CATEGORIE

Pescara (FenImprese Dubai): Emirati, esplosione investimenti

di TMNews mercoledì 4 febbraio 2026
3' di lettura

Roma, 5 feb. (askanews) - "Dopo il periodo pandemico si è registrata una vera e propria 'esplosione' degli investimenti nell'emirato di Dubai, favorita dall'elevato grado di apprezzamento delle eccellenze italiane. Al 31 dicembre 2025 sono oltre 80 mila le persone che hanno scelto di trasferire qui i propri interessi economici e i propri patrimoni. Si tratta del risultato di una politica che va ben oltre le agevolazioni fiscali, fondata su una pianificazione di lungo periodo orientata ad attrarre eccellenze da tutto il mondo in un mercato particolarmente aperto agli investimenti esteri. A Dubai è possibile costituire una società in appena 36 ore, i livelli retributivi sono sensibilmente più elevati rispetto a quelli italiani ed esistono aree fiscali agevolate fortemente attrattive per imprese e professionisti. Senza trascurare il tema della sicurezza: qui la criminalità è pressoché inesistente. Chi fa questa esperienza difficilmente torna indietro". Sono le parole di Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai, nel corso del webinar "Perché sempre più imprese italiane guardano a Dubai come nuova frontiera?". "L'Italia dispone di ricchezze straordinarie che, purtroppo, non vengono adeguatamente valorizzate. I contribuenti - ha aggiunto Pescara - si sentono sempre più spesso come semplici "bancomat" a disposizione dello Stato e subiscono scelte difficilmente comprensibili, come l'introduzione della flat tax per i cosiddetti "paperoni", che beneficiano di condizioni privilegiate senza un reale interesse a generare sviluppo e occupazione. In un contesto sempre più globalizzato è indispensabile creare condizioni che consentano alle imprese di competere ad armi pari con quelle degli altri Paesi. È necessario partire dall'export - ha sottolineato il numero uno di FenImprese Dubai -, attraverso accordi e agevolazioni commerciali mirate, per evitare esuberi di produzione e sostenere le migliaia di piccole attività familiari che desiderano portare i propri prodotti sui mercati esteri. Da oltre dieci anni offriamo il nostro contributo in questa direzione e rappresentiamo un punto di riferimento per gli italiani a Dubai, accompagnando le aziende che hanno la necessità di conoscere a fondo questo Paese". L'identikit di chi scegli gli Emirati Arabi Uniti è stato tracciato da Enrico Salvatore Cucinotta, AML Officer: "Le imprese che guardano con maggiore interesse a Dubai sono principalmente quelle attive nei settori dei servizi, della consulenza e della finanza. Parallelamente, un numero crescente di famiglie e liberi professionisti manifesta un interesse diretto a strutturarsi sul territorio. Si tratta spesso di realtà molto giovani, attratte dalla possibilità di cogliere nuove opportunità in mercati ad alta capacità di spesa e caratterizzati da significative agevolazioni fiscali". Secondo Beatrice Zaia, avvocato d'affari e designata alla presidenza di FenImprese Padova, "Occorre guardare al mercato di Dubai come a una realtà dinamica e trasversale. Dal 2023 gli Emirati Arabi detengono il record per volume di investimenti esteri, un dato che testimonia il forte interesse verso questo straordinario hub globale. Si contano presenze di nostri connazionali, prevalentemente nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 35 anni, giovani professionisti e talenti che l'Italia perde, attratti da un contesto dinamico, caratterizzato da una burocrazia ridotta e da un'elevata interculturalità. Se si considerano i servizi offerti e la qualità della vita, il confronto risulta difficilmente sostenibile".

tag

Ti potrebbero interessare

Iran, Schlein:"Meloni doveva dare la linea politica, ma era in radio"

Roma, 5 mar. (askanews) - "Ministro Tajani e ministro Crosetto oggi non basta riferire, oggi serve una linea politica. E non dovevate essere voi a darla, doveva essere qui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e parlare al Paese che è giustamente preoccupato". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera dopo le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani.

"È normale che il ministro Tajani venga qui a fare appelli all'unità mentre Giorgia Meloni va alla radio ad attaccare le opposizioni?", ha chiesto. "Non ci avete chiamato, non ci avete convocato. Abbiamo dovuto apprendere questa mattina persino il testo della vostra risoluzione, dalle agenzie di stampa".

TMNews

Argentero: al mio mio Ligas invidio sicurezza e coraggio, che io non ho

Roma, 5 mar. (askanews) - Luca Argentero arriva dal 6 marzo su Sky e in streaming su NOW con la serie "Avvocato Ligas" in un ruolo insolito per lui, quello di un uomo esuberante, spregiudicato, cinico, e pieno di contraddizioni. Ligas è un penalista milanese geniale, acuto, che ama le sfide ma ama anche complicarsi la vita con i suoi eccessi e le sue intemperanze. "Il più grande pregio di Ligas è sicuramente la sua velocità di pensiero, il ritmo a cui lavora il suo cervello. - ha detto l'attore - Il peggior difetto è non riuscire a prendersi cura di se stesso e di conseguenza delle persone a cui vuole bene".

Ligas per sfuggire alla noia e inseguire il continuo bisogno di sfide non pensa alle conseguenze delle proprie azioni. Spesso si autosabota ma è, comunque, un uomo libero. "Io a Ligas invidio un po' di questa arroganza, non sono assolutamente capace di interfacciarmi con il mondo con questo piglio e forse servirebbe anche. - ha confessato l'attore - Arroganza è una parola sbagliata: una sicurezza e un coraggio che io non ho".

Interpretare questo personaggio nella serie diretta da Fabio Paladini è stato per Argentero anche un po' "liberatorio". "Mi ha anche un po' spaventato a volte di come mi trovassi a mio agio nei panni di un personaggio così scorretto, quindi, sì, sicuramente è divertente" ha concluso l'attore.

TMNews

Iran, Schlein: nessun appoggio a questa guerra, governo dica no ora

Roma, 5 mar. (askanews) - "Noi diciamo no all'autorizzazione delle basi" il Pd chiede di non "appoggiare in nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Guardate: il punto non è che tornerete qui se ve lo chiedono ministro. Il punto è che dovete dire no già adesso e dovete dire no in quest'aula perché sarebbe in contrasto con l'articolo 11 della nostra Costituzione appoggiare delle azioni militari unilaterali fuori dal diritto internazionale e da ogni mandato multilaterale": lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera dopo le comunicazioni dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani.

"Qual è la valutazione politica del governo italiano su questi attacchi? Siamo tutti d'accordo che il regime iraniano deve fermare le inaccettabili ritorsioni, ma per noi si devono fermare anche i bombardamenti di Trump e di Netanyahu".

"Ministro Crosetto, le è sfuggito prima, le è sfuggito che gli attacchi americani e israeliani erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo solo 6 giorni a dirlo, ma le chiedo se è la posizione ufficiale del governo italiano o se è solo la sua posizione, mi interesserebbe capire cosa ne pensa la presidente Meloni", ha aggiunto.

TMNews

Crosetto: Italia potenza media, gestire ciò che "non abbiamo cercato"

Roma, 5 mar. (askanews) - Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha sostenuto le scelte del governo Meloni in un contesto di crisi internazionale scatenata dall'attacco americano e israeliano - in base alle sue stesse parole - "fuori dalle regole del diritto internazionale", partito improvvisamente senza che nessuno - né governi alleati né la stessa catena di comando Usa - ne fosse informato.

"Noi non siamo la più grande potenza al mondo - ha detto Crosetto intervenendo alla Camera - che può decidere di far partire o interrompere la guerra, noi siamo la potenza media che ha delle capacità diplomatiche, che ha delle alleanze, che ha la volontà di interloquire con le altre, ma che ha una forza politica nel mondo, chiunque sia seduto qua, molto limitata, e l'unico modo che ha di avere un peso nel mondo è quello di moltiplicarla con alleanze, con altre persone, interloquendo. Questa guerra ha trovato noi di fronte allo stesso scenario in cui si sarebbe trovato chiunque e qualunque Governo da questa parte, perché non è stata una decisione condivisa da nessuno, certo che è stata al di fuori, non abbiamo bisogno di dirlo, delle regole del diritto internazionale".

Crosetto nella sua replica in Parlamento ha continuato a sottolineare l'importanza del dialogo e della capacità italiana di mantenere tutti i canali aperti. Ha chiesto unità al Parlamento sulle decisioni strategiche, pur legittimando dibattiti politici esterni, per affrontare il caos con efficacia.

"La crisi è difficile e drammatica, ci auguriamo che non lo diventi di più, ma non c'è nessun governo europeo, italiano o di altra parte del mondo che possa in questo momento fermare l'attacco che gli Stati Uniti e Israele stanno portando all'Iran, lo sapete. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una cosa che non abbiamo cercato, non abbiamo voluto, non abbiamo condiviso" ha detto.

Il ministro ha anche avvertito che ci saranno conseguenze economiche e l'aumento dei prezzi dell'energia, ma non per "colpa del governo italiano" e l'Italia, tra i paesi europei, sarà meno colpita grazie alle sue risorse. Esistono inoltre rischi di un effetto a catena: preoccupazione per l'escalation nel conflitto Ucraina-Russia (il nazionalismo spingerebbe Putin in questo senso secondo il ministro), Balcani e caos globale che amplifica instabilità regionale.

Inoltre l'Italia concederà l'uso delle sue basi militari su basi identiche a quelle spagnole, grazie a un trattato bilaterale comune con gli USA. Crosetto ha affermato che non si tratta di una decisione isolata o "eroica", ma di un impegno paritario e trasparente, limitato al quadro degli accordi esistenti.

TMNews