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Manovra, Di Maio: reddito cittadinanza e quota 100 non si toccano

sabato 24 novembre 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - Su reddito di cittadinanza e modifica della riforma Fornero sulle pensioni con la quota 100 "non è ipotizzabile ridurre la platea". Lo ha affermato il vicepremier e ministro Luigi Di Maio durante la visita allo stabilimento Fincantieri di Palermo. "Ridimensionare la legge Fornero o il reddito di cittadinanza significa aver perso tempo cinque mesi. Noi abbiamo investito in queste due misure, che significa liberare posti di lavoro pensionando un po' di persone e inserire in questi posti giovani e meno giovani formandoli con il reddito di cittadinanza". "Poi è è chiaro che dall'incontro con Juncker e dei prossimi del ministro Tria ci aspettiamo tanto, abbiamo piena fiducia nelle istituzioni europee", ha poi affermato Di Maio, "auspichiamo che capiscano che le nostre misure servono a far ripartire il Paese, a ridurre il gap tra Nord e Sud e, soprattutto, ad aiutare le persone che oggi, essendo in difficoltà, non fanno crescere la domanda interna". "Possiamo modificare la legge di bilancio su quali punti? - si è inoltre chiesto - sul taglio agli sprechi e lavoriamo agli asset non strategici per eliminare i costi. Ma deve essere chiara una cosa: noi siamo arrivati qui per cambiare tutto e per farlo servono le misure che sono nella legge di bilancio".

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Nella notte Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi su Libano e Iran. Nei raid è rimasto ferito anche Mojtaba Khamenei, la nuova guida suprema dell'Iran, ma è "sano e salvo", hanno fatto sapere dal regime.

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"Che piaccia o no in molte nazioni europee una parte rilevante del costo dell'energia è legato direttamente o indirettamente al Sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto ETS, un sistema che necessita di una revisione per correggere una serie di meccanismi che oggi in un significativo numero di Stati membri, Italia inclusa, gonfiano artificialmente il prezzo dell'elettricità, con punte che per la nostra nazione toccano i 30 euro per megawatt-ora, un quarto dell'intero costo dell'elettricità", ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando in Senato.

"Perché, com'è noto, gli ETS sono di fatto una 'tassa' voluta dall'Europa che dovrebbe gravare solo sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche quelle rinnovabili, che questa 'tassa' non la pagano. Con lo scoppio della crisi in Medio Oriente, il tema dei prezzi dell'energia ha evidentemente assunto ancora maggiore rilevanza ed è per questo che, a livello europeo, stiamo anche chiedendo - in attesa proprio di questa necessaria revisione annunciata per la seconda metà di quest'anno - di sospendere urgentemente l'applicazione dell'ETS alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico".

"Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente", ha aggiunto la premier.

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Le autorità elvetiche al momento tendono a escludere che si sia trattato di un atto di terrorismo. Restano tuttavia senza risposta domande sull'autore del gesto. Guy Parmelin, presidente della Confederazione svizzera, si è detto sconvolto dall'incendio sull'autobus postale a Kerzers. "Ancora una volta delle persone hanno perso la vita in un grave incendio in Svizzera. Le circostanze sono in fase di accertamento. Porgo le mie condoglianze alle famiglie delle vittime e i miei pensieri vanno ai feriti e ai soccorritori", ha scritto in un post su X.

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