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Meloni: il salario minimo non è la strada più efficace

di TMNews venerdì 17 marzo 2023
1' di lettura

Roma, 17 mar. (askanews) - "Io credo che l'introduzione di un salario minimo legale non sia la strada più efficace. Per una ragione semplice: temo il rischio che la fissazione per legge diventi non una tutela aggiuntiva rispetto alla contrattazione, ma sostitutiva e questo finirebbe per fare un altro grande favore alle grandi concentrazioni economiche che hanno come obiettivo rivedere al ribasso i diritti dei lavoratori". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo intervento al congresso della Cgil in corso a Rimini.

"Io credo che si debbano estendere i contratti collettivi ai settori non coperti, allargando la platea dei tutelati, combattere i contratti pirata e il lavoro irregolare, tagliare il cuneo fiscale" ha aggiunto.

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Scuola, Valditara: no ad auto troppo potenti ai neopatentati

Lainate, 20 apr. (askanews) - "Non bisogna dare a ragazzi di 18 o 19 anni le chiavi di una macchina che può essere particolarmente pericolosa, perché magari va a delle velocità che un giovane non ha ancora la maturità per saper governare". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo insieme a Geronimo La Russa, presidente dell'Automobile Club d'Italia, al Centro di Guida Sicura ACI-SARA di Lainate per presentare la giornata "Insieme per l'Educazione Stradale" e le attività di promozione per la cultura della mobilità responsabile.

"È importante che i genitori siano consapevoli, soprattutto quando i figli sono neopatentati, di una vicinanza nei confronti dei loro ragazzi, una vicinanza educativa - ha aggiunto Valditara - . È importante che il padre e la madre diano buoni consigli, che seguano quello che fa il proprio figlio".

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Borgo Monchiero, un'amicizia fa rinascere un monastero nelle Langhe

Milano, 20 apr. (askanews) - Langhe, terra di amicizia, di saper vivere e bellezza. E questa storia racconta proprio tutto questo, oltre alla tutela dei nostri paesaggi. In provincia di Cuneo, Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere restituisce nuova vita a un antico monastero del XVIII secolo. E grazie a un intervento di recupero e valorizzazione, l'antico complesso monastico si trasforma in dimora di charme dal respiro internazionale, nato dal sogno condiviso dei proprietari Franco Giampetruzzi e Gian Maria Debenedetti. Sono amici e soci da 30 anni. Entrambi dal mondo dell'energia, in cerca di un ritorno alle origini liguri-piemontesi. Il primo ha trovato "il posto magico", il secondo in esso ha ritrovato i luoghi della sua infanzia. Luoghi non geografici ma artistici e sentimentali.

Debenedetti infatti racconta che giunto a Borgo Monchiero per un sopralluogo si è ritrovato nella piazza del Paese dedicata a Eso Peluzzi, pittore amato dalla nonna materna. E subito riaffiorano i ricordi da bambino: i manifesti delle sue mostre, che tappezzavano la casa dei nonni, evocano momenti d'infanzia proustiani, rendendo il posto "magico" e destinato. "Quindi per me questa cosa è stata, al di là del posto magico che io ho visto lì, è stata quel qualcosa che mi ha riportato bambino e che mi ha fatto dire, sì, forse questo posto mi sta chiamando. E appena entrati poi all'interno dell'edificio, la fortuna è stata che ho ritrovato anche questi manifesti, al di là dei quadri di Eso Peluzzi, perché alcuni erano già appesi alle pareti, che io però quadri che non conoscevo, quindi non li avrei riconosciuto, se non fosse stato uno per la targa della piazzetta, ma soprattutto quando poi sono entrati, oltre ai quadri c'erano questi manifesti che io avevo visto per i primi 15 anni della mia vita a casa dei miei nonni. Questo è stato un po' il motivo che, ripeto, al di là della bellezza del posto, mi ha fatto dire, sì, questo è il posto giusto. Era destino? Era destino, sì, era destino, probabilmente sì", dice.

Giampetruzzi invece ci spiega il progetto che punta alla rinascita di un borgo storico, diventando destinazione dove design, arte, benessere e gastronomia dialogano con l'identità autentica del territorio. "Questo è un posto dove c'era il comune, un posto dove c'era la scuola, dove c'è un santuario, dove c'è una casa, un monastero, noi chiamiamo monastero, è una casa degli esercizi spirituali, dove c'era l'oratorio, che era una chiesa-museo, e questo era un centro di vita. Quindi quello che abbiamo cercato di fare, anche nel rivitalizzare i rapporti con chi risiede o con chi, diciamo, anticamente veniva in quel posto, è proprio di ripristinare e rivitalizzare questo centro, questo borgo, quindi a tutti gli effetti farlo tornare, almeno dal punto di vista dell'arte, oltre che ovviamente dell'ospitalità, un centro di vita", chiosa.

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A LOL 6 da Mandelli a Minaccioni, tra improvvisazioni e strategie

Roma, 20 apr. (askanews) - "LOL: Chi ride è fuori" torna con la sesta stagione su Prime Video: dal 23 aprile si potranno vedere i primi 5 episodi e il 30 aprile, con l'ultimo, si scoprirà chi è il comico vincitore di quest'anno. Arbitri e conduttori di quest'edizione saranno Alessandro Siani e Angelo Pintus, che controlleranno chi tra Carlo Amleto, Barbara Foria , Giovanni Esposito, Sergio Friscia, Scintilla, UfoZero2, Yoko Yamada, Francesco Mandelli, Paola Minaccioni e Valentina Barbieri riderà per primo.

E proprio questi ultimi tre concorrenti raccontano così la loro avventura: "Mi facevano molto più paura persone che empaticamente, all'istante, mi mettono di buonumore e mi fanno ridere, tipo Giovanni Esposito e Sergio Friscia, io li temevo perché appena li vedi è cos', no? - ha detto Minaccioni - E ho scoperto che pure lui era pericolosissimo. Abbiamo fatto comunque un'ammucchiata io e te. Ammazza, abbiamo un po' ammucchiato io e te". Valentina Barbieri ha rivelato: "Delle persone all'interno del programma uno che temevo è lui, ma mi faceva ridere perché soprattutto ha un tipo di comicità, di personaggi che. E poi ovviamente non era solo sul palco, ma ti veniva proprio addosso il personaggio".

Mandelli, a questo punto, sembra essere stato uno degli avversari più ostici per i colleghi, soprattutto per la sua capacità di improvvisare: "Sapevo che alla fine c'era qualcosa che poteva saltare fuori, magari nel cercare di non ridere, scaraventarsi contro un muro, darsi una martellata sulla mano. Poteva succedere di tutto, quindi non avevo una vera e propria strategia però poi delle cose vengono sempre fuori" ha concluso.

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L'ex presidente Radev conquista la maggioranza in Parlamento bulgaro

Sofia, 20 apr. (askanews) - Euroscettico e filorusso, l'ex presidente bulgaro Rumen Radev col suo partito anti-corruzione ha ottenuto la maggioranza dei seggi nel Parlamento di Sofia nelle elezioni di domenica 19 aprile, le ottave in 5 anni che si sono tenute dopo che le proteste per le accuse di corruzione al governo e lo stallo politico hanno costretto alle dimissioni il precedente esecutivo alla fine del 2025. Se nelle recenti elezioni in Ungheria si è affermata la destra moderata ed europeista contro il sovranista Viktor Orban, la conferma di Radev rischia di diventare una nuova sponda per Mosca all'interno dello scacchiere europeo.

Il suo partito Bulgaria Progressista (PB) si è assicurato una maggioranza di circa 130 seggi nel Parlamento su 240 con circa il 44,7% delle preferenze. Il partito di Radev ha battuto la coalizione liberale PP-DB e il partito GERB dell'ex primo ministro Boiko Borisov.

Generale dell'Aeronautica militare, già presidente della Repubblica bulgara per due mandati consecutivi dal 2016, Radev propone una linea politica che combina lotta senza quartiere alla corruzione, misure economiche volte a proteggere le fasce più deboli dall'inflazione e un approccio conservatore, poco euro-entusiasta, accompagnato da aperture verso una distensione con la Russia.

"Bulgaria Progressista ha vinto in modo decisivo. Questa è una vittoria della speranza sulla sfiducia; è una vittoria della libertà sulla paura." Ha dichiarato Radev nel suo primo discorso, aggiugendo di essere alla ricerca di partner di coalizione ma soprattutto di voler riaprire il dialogo con la Russia e ha auspicato che l'Europa sia molto più pragmatica nella sua missione e nelle sue azioni.

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