CATEGORIE

Navalny, secondo anniversario morte tra nuove accuse di avvelenamento

di TMNews lunedì 16 febbraio 2026
2' di lettura

Roma, 16 feb. (askanews) - Organizzati eventi in Russia e in altri paesi, come la deposizione di fiori al cimitero di Mosca dove si trova la sua tomba, per ricordare Alexei Navalny, figura di spicco dell'opposizione russa, nel secondo anniversario della sua morte.

Una ricorrenza che arriva proprio mentre Germania, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito hanno affermato che le analisi dei resti di Navalny, morto in una colonia penale in Siberia, hanno mostrato tracce della potentissima tossina epibatidina, presente nella pelle delle rane frecce dell'Ecuador, che dimostrerebbe il suo avvelenamento.

Navalny, tra i maggiori oppositori del presidente Vladimir Putin, stava scontando una condanna a 19 anni che riteneva motivata da ragioni politiche e nel 2020 era già sopravvissuto a un tentativo di assassinio con l'agente chimico Novichok.

A margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, Yulia Navalnaya - sua moglie - ha partecipato, con il team di Navalny, che lavora in esilio, a una conferenza stampa insieme a leader europei che hanno portato avanti la tesi dell'avvelenamento. "Ero certa che si trattasse di un omicidio - ha detto - in quel momento erano solo parole ma oggi queste parole sono diventate un fatto scientificamente provato. Sono grata ai governi dei paesi europei che hanno lavorato insieme per ottenere la verità e oggi lo sappiamo".

"Voglio ripeterlo: Vladimir Putin ha ucciso mio marito, Alexei Navalny, usando un'arma chimica. Naturalmente non è una novità che Vladimir Putin sia un assassino. Ma abbiamo un'altra prova per questo. Spero vivamente che un giorno finisca sulla sedia dell'imputato e risponda di tutto quello che ha fatto in questi anni" ha aggiunto.

Gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno fatto sapere che pur non aderendo formalmente al documento non lo contestano: "Non significa che non siamo d'accordo con le conclusioni" ha dichiarato Rubio.

Mosca ha respinto le accuse: "Quando ci saranno i risultati delle analisi e le formule delle sostanze, ci saranno commenti. Senza di ciò, tutte queste conversazioni e dichiarazioni sono una fake news volta a distogliere l'attenzione dai problemi urgenti dell'Occidente" ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

tag

Ti potrebbero interessare

Olimpiadi, una tifosa Usa in coda per i souvenir: "Adoro Milano"

Milano, 16 feb. (askanews) - "La coda più corta che ho visto in 4 giorni". A volte un negozio di souvenir olimpici si sceglie così a Milano. O almeno così lo ha scelto questa tifosa statunitense che ha deciso di venire in Italia per Milano Cortina 2026 per supportare gli atleti del team Usa e di raccontare ad askanews la sua esperienza.

"Mi piace il pattinaggio artistico, il pattinaggio di velocità e l'hockey. Penso che sia stato incredibile. È la mia prima volta, la prima per entrambi, e ci siamo divertiti un mondo". Ed è anche la prima volta a Milano? "No, non è la prima volta a Milano. Adoro Milano. Bellissima città".

Quindi, siete in coda e cosa comprerete? "È la coda più corta che ho visto in quattro giorni. Non lo so, sai? Probabilmente delle felpe, sicuramente uno dei poster. Non lo so, non si sa mai. Verrà fuori dalla carta di credito. Potrebbe essere una follia". E per quanto tempo rimarrete a Milano? "Resteremo fino a giovedì".

TMNews

Ho.Re.Ca., oltre 100 miliardi di fatturato ma visite in calo

Rimini, 16 feb. (askanews) - Cento miliardi di fatturato, quasi quattrocentomila punti di consumo, un milione e mezzo di occupati. Il mercato Ho.Re.Ca. italiano è un colosso. Ma un colosso che rallenta: nel 2025, le visite nei locali sono calate dello 0,8 per cento. A sostenere il fatturato è solo la dinamica dei prezzi. Il bilancio è di Italgrob, la Federazione Italiana dei Distributori Ho.Re.Ca., che ha incontrato gli operatori del settore alla Fiera di Rimini, nel contesto dell'International Horeca Meeting.

"E' stato un anno caratterizzato da una minore frequentazione dei locali, dei punti vendita, quindi abbiamo avuto uno -0,8 in termini di visite ed un aumento del fatturato - spiega Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob -. Questo è dovuto essenzialmente ad un riposizionamento verso l'alto dei prezzi. Quindi è un mercato che non cresce, nonostante sia tipico, autentico per l'italianità il fatto di andare e avere voglia di uscire fuori".

Un trend che non riguarda solo l'Italia. In tutta Europa la spesa nell'Ho.Re.Ca. sale a 309 miliardi, ma le visite crollano del dieci per cento rispetto al pre-pandemia. Il consumatore cerca il risparmio. Eppure non mancano segnali positivi: il delivery vola, il dining cresce e le catene intercettano la Generazione Z. "La cucina italiana, a differenza di qualunque altro processo produttivo di beni alimentari in tutte le parti del mondo - commenta Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera - non è solo un fatto di produzione, di somministrazione, di consumo, è un cerimoniale antico, è un fatto sociale, è un momento di esperienza che non può essere travolto da nuove modalità di vita".

Sul fronte istituzionale, il governo assicura attenzione al comparto. Come conferma Giorgio Salvitti, delegato dal Ministro dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida: "Tutti quanti i numeri ci stanno dando ragione rispetto a quelle che sono le azioni che questo governo ha fatto. I numeri sono confortanti da questo punto di vista, soprattutto sul potere d'acquisto delle famiglie, che questo conseguentemente porta la possibilità di aumentare quella che è la vita outdoor e quindi quello che interessa maggiormente il settore Ho.Re.Ca.".

Il settore chiede un passo in più: un albo dedicato ai distributori Ho.Re.Ca. e politiche che sostengano le piccole e medie imprese del fuoricasa. Perché dietro quei cento miliardi c'è un pezzo d'Italia che non vuole smettere di stare insieme.

TMNews

Meloni a Niscemi: stanziati 150 milioni e Ciciliano sarà commissario

Roma, 16 feb. (askanews) - La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha visitato a piedi la zona rossa di Niscemi, il comune colpito da una grave frana in seguito al ciclone Harry che si è abbattuto sulla Sicilia circa un mese fa. Ha ringraziato i Vigili del fuoco e gli uomini e le donne della Protezione civile impegnati sul posto. Meloni ha poi partecipato in comune a una riunione con le autorità locali e il dipartimento della Protezione civile guidato da Fabio Ciciliano e in un punto stampa ha annunciato:

"Noi portiamo mercoledì in Cdm un decreto che si occupa in generale della questione dell'alluvione e nello specifico della questione di Niscemi, distinguendo le due questioni. Per Niscemi c'è uno stanziamento di 150 milioni di euro e la nomina di un commissario straordinario nella figura del capo della protezione civile, prefetto Fabio Ciciliano", ha spiegato Meloni.

Meloni ha anche incontrato una delegazione di sfollati: "E' stato molto importante incontrare i cittadini e credo faccia la differenza quando ci si mette la faccia, capire quali sono le loro paure e quali sono le loro speranze", ha aggiunto.

"Le tempistiche? Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, vuol dire che le risorse il giorno dopo ci sono; poi il prefetto Ciciliano, parliamo della protezione civile, una struttura che si muove con velocità, dovrà fare le ordinanze", ha sottolineato Meloni.

TMNews

Alluvione Toscana, Giani: "Spero presto nomina di un commissario"

Firenze, 16 feb. (askanews) - "La cosa che io vorrei accelerare è sul piano dei lavori. Noi, col sottoscritto commissario abbiamo presentato a Roma la lista dei lavori per quei 131 milioni stanziati dal Governo nel settembre scorso". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, in conferenza stampa, parlando dei danni provocati dalle alluvioni in Toscana nel 2023 e dei conseguenti lavori di ricostruzione.

"Avevamo concordato, dopo una sorta di navetta fra quelli che noi avevamo richiesto e quelli che ci aveva rimandato indietro lo Stato, 367 interventi, che possono partire ma se viene nominato il commissario per la ricostruzione. Io come commissario per l'emergenza ho finito il mio ruolo il 31 dicembre 2025. Questi lavori avrebbero un'efficacia molto più diretta. Molti di questi sono gestiti dalla Regione ma eseguiti dai Comuni, di Consorzi di Bonifica, dal Genico Civile, quindi io spero che possa avvenire al più presto -ha concluso Giani- la decisione della nomina da parte del Governo del Commissario per la ricostruzione".

TMNews