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Amministrative in Francia: ai socialisti Parigi e le grandi città

di TMNews lunedì 23 marzo 2026
1' di lettura

Parigi, 23 mar. (askanews) - Le elezioni amministrative in Francia, le ultime consultazioni importanti prima delle Presidenziali del prossimo anno, hanno visto una vittoria dei socialisti e dei loro alleati che hanno mantenuto il potere nelle quattro principali città francesi - Parigi, Marsiglia, Lione e Lille.

Nella capitale l'ha spuntata il candidato socialista Emmanuel Gregoire con il 50% dei voti, senza il testa a testa previsto alla vigilia, confermando la reputazione di città prevalentemente di sinistra. La candidata di destra Rachida Dati si è rivelata una figura divisiva anche in vista del suo imminente processo per corruzione.

La destra del Rassemblement national non sfonda ma continua ad avanzare nel radicamento locale e vince a Nizza con Eric Ciotti, ma nonostante fosse di gran lunga il partito più popolare nei sondaggi pre-presidenziali - non è riuscito a conquistare i suoi obiettivi a Marsiglia e Tolone, dove i suoi avversari si sono compattati.

Anche sinistra radicale fa passi avanti a Roubaix, nel nord del paese dove ha vinto La France Insoumise (Lfi).

I veri vincitori delle amministrative restano comunque i partiti tradizionali di sinistra, destra e centro, alimentando la speranza che, in un eventuale ballottaggio presidenziale contro candidati estremisti, possano prevalere. Resta il fatto che si registra una crescente forza dell'estrema sinistra nelle periferie delle grandi città, dove si concentrano la classe lavoratrice immigrata e il cosiddetto "proletariato intellettuale" e allo stesso tempo, RN consolida la propria presenza nella Francia provinciale, al di fuori dei grandi centri urbani.

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Ma Trump ha continuato sulla sua linea: prima, intevistato da Fox Business ha spiegato che "un accordo è possibile tra cinque giorni o prima, riferendosi ai colloqui"; poi, parlando alla stampa da Palm Beach, in Florida ha ribadito che ieri i due paesi hanno "avuto trattative forti", poi, alla domanda su chi sia il negoziatore iraniano con cui gli Usa starebbero trattando, ha risposto:

Con una "persona di spicco", non con il leader supremo. "Abbiamo spazzato via la leadership, la fase uno, la fase due e in gran parte la fase tre. Ma abbiamo a che fare con un uomo che credo sia il più rispettato e il leader", ha detto. Sul nuovo "leader supremo", Mojtaba Khamenei, Trump ha ribadito, come nei giorni scorsi: "Non lo abbiamo sentito, non sappiamo se sia vivo".

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