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Mal di schiena: fino a 10 anni per scoprire se è malattia cronica

di TMNews mercoledì 17 maggio 2023
2' di lettura

Milano, 18 mag. (askanews) - Il mal di schiena è un disturbo particolarmente diffuso: colpisce 1 italiano su 2 con un dolore che nella maggior parte dei casi è di tipo meccanico, conseguenza di uno strappo o di una lesione muscolare. Ma per circa 1 persona su 5 (soprattutto giovani tra i 20 e i 30 anni) è un dolore cronico, di tipo infiammatorio, che potrebbe essere spia di una malattia reumatica come la spondilite anchilosante.

"E' un mal di schiena del giovane, che compare specialmente nei soggetti di sesso maschile, prima dei 45 anni - spiega ad askanews Francesco Ciccia, Professore Ordinario di Reumatologia all'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e ha delle caratteristiche un po' particolari che, se riconosciute, consentono di - nel caso in cui questo mal di schiena sia legato a malattia infiammatoria cronica che è la spondilite anchilosante - di fare una diagnosi precoce".

Una malattia reumatologica poco conosciuta e perciò troppo spesso sottovalutata specialmente dai più giovani che il più delle volte lasciano trascorrere troppo tempo prima di richiedere un consulto medico. Risultato: possono volerci fino a 10 anni prima di avere una diagnosi corretta da parte dello specialista giusto, il reumatologo.

"Chiaramente intervenire precocemente - sottolinea ancora Ciccia - significa riparmiare sofferenza al nostro paziente, garantirgli una qualità di vita adeguata e nello stesso tempo significa bloccare la potenzialità evolutiva della malattia".

"Sappiamo che la diagnosi oggi è di 7-10 anni - aggiunge Silvia Tonolo, presidente dell'Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus -: quindi praticamente un paziente si tiene 10 anni un dolore senza arrivare a quella diagnosi che invece è necessaria, perchè al giorno d'oggi abbiamo opzioni terapeutiche che possono dare la necessità di condurre una buona qualità di vita e quindi non mollare il proprio lavoro, di poter avere delle relazioni personali e non solo che possano in qualche modo non essere lese da una problematica quale il dolore".

Per invertire questo trend arriva la campagna "Non voltargli la schiena", lanciata da AbbVie in collaborazione con l'Associazione Nazionale Malati Reumatici. La sfida è aiutare chi soffre di mal di schiena - attraverso un test di autovalutazione online - a verificare i sintomi della malattia e arrivare così a una diagnosi corretta in tempi brevi:

"Lo scopo della campagna - mette in chiaro Annalisa Iezzi, Direttore Medico di AbbVie - è proprio quello di sensibilizzare. E' molto facile raggiungere il sito, è un nome molto intuitivo. E lì, una volta sul sito, è possibile fare un test rispondendo a poche domande per capire se il nostro sintomo è cronico oppure semplicemente acuto. E nel caso sia cronico aiuta, rispondendo ad alcune domande, a preparare il paziente al dialogo con il medico. Perchè la visita con il medico è poi lo step imprescindibile per potere tirare fuori una diagnosi e intervenire sul percorso di cura del paziente".

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