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Thailandia, è "corsa contro l'acqua" per salvare i ragazzi

sabato 7 luglio 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - E' corsa contro il tempo per salvare i 12 ragazzi rimasti intrappolati nella grotta in Thailandia. I soccorritori tailandesi hanno annunciato che potrebbero essere costretti alla complessa estrazione dei giovani, insieme al loro allenatore di calcio, dalla grotta allagata se le piogge monsoniche, come previsto, torneranno ad abbattersi sull'area, compromettendo la missione di salvataggio. Per il gruppo, una squadra di calcio giovanile che ha passato 12 notti nella grotta di Tham Luang, sono state preparate 13 attrezzatura da sub. Le pompe per estrarre l'acqua dalla grotta sono in funzione 24 ore al giorno e il livello dell'acqua all'interno scende di un centimetro l'ora. "La nostra principale preoccupazione è il meteo. Stiamo calcolando quanto tempo abbiamo se piove, quante ore e quanti giorni", ha detto ai giornalisti Narongsak Osottanakorn. Ai sommozzatori esperti occorrono circa sei ore per passare negli stretti cunicoli allagati che portano alla caverna fangosa dove si trovano i ragazzi, a circa quattro chilometri dall'imbocco della grotta. Molti dei ragazzi, tra gli 11 e i 16 anni, non sanno nuotare e i subacquei stanno insegnando loro i rudimenti del diving. Ma i passaggi dove è necessario immergersi sono strettissimi e i ragazzi potrebbero dover nuotare soli al buio in acque fangose. Gli speleologi stanno verificando se esiste un altro accesso alla grotta, come possibile seconda opzione per l'evacuazione.

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Oltre 200 razzi dal Libano su Israele, "l'allerta non ha funzionato"

Kfar Yona (Israele), 12 mar. (askanews) - "Di solito riceviamo un'allerta, ma questa volta siamo stati colti alla sprovvista. Mio figlio mi ha tirato per la mano e mi ha detto: 'Papà, vieni al rifugio, qui siamo troppo a rischio, ogni volta i missili ci passano sopra, ma questo posto verde non lo colpiscono mai". Così Eyal Shani, un residente di Haniel, vicino a Kfar Yona, ha commentato la situazione dopo che un razzo, apparentemente lanciato dalla milizia sciita libanese filo-iraniana Hezbollah ha colpito questa località nel centro di Israele. L'esercito israeliano ha sottolineato che si è trattato del "più importante bombardamento missilistico di Hezbollah" dall'inizio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran il 28 febbraio, e sono scoppiate polemiche perché ha ammesso di non essere riuscito a pre-allertare la popolazione su questo attacco. Secondo le autorità militari israeliane, sarebbero stati impiegati 200 razzi e 20 droni dal Libano, il tutto simultaneamente a un'offensiva con missili balisitici dall'Iran. L'antiaerea ne avrebbe intercettato la grande maggioranza, e il bilancio delle vittime sarebbe di soltanto due feriti.

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Tajani: ad oggi nessuna richiesta su basi Usa per "altre attività"

Roma, 12 mar. (askanews) - "Per quanto riguarda l'utilizzo delle basi militari americane situate in Italia, la posizione del Governo è molto chiara. Si basa sugli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti, che risalgono al 1954 e che sono stati sempre rispettati da Governi di ogni colore. Si tratta degli stessi accordi a cui si stanno attenendo tutti i partner europei. Incluso il Governo spagnolo, di cui tanto si parla". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, durante il Question Time al Senato, a un'interrogazione di Avs sull'utilizzo delle basi militari statunitensi nel territorio italiano.

"Gli accordi prevedono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni che non comportano dei bombardamenti", ha proseguito, sottolineando: "Nel caso in cui dovessero giungere richieste per altre attività, la competenza a decidere sull'utilizzo delle basi spetterebbe al Governo. Ad oggi, lo ripeto, non è pervenuta alcuna richiesta".

"Se una richiesta del genere dovesse arrivare, il Governo intende condividere ogni decisione con il parlamento. Non è un obbligo giuridico, ma una scelta politica coerente con l'impostazione che il Governo ha assunto fin dall'inizio del conflitto", ha concluso.

TMNews

Mojtaba Khamenei: "Il blocco dello Stretto di Hormuz deve proseguire"

Roma, 12 mar. (askanews) - La nuova guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio dalla nomina letto alla tv di Stato da una giornalista, chiede di mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire nel mezzo della crisi in Medio Oriente.

"È anche certo che il blocco dello Stretto di Hormuz deve proseguire. Sono stati condotti studi sull'apertura di altri fronti dove il nemico ha pochissima esperienza e sarebbe estremamente vulnerabile. L'attivazione di questi fronti avverrebbe se la situazione di guerra persistesse e in conformità con considerazioni strategiche più ampie", secondo l'estratto letto in tv.

La nuova "guida suprema", figlio di Ali Khamenei, il leader supremo ucciso dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, non è mai comparsa in pubblico; secondo indiscrezioni insistenti, Mojtaba Khamenei sarebbe stato a sua volta ferito in un raid. E' considerato appartenente all'ala più dura della teocrazia iraniana.

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Jasmine Trinca e Timi, tra passione e potere in "Gli occhi degli altri"

Roma, 12 mar. (askanews) - Rilegge liberamente la storia dei marchesi Casati Stampa "Gli occhi degli altri" di Andrea De Sica, nei cinema dal 19 marzo. I protagonisti sono interpretati da Filippo Timi e Jasmine Trinca: lui è un ricchissimo marchese, circondato da amici blasonati e annoiati, lei una giovane e bellissima donna che arriva sulla sua isola con il marito. Tra i due scoppia una passione fatta di sesso, trasgressione, complicità, che poi si trasforma in senso del possesso e potere.

Jasmine Trinca, che grazie a questa interpretazione ha vinto il premio come migliore attrice alla Festa del cinema di Roma, ha raccontato: "Lei parte come una donna libera, una donna che ha un'ambizione, probabilmente anche sociale, il che è tutto lecito. Per me raccontare un femminile che ha quello sguardo lì, che ha quel desiderio lì, che è completamente libera inizialmente in una dinamica amorosa, vale tutto. Quello che non vale più è quello che raccontavi, cioè il non poter uscire fuori da una cosa che ci si era detti. Quest'uomo esercita, il suo sguardo, il suo potere, la sua prevaricazione".

Il marchese interpretato da Timi fa parte di un mondo decadente, in un momento di passaggio in cui la Dolce Vita e i privilegi di una classe sociale stanno per essere spazzati via, perché siamo alla vigilia degli anni Settanta: esercita il suo potere ma è totalmente distaccato dalla realtà. "Su quell'isola quell'uomo lì era il re, faceva le sue regole, decideva lui, quindi sì, ha una visione personale, che però se apri lo sguardo adesso, a una politica contemporanea, mi sembra uguale: i politici si fanno più i c... loro che i c... del Paese" ha affermato Timi.

Il film richiama, indirettamente, tanti temi legati all'attualità, fra cui revenge porn e femminicidi, come ha spiegato il regista: "Queste dinamiche di potere rispetto all'amore e al sesso sono secondo me universali ed eterne, ahimè, e quindi mi sembrava una bella sfida per parlare al presente".

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