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Vacche grasse, addio

Pd in rosso: rischio Cassa integrazione per 180 dipendenti

L'annuncio del tesoriere Misiani: "Con l'abolizione del Finanziamento c'è lo spettro della Cig". I democratici diventano padroni: "La struttura va snellita"

Guglielmo Epifani

Guglielmo Epifani

L'addio al finanziamento pubblico ai partiti, seppur graduale, colpirà soprattutto il Pd. Il motivo è presto detto: il Pdl, oltre a non essere strutturato a livello territoriale come il Pd, ha Silvio Berlusconi sempre pronto a ripianare gli eventuali i debiti. Il M5s, dal canto suo, ha già dichiarato di aver restituito la propria parte allo Stato e comunque l'abolizione dei rimborsi elettorali è il punto nevralgico della sua agenda. Così i "compagni", sempre in prima linea nella difesa del lavoro a tutti i costi, i compagni che si battono per proteggere e cristallizzare l'articolo 18, indossano la pettorina dei padroni. E mandano a casa.

180 dipendenti - La mastodontica struttura del Pd, che sopravvive alla mammella statale, annuncia tagli. Tagli drastici: 180 dipendenti potrebbero finire in Cassa integrazione. L'annuncio è del tesorire democratico, Pd Antonio Misiani, che in una riunione con i dipendenti, ha agitato lo spettro della cassa. "La situazione non è drammatica ma certo con la nuova legge sul finanziamento ai partiti in discussione non c'è alcuna garanzia di evitare una riduzione delle entrate. E quindi sarà inevitabile un ridimensionamento dei costi strutturali e anche di costi del personale". Nel mirino, appunto, 180 dipendenti. 

Cassa integrazione in vista - Parole chiare, che hanno fatto saltare dalla sedia più di uno dei presenti. Del resto c'è poco altro da fare: se verrà approvata, la legge sul finanziamento pubblico prevede l'abolizione, in via graduale, dei rimborsi nel giro di tre anni. Misiani prova a rassicurare: "Con le rappresentanze dei lavoratori discuteremo degli strumenti da adottare". Ma il tesorire altrettanto esplicitamente ammette: "E' inevitabile un ridimensionamento della struttura". Le strade da perseguire sarebbero, appunto, quelle della cassa integrazione e di contratti di solidarietà. Misiani per ora non si sbilancia, e a chi gli chiede se si opterà per la cassa integrazione replica: "Ci sono tante strade possibili. Anche quella del contratto di solidarietà. Appunto ci sarà una trattativa". I nodi stanno, insomma, venendo al pettine. 

A preoccupare i democratici non c'è solo la legge sul finanziamento pubblico. Il Pd, infatti - ha aggiunto Misiani - già nel 2012 chiuderà in passivo (il bilancio dovrà essere approvato dalla Direzione che si svolgerà a giugno". Il tesoriere ha poi fatto i calcoli, e ha spiegato che la legge sul finanziamento pubblico, che verrà varata domani, venerdì 31 maggio, dal Consiglio dei ministri, prevede che la rata di quest'anno è salva, e così arriverà regolarmente a luglio. I Fondi, nel corso dei prossimi tre anni, verranno sostituiti dal meccanismo del 2 per mille e dalle contribuzioni volontarie. Soldi che però "difficilmente - aggiunge Misiani - colmeranno il vuoto dei soldi pubblici. E a quel punto sarà inevitabile il ricorso agli ammortizzatori sociali". Il tesorire, però, ha escluso licenziamenti..

Il dossier Renzi- Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, poco tempo fa, aveva commissionato uno studio sugli sprechi del Pd, scatenando un putiferio all'interno del partito, con minacce di querele da una parte e dall'altra. I numeri, che però non sono mai stati confermati, tratteggiavano uno scenario zeppo di mega-retribuzioni e una gestione a dir poco allegra delle assunzioni. Ora i nodi stanno venendo al pettine. E con la prossima approvazione della legge sull'abolizione dei rimborsi elettorali, il Pd dovrà dire addio alla struttura mastodontica che lo ha contraddistinto fino ad oggi. La trasformazione in un partito più leggero, snello, all'americana per intenderci, è d'obbligo. Un partito, quello che (forse) verrà, proprio come quello immaginato da Renzi.

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Commenti all'articolo

  • Frenki

    06 Giugno 2013 - 15:03

    La bella vita è finita... per troppi anni migliaia e migliaia di persone hanno vissuto sulle spalle dei lavoratori senza produrre alcunchè, ma consumando la ricchezza prodotta dagli altri. Lo stato dev'essere ripulito dai parassiti annidati nelle pieghe degli ENTI e MINISTERI. Devono capirla che è finita la pacchia, un paese non può sopravvivere quando ci sono troppe persone che non producono ricchezza. La struttura statale e parastatale dev'essere adeguata alla struttura produttiva e non una variabile indipendente. Non si può assumere personale schiacciando di tasse chi produce. Questa è la fine che stiamo facendo. Si obietta che ci sono gli evasori, questo è vero, però prima di continuare ad assumere personale negli enti pubblici, bisogna stanarli questi ladri e recuperare il maltolto e poi diminuire le tasse.

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  • esattore

    31 Maggio 2013 - 19:07

    Votiamo tutti per il partito nazista tanto Hitler e Goering non ci sono più: mettiamo uno che non abbia grane con la magistratura e tutto quello che hanno fatto i Nazisti non conta niente! mi duole dirtelo ma hai una visione delle cose assolutamente agghiacciante: ma non mi meraviglio sei di sinistra! quindi al massimo un compagno che sbaglia

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  • esattore

    31 Maggio 2013 - 19:07

    Ti rispondo volentieri. MPS è l'unica banca in Italia di cui la fondazione ha mantenuto il controllo, fondazione che è controllata dalla giunta comunale di Siena che provvede a nominarne i vertici e poiché a Siena il comune è ininterrottamente in mano ai sinistri dal tempo dell'uomo delle caverne le nomine le faceva il partito. Ti dirò di più. Nello statuto della fondazione è previsto che i manager che vengono nominati debbano versare nelle casse del partito parte del loro stipendio a dimostrazione dell'intreccio tra banca e PD, ( puoi credermi su questo fatto è emerso in TV durante una trasmissione cui presenziava la Bindi che ha abbozzato alla grande. Per quanto concerne il fatto che il vostro candidato sindaco non sia inquisito dalla magistratura ti rispondo: e ci mancherebbe altro!. Comunque lieto di vedere che per te è sufficiente questo per dire che è giusto votare un partito che ha rovinato Banca e città, spero che questo valga anche per gli altri anzi sai cosa ti dico?...segue

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  • fonty

    fonty

    31 Maggio 2013 - 17:05

    Tu sei piuttosto disinformato sul finanziamento ai partiti, ma non c'è da meravigliarsi che da voi regni la disinformatjia totale, perchè vi bevete avidamente tutto ciò che vi raccontano i soviet del partito. Allora il finanziamento avviene non sulla base dei voti presi, (hai detto un euro a voto ?)troppo comodo eh,eh, ma sulla percentuale di voti presi, importo calcolato sulla base del totale degli aventi diritto al voto, capito ? Cioè calcolato su tutti, anche quelli che si astengono o votano scheda bianca o non hanno potuto votare. Un altro bel trucchetto dei compari per truffare meglio il popolino bue. Aggiornati.

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