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Usa, Trump sceglie Brett Kavanaugh per la Corte Suprema

sabato 14 luglio 2018
2' di lettura

Washington (askanews) - Donald Trump ha annunciato il nome del suo candidato alla Corte Suprema: si tratta di Brett M. Kavanaugh, 53 anni, giudice del Maryland. È una figura di spicco tra i conservatori e aveva fatto parlare di sé per le sue battaglie contro i suoi colleghi liberal nominati da Barack Obama. Kavanaugh - se confermato dal Senato - dovrebbe prendere il posto di Anthony Kennedy, che giorni fa ha annunciato la sua decisione di andare in pensione. Trump ha davanti a sé un'occasione unica: spostare la Corte suprema a destra e avere una appoggio quasi totale su tutte le future decisioni per porre fine alla stagione dei diritti civili iniziata dal suo predecessore, con la legge sul diritto all'aborto e l'Obama care. Kavanaugh è molto connesso alla politica di Washington ed era stato molto vicino a George W. Bush. Nel presentarlo alla Casa Bianca, Trump lo ha descritto come "una delle menti giuridiche più raffinate e acute del nostro tempo" e un giurista in grado di andare oltre le sue convinzioni politiche per applicare la costituzione così come è scritta. "Non c'è persona più qualificata e meritevole in America per questo posto", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti. "La mia filosofia giuridica è molto semplice. Un giudice deve essere indipendente e interpretare la legge, non farla", ha detto Kavanaugh nel corso del suo discorso alla Casa Bianca. Ma la sua nomina non sarà facile, anzi al Senato è molto probabile che si aprirà una grande battaglia per cercare di fermarlo. I democratici hanno solo un voto in meno dei repubblicani e in particolare alcuni senatori del Grand Old Party potrebbero votare insieme a loro.

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Oltre 200 razzi dal Libano su Israele, "l'allerta non ha funzionato"

Kfar Yona (Israele), 12 mar. (askanews) - "Di solito riceviamo un'allerta, ma questa volta siamo stati colti alla sprovvista. Mio figlio mi ha tirato per la mano e mi ha detto: 'Papà, vieni al rifugio, qui siamo troppo a rischio, ogni volta i missili ci passano sopra, ma questo posto verde non lo colpiscono mai". Così Eyal Shani, un residente di Haniel, vicino a Kfar Yona, ha commentato la situazione dopo che un razzo, apparentemente lanciato dalla milizia sciita libanese filo-iraniana Hezbollah ha colpito questa località nel centro di Israele. L'esercito israeliano ha sottolineato che si è trattato del "più importante bombardamento missilistico di Hezbollah" dall'inizio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran il 28 febbraio, e sono scoppiate polemiche perché ha ammesso di non essere riuscito a pre-allertare la popolazione su questo attacco. Secondo le autorità militari israeliane, sarebbero stati impiegati 200 razzi e 20 droni dal Libano, il tutto simultaneamente a un'offensiva con missili balisitici dall'Iran. L'antiaerea ne avrebbe intercettato la grande maggioranza, e il bilancio delle vittime sarebbe di soltanto due feriti.

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Tajani: ad oggi nessuna richiesta su basi Usa per "altre attività"

Roma, 12 mar. (askanews) - "Per quanto riguarda l'utilizzo delle basi militari americane situate in Italia, la posizione del Governo è molto chiara. Si basa sugli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti, che risalgono al 1954 e che sono stati sempre rispettati da Governi di ogni colore. Si tratta degli stessi accordi a cui si stanno attenendo tutti i partner europei. Incluso il Governo spagnolo, di cui tanto si parla". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, durante il Question Time al Senato, a un'interrogazione di Avs sull'utilizzo delle basi militari statunitensi nel territorio italiano.

"Gli accordi prevedono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni che non comportano dei bombardamenti", ha proseguito, sottolineando: "Nel caso in cui dovessero giungere richieste per altre attività, la competenza a decidere sull'utilizzo delle basi spetterebbe al Governo. Ad oggi, lo ripeto, non è pervenuta alcuna richiesta".

"Se una richiesta del genere dovesse arrivare, il Governo intende condividere ogni decisione con il parlamento. Non è un obbligo giuridico, ma una scelta politica coerente con l'impostazione che il Governo ha assunto fin dall'inizio del conflitto", ha concluso.

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Mojtaba Khamenei: "Il blocco dello Stretto di Hormuz deve proseguire"

Roma, 12 mar. (askanews) - La nuova guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio dalla nomina letto alla tv di Stato da una giornalista, chiede di mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire nel mezzo della crisi in Medio Oriente.

"È anche certo che il blocco dello Stretto di Hormuz deve proseguire. Sono stati condotti studi sull'apertura di altri fronti dove il nemico ha pochissima esperienza e sarebbe estremamente vulnerabile. L'attivazione di questi fronti avverrebbe se la situazione di guerra persistesse e in conformità con considerazioni strategiche più ampie", secondo l'estratto letto in tv.

La nuova "guida suprema", figlio di Ali Khamenei, il leader supremo ucciso dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, non è mai comparsa in pubblico; secondo indiscrezioni insistenti, Mojtaba Khamenei sarebbe stato a sua volta ferito in un raid. E' considerato appartenente all'ala più dura della teocrazia iraniana.

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Jasmine Trinca e Timi, tra passione e potere in "Gli occhi degli altri"

Roma, 12 mar. (askanews) - Rilegge liberamente la storia dei marchesi Casati Stampa "Gli occhi degli altri" di Andrea De Sica, nei cinema dal 19 marzo. I protagonisti sono interpretati da Filippo Timi e Jasmine Trinca: lui è un ricchissimo marchese, circondato da amici blasonati e annoiati, lei una giovane e bellissima donna che arriva sulla sua isola con il marito. Tra i due scoppia una passione fatta di sesso, trasgressione, complicità, che poi si trasforma in senso del possesso e potere.

Jasmine Trinca, che grazie a questa interpretazione ha vinto il premio come migliore attrice alla Festa del cinema di Roma, ha raccontato: "Lei parte come una donna libera, una donna che ha un'ambizione, probabilmente anche sociale, il che è tutto lecito. Per me raccontare un femminile che ha quello sguardo lì, che ha quel desiderio lì, che è completamente libera inizialmente in una dinamica amorosa, vale tutto. Quello che non vale più è quello che raccontavi, cioè il non poter uscire fuori da una cosa che ci si era detti. Quest'uomo esercita, il suo sguardo, il suo potere, la sua prevaricazione".

Il marchese interpretato da Timi fa parte di un mondo decadente, in un momento di passaggio in cui la Dolce Vita e i privilegi di una classe sociale stanno per essere spazzati via, perché siamo alla vigilia degli anni Settanta: esercita il suo potere ma è totalmente distaccato dalla realtà. "Su quell'isola quell'uomo lì era il re, faceva le sue regole, decideva lui, quindi sì, ha una visione personale, che però se apri lo sguardo adesso, a una politica contemporanea, mi sembra uguale: i politici si fanno più i c... loro che i c... del Paese" ha affermato Timi.

Il film richiama, indirettamente, tanti temi legati all'attualità, fra cui revenge porn e femminicidi, come ha spiegato il regista: "Queste dinamiche di potere rispetto all'amore e al sesso sono secondo me universali ed eterne, ahimè, e quindi mi sembrava una bella sfida per parlare al presente".

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