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La Finlandia è il Paese più felice al mondo, Italia 38esima

di TMNews giovedì 19 marzo 2026
1' di lettura

Helsinki, 19 mar. (askanews) - La Finlandia è il Paese più felice del mondo, per il nono anno consecutivo. Lo dice il World Happiness Report 2026, rapporto annuale promosso dalle Nazioni Unite che considera sei fattori: PIL pro capite, aspettativa di vita, sostegno sociale, libertà di scelta, possibilità di contare sugli altri e percezione della corruzione. L'Italia è al 38esimo posto.

"Abbiamo un sistema educativo di alta qualità e solide basi per costruire un futuro diverso- dice una cittadina di Helsinki - Qui ci sono moltissime opportunità e siamo vicini all'Europa, il che ci offre influenze davvero positive."

I paesi nordici dominano la classifica, con Islanda, Danimarca, Svezia e Norvegia che, insieme alla Finlandia, occupano cinque delle prime sei posizioni quest'anno.

Il Costa Rica si è classificato quarto, entrando per la prima volta nella top five e raggiungendo il miglior piazzamento di sempre per un Paese latinoamericano. Ultimo l'Afghanistan, devastato dal ritorno dei talebani e dalla guerra.

Il rapporto prende in conto una media di tre anni, in modo da ridurre i picchi causati da guerre o altri eventi estremi: forse in parte così si spiega l'ottavo posto di Israele (contro il 97esimo posto dell'Iran e il 141esimo del Libano, fra le ultime posizioni).

Fra i paesi sviluppati gli Stati Uniti si classificano al numero 23esimo posto, la Gran Bretagna al 29esimo, l'Irlanda al 13esimo, la Germania al 17esimo, la Francia al 35esimo (tre posti prima dell'Italia) e la Spagna al 41esimo (tre posti dopo).

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Mattarella: fondamenta Ue solide, non cederà a chi vuole smantellarla

Salamanca (Spagna), 19 mar. (askanews) - "L'Europa trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili. Si tratta di pilastri solidi, con radici profonde, cementati da secoli di pensiero illuminato e da un'etica condivisa. In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis alla cerimonia di consegna dell'onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa conferita dall'Università di Salamanca. "Un'Europa dunque nucleo indispensabile per il mantenimento di quelle relazioni pacifiche che sei anni prima la Carta di San Francisco aveva posto al centro della missione identitaria delle Nazioni Unite", ha proseguito.

"Un'Organizzazione che nasceva per sottrarre ai singoli Stati - non importa quanto potenti - le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto internazionale fondata su tre pilastri: il divieto dell'uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani".

"Quel che avviene in questi ultimi anni, in cui assistiamo a progressivi atti di erosione del divieto di muovere guerra nelle contese internazionali", ha denunciato.

"La frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l'efficacia dell'ordine internazionale e dei suoi principi. Una condizione che ha finito per favorire l'attuale controtendenza, rispetto allo spirito di San Francisco, e che vede il riemergere di una insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati. Questo avviene in nome di un presunto sovranismo assoluto, che si manifesta immemore di dove possa condurre il Leviatano invocato da Hobbes", ha sottolineato il capo dello Stato durante la sua letcio magistralis.

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Wwf: in 35 anni la superficie forestale persa è pari alla Groenlandia

Roma, 19 mar. (askanews) - Wwf Italia, in occasione della Giornata Mondiale delle Foreste, che si celebra il 21 marzo, torna a lanciare l'allarme sull'emergenza deforestazione nel mondo.

Risale al 1988 la campagna dell'associazione ambientalista in cui, riferendosi alla foresta Amazzonica, si paragonava alla superficie dell'Austria l'area distrutta dall'intervento dall'uomo. In 35 anni, dal 1990 al 2025, secondo il Wwf, sono andati persi quasi 4,9 milioni di chilometri quadrati di foreste a causa della conversione dei terreni ad altri usi: la superficie forestale globale si è ridotta di oltre due milioni di chilometri quadrati, pari a quasi 26 volte l'Austria, come l'estensione della Groenlandia o di mezza Europa.

C'è però un segnale positivo, a fronte di questi numeri enormi, dicono gli ambientalisti: la perdita annua di foreste mostra un rallentamento rispetto agli anni '90: si passa dai 107.000 chilometri quadrati annui persi del decennio 1990-2000 ai 41.200 stimati tra il 2010 e il 2020. In alcuni Paesi tropicali, come Indonesia e Brasile, i più recenti monitoraggi segnalano una leggera riduzione nella deforestazione; tuttavia, l'espansione delle superfici destinate a allevamenti e coltivazioni, seguita dai tagli per la vendita del legname e da lavori per miniere o infrastrutture, rischiano di annullare i progressi. Edoardo Nevola, responsabile foreste del Wwf Italia: "Come Wwf chiediamo tre cose: l'applicazione rapida dei regolamenti che tutelano le foreste globali, come il Regolamento europeo contro la deforestazione, che i sistemi produttivi e le catene di approvvigionamento diventino più sostenibili e l'ultima cosa è l'invito a tutti i consumatori a essere più responsabili".

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Poste, da scarpe portalettere a pavimenti antitrauma per bambini

Roma, 19 mar. (askanews) - Il progetto di Poste Italiane "Scarpa vecchia fa buon gioco" diventa realtà. Le prime mattonelle antiurto, nate dal riciclo delle scarpe antinfortunistiche in dotazione ad oltre 40.000 tra portalettere e operatori di stabilimento, sono state consegnate e installate nel parco giochi dell'asilo nido aziendale PosteBimbi di Roma. È qui, tra scivoli e altalene, che le vecchie suole consumate dal lavoro del servizio di recapito hanno trovato una nuova vita. L'idea, nata da un gruppo di dipendenti, continua nel solco dell'attenzione del Gruppo verso l'ambiente e la sostenibilità.

Le vecchie scarpe vengono raccolte nei centri logistici di tutta Italia e inviate al Centro di Smistamento di Ancona per essere trasformate. Oggi ne sono state accumulate già 16 tonnellate, a riprova della partecipazione attiva di tutti i centri logistici e della sensibilità dei dipendenti di Poste Italiane sui temi ambientali e sociali che animano l'economia circolare. Un contributo importante arriva anche dal punto di vista ambientale: grazie all'impegno di Poste nel trasformare il rifiuto invece di smaltirlo, l'azienda ha ridotto nel 2025 l'impatto ambientale di 51.335 kg di CO?, l'equivalente di 169.421 chilometri percorsi da un'autovettura diesel o della capacità di assorbimento di 311 alberi. Numeri che raccontano con chiarezza l'efficacia di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione al territorio.

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Triennale, il presente continuo di Andrea Branzi e Toyo Ito

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Il progetto è intitolato "Andrea Branzi by Toyo Ito - Continuous Present". E come si declina questo presente conitnuo? "Il rapporto tra Andrea Branzi e Toyo Ito - ci ha risposto Nina Bassoli, curatrice Architettura rigenerazione urbana e città Triennale Milano e co-curatrice della mostra - è un rapporto anche di amicizia e di grandissima stima reciproca, che si è influenzato un po' lungo tutta la loro carriera, ha a che fare con il tema del tempo, che non è inteso come il passato, il futuro, che il moderno, l'architettura moderna intendeva con le città, ma è uno stato d'animo, è uno stato del presente che va vissuto, percepito e attraversato. Ed è un presente continuo, come quello di un fiume che non è mai lo stesso ma che è sempre un fiume. Questa è un po' la metafora che Toyo Ito propone come schema allestitivo".

Una metafora che comprende anche l'aspetto più artistico del lavoro di Branzi, che con la Fondation Cartier aveva già lavorato nell'esposizione "Open Enclosures" del 2008, e due di quelle installazioni sono presenti in Triennale. "Sono degli ambienti - ha aggiunto Michela Alessandrini, curatrice Fondation Cartier pour l'Art Contemporain e co-curatrice della mostra nei quali l'architettura e il design si spingono anche un po' oltre, diventando arte contemporanea quindi per definizione, come diceva Andrea Branzi, più liberi perché più pronti alla ricerca".

L'idea di Toyo Ito è quella di creare un flusso ininterrotto, che diventa qualcosa di fluido, ma che pure presenta 400 opere su undici sezioni, con anche un grande lavoro site specific. E in un certo senso Branzi, in Triennale, torma a casa. "Lo sguardo di Toyo Ito - ha concluso il presidente della Triennale Stefano Boeri - riesce straordinariamente a mettere in evidenza gli aspetti più particolari, più potenti, più magici del lavoro di Andrea Branzi, che è stato un pensatore poliedrico, geniale, capace di esplorare mondi nuovi di continuo, curiosissimo".

La mostra è aperta al pubblico fino al 4 ottobre.

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