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Esplorare le meraviglie a rischio con "Open Heritage" di Google

sabato 21 aprile 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - In occasione della Giornata Internazionale dei Monumenti, il 18 aprile Google ha lanciato il progetto "Open Heritage": un'iniziativa mondiale per mappare e creare modelli 3D di aree archeologiche a rischio. I siti sono stati selezionati dal team del partner del progetto, CyArk, organizzazione no profit che ha sviluppato l'archivio digitale in 3D più grande e più dettagliato al mondo dei monumenti che potrebbero scomparire. Ora, grazie alla collaborazione avviata da Google Arts & Culture, è possibile accedere a queste meraviglie in versione digitale e condividerne la storia con chiunque, un modo, inoltre, per aiutare a preservarle per le generazioni future. La tecnologia moderna permette infatti di ammirare i monumenti nei minimi dettagli: il colore, la trama delle superfici e la geometria viene catturata dagli scanner a laser con precisione millimetrica in 3D. E queste scansioni dettagliate possono anche essere utilizzate per identificare le aree danneggiate e supportare le fasi di restauro. Ad esempio a Bagan, nel Myanmar, dove un terremoto nel 2016 danneggiò molti dei famosi templi, il team di CyArk aveva scannerizzato e fotografato il sito prima del disastro e utilizzando i dati raccolti sono riusciti a ricostruire in 3D le principali bellezze. Online ci sono oltre 25 luoghi iconici di tutto il mondo appartenenti a 18 paesi, tra cui il Palazzo di Al Azem a Damasco, in Siria, l'antica Metropoli Maya di Chichen Itza in Messico. Oppure Pompei, particolarmente fragile per la vicinanza al Vesuvio, o Pisa, con il suo orientamento pendente degli edifici e in particolare della torre verso Sudest. Il progetto segna un nuovo capitolo per Google Arts & Culture: è la prima volta che arrivano sulla piattaforma siti del patrimonio archeologico in 3D.

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del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, il quale ha aggiunto che "non è stata presa alcuna decisione in merito".

"Non vediamo alcun segno concreto di risolutezza da parte degli Stati Uniti. Al contrario, vi sono ripetute e numerose indicazioni che dimostrano la totale mancanza di serietà negli Stati Uniti nel portare avanti la diplomazia nel suo senso reale e convenzionale, e non quella che si configura come imposizione di decreti", ha concluso Baghaei.

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"È importante che i genitori siano consapevoli, soprattutto quando i figli sono neopatentati, di una vicinanza nei confronti dei loro ragazzi, una vicinanza educativa - ha aggiunto Valditara - . È importante che il padre e la madre diano buoni consigli, che seguano quello che fa il proprio figlio".

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Milano, 20 apr. (askanews) - Langhe, terra di amicizia, di saper vivere e bellezza. E questa storia racconta proprio tutto questo, oltre alla tutela dei nostri paesaggi. In provincia di Cuneo, Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere restituisce nuova vita a un antico monastero del XVIII secolo. E grazie a un intervento di recupero e valorizzazione, l'antico complesso monastico si trasforma in dimora di charme dal respiro internazionale, nato dal sogno condiviso dei proprietari Franco Giampetruzzi e Gian Maria Debenedetti. Sono amici e soci da 30 anni. Entrambi dal mondo dell'energia, in cerca di un ritorno alle origini liguri-piemontesi. Il primo ha trovato "il posto magico", il secondo in esso ha ritrovato i luoghi della sua infanzia. Luoghi non geografici ma artistici e sentimentali.

Debenedetti infatti racconta che giunto a Borgo Monchiero per un sopralluogo si è ritrovato nella piazza del Paese dedicata a Eso Peluzzi, pittore amato dalla nonna materna. E subito riaffiorano i ricordi da bambino: i manifesti delle sue mostre, che tappezzavano la casa dei nonni, evocano momenti d'infanzia proustiani, rendendo il posto "magico" e destinato. "Quindi per me questa cosa è stata, al di là del posto magico che io ho visto lì, è stata quel qualcosa che mi ha riportato bambino e che mi ha fatto dire, sì, forse questo posto mi sta chiamando. E appena entrati poi all'interno dell'edificio, la fortuna è stata che ho ritrovato anche questi manifesti, al di là dei quadri di Eso Peluzzi, perché alcuni erano già appesi alle pareti, che io però quadri che non conoscevo, quindi non li avrei riconosciuto, se non fosse stato uno per la targa della piazzetta, ma soprattutto quando poi sono entrati, oltre ai quadri c'erano questi manifesti che io avevo visto per i primi 15 anni della mia vita a casa dei miei nonni. Questo è stato un po' il motivo che, ripeto, al di là della bellezza del posto, mi ha fatto dire, sì, questo è il posto giusto. Era destino? Era destino, sì, era destino, probabilmente sì", dice.

Giampetruzzi invece ci spiega il progetto che punta alla rinascita di un borgo storico, diventando destinazione dove design, arte, benessere e gastronomia dialogano con l'identità autentica del territorio. "Questo è un posto dove c'era il comune, un posto dove c'era la scuola, dove c'è un santuario, dove c'è una casa, un monastero, noi chiamiamo monastero, è una casa degli esercizi spirituali, dove c'era l'oratorio, che era una chiesa-museo, e questo era un centro di vita. Quindi quello che abbiamo cercato di fare, anche nel rivitalizzare i rapporti con chi risiede o con chi, diciamo, anticamente veniva in quel posto, è proprio di ripristinare e rivitalizzare questo centro, questo borgo, quindi a tutti gli effetti farlo tornare, almeno dal punto di vista dell'arte, oltre che ovviamente dell'ospitalità, un centro di vita", chiosa.

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