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Venezuela apre al petrolio privato: "Sottoterra non serve"

di TMNews venerdì 23 gennaio 2026
1' di lettura

Caracas, 23 gen. (askanews) - Il Venezuela apre al petrolio privato. A Caracas l'Assemblea nazionale discute una riforma della legge sugli idrocarburi che consentirebbe l'ingresso diretto di imprese private nello sfruttamento dei giacimenti. Il dibattito giunge mentre si registra un riavvicinamento tra Caracas e Washington, dopo la nomina di una nuova incaricata d'affari statunitense.

Per il presidente dell'Assemblea Jorge Rodrìguez, la linea è di aumentare rapidamente la produzione: "Faremo le riforme necessarie per consentire un rapido aumento della produzione petrolifera del Venezuela. Lo diciamo da tempo. L'ho sentito ripetere più volte dal presidente Nicolàs Maduro e dalla presidente ad interim Delcy Rodrìguez: il petrolio lasciato sottoterra non serve a nulla".

Secondo il governo, la riforma punta a superare sanzioni, vincoli normativi e incertezze legali che frenano investimenti e produzione.

Dall'opposizione, il deputato Stalin Gonzàlez chiede un confronto aperto e regole certe, mentre la maggioranza parla di sicurezza giuridica per attrarre capitali e rilanciare il settore energetico.

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"Con il cancelliere Merz siamo d'accordo che sia necessario un deciso cambio di passo in Europa sulla competitività. È un dato acclarato che una certa visione ideologica sulla transizione green ha messo in ginocchio le nostre industrie", ha esordito Meloni.

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"Franco Battiato ha vissuto tutta la sua vita con la madre, quindi non raccontare quel rapporto sarebbe stato strano, perché è stata una scelta sua vivere tutta la vita con con la madre. Non è però una cosa che riesci ad accostare facilmente alla figura così estrosa e così imprevedibile come può essere la figura artistica di Franco Battiato".

Scritto da Monica Rametta, il primo film dedicato a Franco Battiato, è il racconto di un viaggio interiore, in cui la natura dell'artista, già incline alla spiritualità, si trasforma in una ricerca più consapevole. Ad interpretare Franco l'attore Dario Aita.

"È molto divertente in generale approcciarsi a un personaggio così enorme, quando ti trovi di fronte alla grandezza in qualche modo sei costretto ad avvicinarti. La paura, quando ci bussa alla porta, è come se volesse farci vedere in realtà, il nostro più grande desiderio; quindi è la paura di interpretare un personaggio così enorme, in realtà mi mostra soltanto il grande desiderio che ho di quella".

Il film segue il giovane Battiato dalla Sicilia al suo arrivo a Milano negli anni Settanta, esplorando i momenti cruciali del cammino verso il successo e accompagnandolo fino al ritorno nell'amata terra d'origine.

"Abbiamo cercato di seguire filologicamente il suo percorso artistico che coincide con il suo percorso umano e quindi ogni volta che c'era una scelta artistica, la svolta artistica corrispondeva ad una svolta umana, ad un percorso anche interiore molto profondo che lo portava a fare questa scelta. È un uomo che ha indossato parecchie individualità e le ha dismesse quando ha voluto lui, in questo senso è stato molto libero. Non è uno che è stato mai schiavo del proprio passato, ha sempre vissuto il presente".

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