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MUVE e Bevilacqua La Masa ad Arte Fiera con i loro atelier

di TMNews venerdì 6 febbraio 2026
1' di lettura

Bologna, 7 feb. (askanews) - Ad Arte Fiera 2026 presente anche lo stand nato della collaborazione fra la Fondazione Bevilacqua La Masa e i Musei Civici di Venezia con le opere degli atelier degli artisti in residenza nelle due istituzioni. Il progetto lo ha raccontato ad askanews Camilla Mozzato, curatrice degli atelier d'artista: " In questa mostra, Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con i Musei Civici di Venezia, racconta il percorso appena iniziato di un gruppo di artisti selezionati, 28 per la precisione, 13 in residenza a Mestre e 15 in residenza a Venezia. Gli artisti sono appena arrivati negli atelier e dunque la presenza all'interno di uno stand di una fiera importante come quella di Bologna è davvero un punto importantissimo per l'inizio della loro carriera. La formula degli atelier della Bevilacqua La Masa, storicamente in collaborazione con i musei civici veneziani nello specifico negli spazi dell'Emeroteca dell'arte di Mestre, danno a gruppo di artisti davvero un'opportunità specialissima, quello di avere degli spazi in cui poter creare, sbagliare, riformulare, ridiscutere ed entrare in contatto con la pratica di altri colleghi e altre colleghe, affinché la definizione dell'artista che vogliono diventare domani sia più chiara. È un'occasione che capita davvero una volta nella vita: quella di avere la possibilità di progettare, di creare, appunto di riformulare senza l'obiettivo finale di un successo, ma solo nell'ottica di ragionare, pensare e capire dove si vuole andare".

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"Ministro Crosetto, le è sfuggito prima, le è sfuggito che gli attacchi americani e israeliani erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo solo 6 giorni a dirlo, ma le chiedo se è la posizione ufficiale del governo italiano o se è solo la sua posizione, mi interesserebbe capire cosa ne pensa la presidente Meloni", ha aggiunto.

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"Noi non siamo la più grande potenza al mondo - ha detto Crosetto intervenendo alla Camera - che può decidere di far partire o interrompere la guerra, noi siamo la potenza media che ha delle capacità diplomatiche, che ha delle alleanze, che ha la volontà di interloquire con le altre, ma che ha una forza politica nel mondo, chiunque sia seduto qua, molto limitata, e l'unico modo che ha di avere un peso nel mondo è quello di moltiplicarla con alleanze, con altre persone, interloquendo. Questa guerra ha trovato noi di fronte allo stesso scenario in cui si sarebbe trovato chiunque e qualunque Governo da questa parte, perché non è stata una decisione condivisa da nessuno, certo che è stata al di fuori, non abbiamo bisogno di dirlo, delle regole del diritto internazionale".

Crosetto nella sua replica in Parlamento ha continuato a sottolineare l'importanza del dialogo e della capacità italiana di mantenere tutti i canali aperti. Ha chiesto unità al Parlamento sulle decisioni strategiche, pur legittimando dibattiti politici esterni, per affrontare il caos con efficacia.

"La crisi è difficile e drammatica, ci auguriamo che non lo diventi di più, ma non c'è nessun governo europeo, italiano o di altra parte del mondo che possa in questo momento fermare l'attacco che gli Stati Uniti e Israele stanno portando all'Iran, lo sapete. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una cosa che non abbiamo cercato, non abbiamo voluto, non abbiamo condiviso" ha detto.

Il ministro ha anche avvertito che ci saranno conseguenze economiche e l'aumento dei prezzi dell'energia, ma non per "colpa del governo italiano" e l'Italia, tra i paesi europei, sarà meno colpita grazie alle sue risorse. Esistono inoltre rischi di un effetto a catena: preoccupazione per l'escalation nel conflitto Ucraina-Russia (il nazionalismo spingerebbe Putin in questo senso secondo il ministro), Balcani e caos globale che amplifica instabilità regionale.

Inoltre l'Italia concederà l'uso delle sue basi militari su basi identiche a quelle spagnole, grazie a un trattato bilaterale comune con gli USA. Crosetto ha affermato che non si tratta di una decisione isolata o "eroica", ma di un impegno paritario e trasparente, limitato al quadro degli accordi esistenti.

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