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Finanziamenti europei

Abbiamo i soldi, non li spendiamo:
ignoriamo 30 miliardi di euro

Il tesoretto è costituito dai Fondi Strutturali dell'Ue, che restano inutilizzati. E se non li usiamo entro il 2015 tornano a Bruxelles

Abbiamo i soldi, non li spendiamo:
ignoriamo 30 miliardi di euro
Per uscire dalla crisi dobbiamo spendere. E spendere bene. Il governo parla di tagli agli sprechi. Ma la vera risorsa sta nell'uso adeguato dei fondi strutturali europei. Una pioggia di miliardi che Bruxelles manda in giro per l'Italia e che spesso gli amministratori locali non sanno spendere. A fotografare la situazione è uno studio di Confindustria Assoconsult, l’associazione che rappresenta le più significative imprese di consulenza in Italia, indica nell’utilizzo dei Fondi strutturali europei una chiave di volta per uscire dall’impasse, ricordando, dati alla mano, come l’Italia stia sprecando una grande opportunità. A lanciare l'allarme sui problemi di spesa dei fondi europei è stato anche il ministro Coesione territoriale, Carlo Trigilia, che ha parlato di un bottino da 30 miliardi che se non speso riprende la via di Bruxelles.

Un tesoretto per battere la crisi - I 30 miliardi devono essre spesi entro il 31 dicembre 2015. Se così non fosse il finanaziamento viene revocato. Questi 30 miliardi sono costituiti da circa 17 miliardi di euro di fondi europei assegnati all’Italia e da 13 miliardi di cofinanziamenti nazionali. La somma è quello che resta dei 49,5 miliardi di euro dei fondi strutturali europei per il 2007-2013 destinati al nostro Paese.Questi finanziamenti vanno attribuiti entro la fine dell’anno, poi ci sarà tempo fino al 2015 per spenderli. Finora l’Italia ha speso il 40,27% di quanto poteva, ben sotto la media europea che si aggira attorno al 51%. Solo la Romania (26,20% speso) e la Bulgaria (40%) fanno peggio di noi.

Italia fanalino di coda - L’Italia è terz’ultima in questa speciale classifica, superata da Francia (52,97%), Belgio (55%), Spagna (58,82%), Germania (60,82%), Lituania (70,83%), quest’ultima prima della graduatoria. "Lo Stato – sostiene Ezio Lattanzio, presidente Confindustria Assoconsult – non ha più soldi da spendere. L’utilizzo dei fondi europei è un possibile volano per l’economia, per progetti di riforme e sviluppo del Paese. Il fatto che i fondi abbiano una durata di sette anni, una durata di medio termine, dà anche un metodo alle riforme. Per il periodo 2007-2013, l’Ue ha stanziato complessivamente 347 miliardi, cifra che arriva 700 miliardi se si considera il cofinanziamento da parte di Stati e Regioni. L’Europa chiede metodo e programmazione, e la consulenza organizzata può essere un valido supporto.  Prepariamoci ad affrontare la programmazione 2014-2020, con fondi complessivi per 60 miliardi assegnati all’Italia". (I.S)

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Commenti all'articolo

  • accanove

    06 Agosto 2013 - 10:10

    sta nel fatto che per usarli serve metodo (e quando mai i confusi e tangentizi protocolli italiani hanno metodo?) e cofinanziamento, che significa usi 30 ma aggiungi 30, dove li trovano oggi i soldi di cofinanziamento se non hanno neppure più il denaro per pagare stipendi statali e pensioni?

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  • encol

    03 Agosto 2013 - 16:04

    a Bruxelles non tornano, qualcuno che se li MAGNA lo trovano sempre

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