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Olimpiadi, Buonfiglio: noi siamo condannati a vincere

di TMNews lunedì 9 febbraio 2026
1' di lettura

Cortina, 9 feb. (askanews) - "Noi siamo condannati a vincere, il che vuol dire che per farci dire bravi dobbiamo essere dieci volte più bravi dei tedeschi". Lo ha detto a Casa Italia a Cortina il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, commentando una giornata con molte medaglie azzurre ai Giochi invernali di Milano Cortina. Buonfiglio ha poi attaccato i gruppi che contestano l'Olimpiade italiana.

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L'accusa di Pompeo a Xi: diffondere il Covid sua scelta intenzionale

Milano, 9 feb. (askanews) - Le accuse di Mike Pompeo a Xi Jinping: il virus del Covid è "fuggito accidentalmente" dal laboratorio di Wuhan, in Cina ed è stato solo un "pessimo sviluppo di armi biologiche e un errore" ma " è stata una scelta intenzionale" mettere "un gruppo di persone malate su un aereo per Milano" uccidendo "10 milioni di persone". Così in un passaggio del suo dialogo odierno all'Ispi, a Milano, presentando il suo libro autobiografico "Mai un passo indietro".

Pompeo ha ricoperto alcune delle posizioni più influenti della politica estera degli Stati Uniti, prestando servizio prima come Direttore della CIA e poi come Segretario di Stato nella prima amministrazione Trump. Dalle missioni segrete a Pyongyang alla liberazione di ostaggi americani, dalle trattative sul nucleare iraniano agli accordi di pace in Medio Oriente, vengono rivelati episodi mai raccontati e le scelte difficili che hanno segnato la carriera dell'ex Segretario di Stato, per cercare di difendere la sovranità, la sicurezza e i valori della sua nazione.

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Olimpiadi, a Milano un'opera interattiva celebra le vittorie invisibili

Milano, 9 feb. (askanews) - Si chiama Shades of Gold, sfumature di oro, ed è una grandissima medaglia olimpica costruita come se fosse un mosaico di arte bizantina con tanti tasselli d'oro. L'installazione interattiva presentata in piazza Cairoli a Milano è opera dello street artist Greg Goya. "Quello che ho fatto è dipingere su quest'opera la domanda: qual è la tua più grande vittoria e chiedere alle persone di raccontarmi quelle che sono le loro più grandi vittorie all'interno dei tasselli del mosaico".

Passanti incuriositi, dagli anziani ai bambini, hanno iniziato a scrivere ciascuno la propria risposta. Un progetto che invita a celebrare ciò che spesso resta invisibile: le vittorie personali, grandi o piccole, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di condivisione, energia e ispirazione collettiva.

E ne esce un mosaico di vittorie personali molto intimiste e, alcune, anche commoventi.

A proposito di Olimpiadi, il rapporto di Greg Goya coi Giochi è molto importante nella sua vita: "Due anni fa alle Olimpiadi di Parigi è stata la prima volta che sono stato chiamato a fare arte fuori dal mio paese e quindi ha rappresentato un punto d'inizio anche per il mio percorso artistico che poi si è sviluppato anche molto fuori oltre confine e quindi ho un rapporto di affetto proprio con questo evento ed è bellissimo che oggi siano qui in Italia".

Alla domanda sulle più grandi vittorie non può mancare la risposta dell'autore dell'opera: "La mia più grande vittoria probabilmente è riuscire a vivere della mia arte, a fare arte insieme alle persone".

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Dal Regno Unito alla Francia: ciclone Epstein contro politici europei

Roma, 9 feb. (askanews) - Il ciclone causato dalla pubblicazione dei nuovi file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein colpisce personalità politiche di spicco ai confini europei: dall'ex ministro della Cultura francese, Jack Lang, che si è dimesso dalla carica di presidente dell'Istituto del Mondo Arabo, all'ex ambasciatore britannico Peter Mandelson, che, secondo i documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti a fine gennaio, aveva trovato a Epstein "un posto fantastico in cui soggiornare sulla costiera amalfitana", che offriva "privacy" con "camere annesse per i suoi ospiti", stando a un'email del 2010.

Riguardo allo scandalo relativo ai legami di Lord Mandelson con il finanziere morto suicida in carcere nel 2019, il primo ministro britannico Keir Starmer ha programmato una riunione d'emergenza con i parlamentari laburisti lunedì, dopo le dimissioni del suo capo di gabinetto Morgan McSweeney, che ha sostenuto personalmente la candidatura di Mandelson alla carica di ambasciatore negli Stati Uniti.

Sempre nel Regno Unito, dove ha fatto scalpore il coinvolgimento dell'ex principe Andrea, fratello del monarca, hanno rotto il silenzio perfino il principe William e la consorte Kate, i quali tramite un portavoce di Kensington Palace, hanno dichiarato di essere "profondamente preoccupati" per le rivelazioni sul caso Epstein, dedicando "i loro pensieri alle vittime". Cresce infatti il risentimento nell'opinione pubblica sulla vicenda ed è forte la pressione sull'ex principe affinché testimoni nell'inchiesta.

Per quanto riguarda Jack Lang, l'ex ministro si dice "sereno" e definisce le accuse infondate. Le richieste di dimissioni si sono intensificate dopo che i nuovi documenti hanno dimostrato che Epstein e Lang si sono scambiati messaggi con discontinuità tra il 2012 e il 2019, quando il finanziere si è suicidato in carcere. Il suo nome appare più di 600 volte. Il presidente francese Emmanuel Macron ha provato a buttare acqua sul fuoco: "Ha preso la sua decisione, ne abbiamo preso nota", ha tagliato corto, aggiungendo che il caso Epstein riguarda "soprattutto gli Stati Uniti" e, in questo senso, "la giustizia" del Paese "deve fare il suo lavoro e basta".

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