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Torna il New York Encounter, "un luogo per incontrarsi sul serio"

di TMNews martedì 27 gennaio 2026
2' di lettura

New York, 27 gen. (askanews) - Torna, per il 18esimo anno, il New York Encounter, la tre giorni di eventi culturali, dibattiti, performance e mostre che vuole portare la gente a incontrarsi e a scambiarsi esperienze nel segno della condivisione. L'edizione 2026, che si tiene dal 13 al 15 febbraio, è intitolata "Everything is Waiting for You".

"Il tentativo del New York Encounter - ha spiegato ad askanews Maurizio 'Riro' Maniscalco, italoamericano e presidente dell'evento - è sempre quello di creare un momento e un luogo in cui ci si possa incontrare sul serio, in cui la diversità non costituisca un ostacolo preconcetto, ma una ricchezza che si può scoprire lungo il cammino. Nelle condizioni in cui si trova il Paese oggi tutto questo è ancora molto più significativo".

Il messaggio che il New York Encounter lancia ogni anno è quello di una possibilità di vicinanza, di una speranza che si deve rinnovare, anche in un periodo estremamente difficile per la vita sociale e la stessa idea di convivenza negli Stati Uniti. "È come se ti invitassi a cena insieme per condividere, per raccontarsi, perché ciò che tu sai possa diventare anche ciò che io so e viceversa - ha aggiunto il presidente - ed è un luogo fisico ma è anche un luogo del cuore perché non si tratta tanto di costruire uno shelter, un rifugio, di costruire una fortezza in modo che la bruttura del mondo che ci circonda non prevalga. No, qui si tratta di sentirsi a casa per poter mettersi in cammino a costruire tante altre case dove si è chiamati a vivere e a operare".

Una casa che, per tre giorni, si trova al Metropolitan Pavilion di New York e che tra i suoi ospiti vede cardinali e scienziati, filosofi e professori di teologia, perché anche gli aspetti della spiritualità e della religiosità sono centrali nel messaggio del festival. "Ci sono segni di speranza - ha concluso Riro Maniscalco - ci sono volti che ti fanno riprendere il coraggio di un cammino sia nella tua vita personale, sia nello sguardo che rivolgi a quelli con cui lavori, con cui vivi, con cui sei chiamato a esistere sulla terra, sul suolo degli Stati Uniti d'America e in tutto il mondo".

Un mondo che oggi brucia e che sembra avere perso la capacità di riconoscere l'altro.

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Di Paolo Tomassone -

Montaggio Claudia Berardicurti

Immagini askanews

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