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La vuole ripulire

Pisapia butta 133mila euro
per l'aria del Mozambico

Pasticcerie in Guinea, falegnamerie in Benin: ecco tutti i progetti terzomondisti del sindaco arancione di Milano. E a pagare il conto sono i contribuenti

Giuliano Pisapia

Giuliano Pisapia visto da Benny

Lo smaltimento dei rifiuti nel Maxixe è un problema serio. Mancano attrezzature, addetti, furgoncini, centri di compostaggio. Per fortuna c’è il Comune di Milano, che sta finanziando con 133mila euro un progetto indirizzato anche al «miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua di falda» in Mozambico. Centomila euro prelevati dalla casse di Palazzo Marino si stanno utilizzando invece per completare - entro l’ottobre del 2014 - i corsi di formazione per panettieri e pasticceri in Guinea, nell’ambito di un progetto per il miglioramento della sicurezza alimentare nell’Africa occidentale. Poco più a est, per il laboratorio di falegnameria con annessi alloggi in Benin, sono stati stanziati fino a gennaio 2014 altri 100mila euro. Obiettivo: incrementare lo «sviluppo integrato della comunità rurale» africana. 

I progetti di cooperazione internazionale avviati o sviluppati nel 2012 sono costati a Palazzo Marino più di 1 milione di euro: c’è la realizzazione di corsi teatrali per i giovani albanesi di Scutari (92mila euro), la coltivazione di riso in Burkina Faso (89mila euro), la coltivazione di orti familiari per i profughi algerini del Sahrawi, perfino la «co-gestione forestale nell’area di Cobija» per la quale il Comune versa per un progetto in scadenza a dicembre 2013 ben 99mila euro. La pioggia di fondi ai Paesi stranieri ha una storia lunga e travagliata: Letizia Moratti, nella corsa all’Expo conquistato nel 2015, aveva avviato decine di progetti di «solidarietà internazionale» da realizzare tra America Latina, Asia, Africa ed Europa. Dal microcredito all’impresa sociale, dal volontariato allo sviluppo della «filiera alimentare» come fiore all’occhiello della kermesse milanese. Di più: secondo l’ex sindaco, i risultati concreti dei progetti (cofinanziati anche con fondi privati) sarebbero stati la vera eredità «milanese» dell’evento planetario. Alcuni progetti, messi nero su bianco attraverso alcuni bandi dal 2008 al 2011 durante la precedente amministrazione, sono stati portati avanti o avviati durante il mandato della giunta Pisapia (nel 2012 ne sono partiti 15, l’ultimo è invece scattato nel gennaio 2013). 

Così, proprio mentre la situazione del bilancio precipitava con i noti aumenti di imposte e tariffe, il Comune di Milano si trova tuttora a sovvenzionare con 95mila euro attività finalizzate al «miglioramento delle capacità imprenditoriali delle associazioni marocchine di Oujda e Figuig». Attività certamente nobili, ma che sembrano stridere con la situazione finanziaria di Palazzo Marino: negli ultimi mesi il Comune ha raddoppiato le tessere Atm agli anziani e introdotto un’addizionale Irpef dello 0,8% su redditi medio-bassi (21mila euro lordi) per far quadrare i conti. Siamo davvero in grado di affrontare con 96mila euro di soldi pubblici un progetto da 324mila euro per la «valorizzazione dell’albero di moringa» in Congo? Il dossier, in questo caso,  prevede anche la «creazione di vivai per la germinazione di piante di moringa», oltre alla  «distribuzione di piante di moringa alle famiglie di Tshimbulu» e l’illustrazione delle sue proprietà di questo integratore alimentare. Nel 2012, il Comune ha stanziato complessivamente per le relazioni istituzionali 4,5 milioni di euro; una cifra che nel 2013, secondo le tabelle del bilancio di previsione in discussione in aula, scende a 1,4 milioni. Per il 2014, al contrario, si prevede una leggera risalita del budget a 1,9 milioni di euro. Un tetto che al momento è confermato anche per il 2015, l’anno dell’Expo.

di Massimo Costa

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