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Usa, Salis: ciò che sta succedendo a Minneapolis mette orrore

di TMNews martedì 27 gennaio 2026
2' di lettura

Genova, 27 gen. (askanews) - "La memoria non è un esercizio legato al passato, ma un'attività del presente e soprattutto del futuro. Stiamo vivendo un momento internazionale di grande preoccupazione, di grande violenza, non solo in situazioni come può essere quella dell'Iran, dove il grido di dolore arriva dai più giovani che chiedono libertà di vivere la propria vita, ma quello che sta succedendo nelle strade degli Stati Uniti, che da tutti viene identificata come la più grande democrazia del pianeta, mette orrore e mette i brividi". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, a margine della cerimonia istituzionale per il Giorno della Memoria a Palazzo Ducale di Genova.

"Credo che sia il momento - ha aggiunto Salis - di pensare non solo alla memoria di quello che è stato, ma anche a nuove geografie politiche future. In questo il premier canadese è stato molto chiaro ed è una linea che sposiamo appieno: non si può pensare che i più forti del mondo decidano a colpi di violenze e prevaricazioni. Bisogna pensare a nuove geografie, a nuove strutture internazionali e in questo credo che è importante essere un Paese che porta avanti la memoria e soprattutto cerca di sviluppare nelle nuove generazioni gli anticorpi che servono a riconoscere quando riniziano movimenti violenti e repressivi".

"Quello che stiamo vedendo - ha concluso la sindaca - nelle strade di Minneapolis, ad esempio, ci porta a pensare che in realtà la storia non sia qualcosa che va verso il progresso, ma è qualcosa di ciclico che può tornare indietro in qualsiasi momento. Ho citato in consiglio comunale le foto delle donne afghane, delle donne irachene, che 50-60 anni fa giravano per le strade con le gonne corte, studiavano e facevano la vita che facciamo noi donne nei Paesi che sono democratici e, si spera, progressisti. Quindi è molto semplice perdere i diritti che si hanno. Per questo credo che la memoria serva a mantenere gli anticorpi e a riconoscere l'ingiustizia quando ce l'abbiamo davanti".

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Modena, 27 gen. (askanews) - "Questi aspiranti dittatori, inebriati del proprio potere, quando promettono di fare qualcosa, poi lo fanno, poi ci provano. Hitler nel 1925 pubblicava il 'Mein Kampf' che aveva scritto in galera e gli davano del matto per i propositi di sterminio che conteneva quel libro. Sette anni dopo era al potere e lo ha fatto. E allora chi si stupisce perché dice 'Eh, vabbè, Trump le spara grosse, ma poi si sa che torna indietro'. La storia ci dice il contrario". Lo ha affermato il giornalista Gad Lerner a margine del convegno "Sentinella, a che punto è la notte?" che si è tenuto questa mattina al Cinema Arena di Modena, in occasione del Giorno della Memoria.

Lerner ha lanciato un chiaro appello a distinguere: "Non tutti gli ebrei sono israeliani. Non tutti gli israeliani teorizzano il rifiuto alla nascita di uno Stato palestinese". E ha messo in guardia dalle generalizzazioni antisemite, che "rischiano di tornare fuori" e "fanno male esattamente ai palestinesi, perché se la causa palestinese viene insozzata dal pregiudizio antisemita, la paga".

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La tragedia, ha concluso Lerner "è che hanno causato nuovi profughi e nuovi fuggiaschi e non hanno saputo comporre la convivenza. Ma noi che abbiamo la fortuna di vivere al di fuori della zona di guerra, dobbiamo aiutare israeliani e palestinesi a incontrarsi, a riconoscersi, a non aizzarli a continuare una guerra".

Di Paolo Tomassone -

Montaggio Claudia Berardicurti

Immagini askanews

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"Abbiamo chiesto - ha spiegato - di sospendere tutti i tributi delle persone e delle imprese coinvolte. Non dimentichiamo che questo ciclone si è abbattuto su attività economiche che hanno chiuso, lavoratori che non stanno lavorando, agricoltori che hanno avuto danni ingenti. C'è moltissimo da fare e noi siamo pronti a fare la nostra parte".

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