiamo compiere un atto di responsabilità collettiva e sollecitare tutti i cittadini affinché il Parlamento possa riappropriarsi del ruolo che gli compete".

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