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Festivaletteratura, il mondo distopico e i Dati di Helen Phillips

sabato 9 settembre 2017
2' di lettura

Mantova (askanews) - I Dati e le nostre vite. Un palazzo senza finestre, una giovane donna che scivola tra i numeri di un colossale Database e le sue paure che diventano sempre più concrete. La scrittrice americana Helen Phillips presenta al Festivaletteratura di Mantova il suo romanzo "La bella burocrate", edito in Italia da Safarà: una storia distopica di ossessioni che ruota intorno ai Big Data, uno dei gangli più controversi della nostra società. "I dati - ci ha detto la scrittrice - sono una fonte di ricchezza, ma anche di terrore nel libro e questo rappresenta anche il modo in cui io mi pongo davanti a organizzazioni come Facebook: certo è utile potere contattare i propri amici, ma al tempo stesso è spaventoso pensare di essere tutti schedati e targettizzati. E il modo in cui sono utilizzati i dati su di noi e su come possiamo essere ridotti a dei numeri sono tematiche del mio romanzo". La vicenda di Josephine, che Hellen Phillips racconta con delicatezza, ma anche con i colori del thriller, porta a riflettere sia su un nostro possibile futuro, sia sul modo in cui la letteratura potrebbe influenzarlo. "Io credo che la letteratura distopica, di cui io sono una lettrice avida - ha aggiunto Helen Phillips - possa essere intesa come un avvertimento che ci viene inviato. La speranza è che se abbiamo sufficiente immaginazione per ciò che potrebbe succedere, possiamo anche essere in grado di agire per prevenirlo". Particolarmente interessante, soprattutto nel contesto mantovano di Festivaletteratura, è la scelta di Phillips di usare il genere romanzesco, come strumento per arrivare all'empatia. "Ci sono state diverse ricerche scientifiche recenti - ci ha spiegato - che hanno dimostrato che leggere frequentemente dei romanzi porta le persone a manifestare maggiore empatia. L'idea è che immedesimarsi in personaggi che sono diversi da te possa aumentare le tue capacità di provare empatia verso gli altri in modo molto concreto, e gli scienziati lo hanno proprio dimostrato attraverso esami sul cervello". Tra i protagonisti de "La bella burocrate", poi, va annoverata anche la grande città nella quale la storia si svolge. "E' New York - ha ammesso Helen Phillips, che vive realmente a Brooklyn - ma con una distorsione. In precedenza avevo pensato di citare un paio di volte il nome di New York, ma la mia editor mi suggerì di toglierle, per fare di questa un modello di possibile città. E questo è un altro elemento che induce un senso di distopia. Poi comunque, camminando per New York ho spesso la sensazione di trovarmi in una realtà diversa". Diverso è poi anche il formato del libro, l'oggetto libro. Ma per accorgersene, e anche qui c'è una sorta di "avvertimento" a tutti noi, a volte serve più di una semplice occhiata.

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