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Rupert Everett nel "Nome della Rosa": "A Eco piacerebbe"

sabato 28 aprile 2018
1' di lettura

Sorrento, (askanews) - Intervistato al Festival di Sorrento, Rupert Everett racconta del suo impegno in un progetto caro al cuore dell'Italia, una serie tv Fox tratta dal "Nome della Rosa" di Umberto Eco, girata a Perugia: Guglielmo sarà John Turturro. E Umberto Eco, dice, Everett, sarebbe contento. "Penso che sarebbe contento: rispetto al film che doveva riassumere così tanti temi del libro, noi abbiamo otto ore, e riesce a spiegare molto meglio tanti temi che erano nella storia originale. Ci sono alcune cose che sono state aggiunte, non so se gli piacerebbero, ma in generale sarebbe contento". "Il mio ruolo mi piace tanto perché è l'Inquisitore; un personaggio fantastico, deciso a combattere per il tipo di Chiesa che dovrebbe essere secondo lui la chiesa cattolica; è spietato e senza umorismo, sessualmente frustrato, un personaggio fantastico".

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Teheran, 20 apr. (askanews) - L'Iran non ha "in programma un nuovo round di negoziati" con gli Stati Uniti per la pace. Lo ha dichiarato il portavoce

del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, il quale ha aggiunto che "non è stata presa alcuna decisione in merito".

"Non vediamo alcun segno concreto di risolutezza da parte degli Stati Uniti. Al contrario, vi sono ripetute e numerose indicazioni che dimostrano la totale mancanza di serietà negli Stati Uniti nel portare avanti la diplomazia nel suo senso reale e convenzionale, e non quella che si configura come imposizione di decreti", ha concluso Baghaei.

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Scuola, Valditara: no ad auto troppo potenti ai neopatentati

Lainate, 20 apr. (askanews) - "Non bisogna dare a ragazzi di 18 o 19 anni le chiavi di una macchina che può essere particolarmente pericolosa, perché magari va a delle velocità che un giovane non ha ancora la maturità per saper governare". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo insieme a Geronimo La Russa, presidente dell'Automobile Club d'Italia, al Centro di Guida Sicura ACI-SARA di Lainate per presentare la giornata "Insieme per l'Educazione Stradale" e le attività di promozione per la cultura della mobilità responsabile.

"È importante che i genitori siano consapevoli, soprattutto quando i figli sono neopatentati, di una vicinanza nei confronti dei loro ragazzi, una vicinanza educativa - ha aggiunto Valditara - . È importante che il padre e la madre diano buoni consigli, che seguano quello che fa il proprio figlio".

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Borgo Monchiero, un'amicizia fa rinascere un monastero nelle Langhe

Milano, 20 apr. (askanews) - Langhe, terra di amicizia, di saper vivere e bellezza. E questa storia racconta proprio tutto questo, oltre alla tutela dei nostri paesaggi. In provincia di Cuneo, Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere restituisce nuova vita a un antico monastero del XVIII secolo. E grazie a un intervento di recupero e valorizzazione, l'antico complesso monastico si trasforma in dimora di charme dal respiro internazionale, nato dal sogno condiviso dei proprietari Franco Giampetruzzi e Gian Maria Debenedetti. Sono amici e soci da 30 anni. Entrambi dal mondo dell'energia, in cerca di un ritorno alle origini liguri-piemontesi. Il primo ha trovato "il posto magico", il secondo in esso ha ritrovato i luoghi della sua infanzia. Luoghi non geografici ma artistici e sentimentali.

Debenedetti infatti racconta che giunto a Borgo Monchiero per un sopralluogo si è ritrovato nella piazza del Paese dedicata a Eso Peluzzi, pittore amato dalla nonna materna. E subito riaffiorano i ricordi da bambino: i manifesti delle sue mostre, che tappezzavano la casa dei nonni, evocano momenti d'infanzia proustiani, rendendo il posto "magico" e destinato. "Quindi per me questa cosa è stata, al di là del posto magico che io ho visto lì, è stata quel qualcosa che mi ha riportato bambino e che mi ha fatto dire, sì, forse questo posto mi sta chiamando. E appena entrati poi all'interno dell'edificio, la fortuna è stata che ho ritrovato anche questi manifesti, al di là dei quadri di Eso Peluzzi, perché alcuni erano già appesi alle pareti, che io però quadri che non conoscevo, quindi non li avrei riconosciuto, se non fosse stato uno per la targa della piazzetta, ma soprattutto quando poi sono entrati, oltre ai quadri c'erano questi manifesti che io avevo visto per i primi 15 anni della mia vita a casa dei miei nonni. Questo è stato un po' il motivo che, ripeto, al di là della bellezza del posto, mi ha fatto dire, sì, questo è il posto giusto. Era destino? Era destino, sì, era destino, probabilmente sì", dice.

Giampetruzzi invece ci spiega il progetto che punta alla rinascita di un borgo storico, diventando destinazione dove design, arte, benessere e gastronomia dialogano con l'identità autentica del territorio. "Questo è un posto dove c'era il comune, un posto dove c'era la scuola, dove c'è un santuario, dove c'è una casa, un monastero, noi chiamiamo monastero, è una casa degli esercizi spirituali, dove c'era l'oratorio, che era una chiesa-museo, e questo era un centro di vita. Quindi quello che abbiamo cercato di fare, anche nel rivitalizzare i rapporti con chi risiede o con chi, diciamo, anticamente veniva in quel posto, è proprio di ripristinare e rivitalizzare questo centro, questo borgo, quindi a tutti gli effetti farlo tornare, almeno dal punto di vista dell'arte, oltre che ovviamente dell'ospitalità, un centro di vita", chiosa.

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A LOL 6 da Mandelli a Minaccioni, tra improvvisazioni e strategie

Roma, 20 apr. (askanews) - "LOL: Chi ride è fuori" torna con la sesta stagione su Prime Video: dal 23 aprile si potranno vedere i primi 5 episodi e il 30 aprile, con l'ultimo, si scoprirà chi è il comico vincitore di quest'anno. Arbitri e conduttori di quest'edizione saranno Alessandro Siani e Angelo Pintus, che controlleranno chi tra Carlo Amleto, Barbara Foria , Giovanni Esposito, Sergio Friscia, Scintilla, UfoZero2, Yoko Yamada, Francesco Mandelli, Paola Minaccioni e Valentina Barbieri riderà per primo.

E proprio questi ultimi tre concorrenti raccontano così la loro avventura: "Mi facevano molto più paura persone che empaticamente, all'istante, mi mettono di buonumore e mi fanno ridere, tipo Giovanni Esposito e Sergio Friscia, io li temevo perché appena li vedi è cos', no? - ha detto Minaccioni - E ho scoperto che pure lui era pericolosissimo. Abbiamo fatto comunque un'ammucchiata io e te. Ammazza, abbiamo un po' ammucchiato io e te". Valentina Barbieri ha rivelato: "Delle persone all'interno del programma uno che temevo è lui, ma mi faceva ridere perché soprattutto ha un tipo di comicità, di personaggi che. E poi ovviamente non era solo sul palco, ma ti veniva proprio addosso il personaggio".

Mandelli, a questo punto, sembra essere stato uno degli avversari più ostici per i colleghi, soprattutto per la sua capacità di improvvisare: "Sapevo che alla fine c'era qualcosa che poteva saltare fuori, magari nel cercare di non ridere, scaraventarsi contro un muro, darsi una martellata sulla mano. Poteva succedere di tutto, quindi non avevo una vera e propria strategia però poi delle cose vengono sempre fuori" ha concluso.

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