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Von der Leyen e Costa in India ospiti alla Festa della Repubblica

di TMNews lunedì 26 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 26 gen. (askanews) - La presidente della Commissione europera Ursula von der Leyen è in India, a Nuova Delhi, insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa; i leader Ue stanno partecipando alla parata per la Festa della Repubblica indiana come ospiti d'onore, un giorno prima della sigla di un importante accordo di libero scambio con Bruxelles.

Nelle immagini rilanciate dal primo ministro indiano Narendra Modi sul suo canale youtube, si vede von der Leyen con un elegante abito tradizionale indiano in carrozza con il presidente Droupadi Murmu e Costa. Durante la cerimonia c'è stata la sfilata delle bande militari e unità di cavalleria di cavalli e cammelli con il sorvolo di aerei da combattimento.

Von der Leyen è con il presidente del Consiglio europeo in India, ha fatto sapere la Commissione Ue, per firmare quello che ha definito "la madre di tutti gli accordi", un negoziato che dovrebbe concludersi con la firma durante il vertice Ue-India previsto per il 27 gennaio.

Come riportato dal media online India Today, l'Unione Europea è il principale partner commerciale dell'India, con scambi bilaterali di merci che hanno raggiunto i 135 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2023-24. I funzionari hanno affermato che l'accordo di libero scambio proposto potrebbe incrementare notevolmente l'impegno commerciale tra le due parti.

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Gaza, alla Corte suprema israeliana il ricorso sull'accesso dei media

Gerusalemme, 26 gen. (askanews) - La Corte suprema israeliana ha tenuto un'udienza sul ricorso presentato dalla Foreign Press Association, che rappresenta i media internazionali in Israele e nei Territori palestinesi. L'organizzazione chiede l'accesso indipendente dei giornalisti alla Striscia di Gaza. La decisione è attesa nei prossimi giorni.

"Abbiamo presentato questo ricorso nel settembre 2024 e da allora ci battiamo perché ai giornalisti sia consentito entrare a Gaza - dice Tania Kraemer, presidente Foreign Press Association -. Oggi per noi è stata una giornata molto importante e confidiamo che la Corte consenta ai reporter di lavorare in modo indipendente".

"Siamo soddisfatti dell'udienza di oggi. I giudici hanno ascoltato, hanno posto domande e ci hanno dato la possibilità di esporre le nostre ragioni. Siamo fiduciosi - afferma Josef Federman, vicepresidente Foreign Press Association - che la Corte prenda la decisione giusta e permetta ai giornalisti di fare il loro lavoro a Gaza".

Gilead Sher, legale Foreign Press Association: "La Corte suprema ha appena esaminato il caso e riteniamo sia in grado di trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e la libertà di stampa, di espressione e di informazione indipendente. Attendiamo la decisione, che dovrebbe arrivare entro pochi giorni".

Per Thibaut Bruttin, direttore generale Reporters Sans Frontières, "è stata un'udienza decisiva per un procedimento che si trascina da tempo, con nove rinvii e ulteriori ritardi. Il divieto imposto dall'esercito israeliano alla stampa internazionale non è comprensibile secondo gli standard internazionali della libertà di informazione". "Il dibattito deve spostarsi dal 'no' all'accesso a Gaza al 'come'. La stampa internazionale chiede di entrare in modo indipendente, non come embedded e non passando da Rafah. Se queste condizioni non vengono garantite, sorge il dubbio che si voglia impedire la copertura di ciò che accade nella Striscia".

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Gaza, Israele accetta una riapertura parziale del valico di Rafah

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Israele ha accettato di aprire il valico tra la Striscia di Gaza e l'Egitto una volta concluse le ricerche dell'ultimo ostaggio deceduto ancora da recuperare, Ran Gvili. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Nethanyahu, su X. Per ora ha acconsentito ha un'apertura "parziale".

"Come parte del piano in 20 punti del presidente Trump, Israele ha accettato una riapertura limitata del valico di frontiera, riservato ai pedoni e soggetto a un meccanismo di ispezione israeliano completo".

L'apertura del passaggio - ha precisato Israele - è subordinata al fatto che Hamas compia uno sforzo "al 100 per cento" per individuare il corpo, non è condizionata al suo effettivo ritrovamento. Il lato di Gaza del valico, sotto controllo militare israeliano, è rimasto uno degli elementi chiave ancora irrisolti del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti nell'ottobre scorso. La sua riapertura è richiesta da tempo dalle Nazioni Unite e dalla comunità umanitaria. Secondo i media israeliani anche gli emissari del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, hanno esortato Netanyahu a riaprirlo senza aspettare la restituzione della salma.

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Nuova indagine dell'Ue su X e l'uso dell'IA Grok

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La procedura, precisa l'Europa, estende l'indagine lanciata nel 2023 per verificare se la piattaforma possa aver violato le normative del Digital Services Act (Dsa). "Noi crediamo che X abbia violato il Dsa" ha detto un portavoce a Bruxelles. Nelle ultime settimane e mesi abbiamo visto contenuti antisemiti, materiale di finte donne realizzato in modo non consensuale e contenuti su abusi di minori" ha detto. Si dovrà infatti valutare, precisa l'Europa, se l'azienda abbia adeguatamente valutato e mitigato i rischi associati all'attuazione delle funzionalità di Grok su X nell'Ue. E questo include i rischi relativi alla diffusione di contenuti illegali, come immagini manipolate a sfondo sessuale o che possano equivalere a pedopornografia.

Rischi che, sostiene la Commissione europea "sembrano essersi concretizzati, esponendo i cittadini dell'Ue a gravi danni".

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Mega gonfiabili di Trump e Putin: protesta di Greenpeace a Bruxelles

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"E il problema che abbiamo è che vediamo l'Unione Europea passare dal gas russo a quello statunitense, il che, in un certo senso, è altrettanto problematico. Quindi siamo qui per mettere in guardia l'Unione Europea dal commettere lo stesso errore che abbiamo commesso con la Russia, rendendoci dipendenti da un partner inaffidabile: gli Stati Uniti di Trump", ha spiegato Gelin.

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