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Michael Pollan, l'uomo che risolve la guerra tra carnivori e vegani (con Cooked)

Michael Pollan, l'uomo che risolve la guerra  tra carnivori e vegani (con Cooked)

È disponibile su Netflix l’imperdibile docu-serie Cooked del giornalista e saggista Michael Pollan, colui che tutti abbiamo eletto guru della consapevolezza alimentare per Il dilemma dell’onnivoro, che Adelphi tradusse da noi nel 2008. Cioè quando stava cominciando (e non era ancora esplosa come oggi che non si parla d’altro) l’epoca della cibo-mania. Dopo d’allora di Pollan analista alimentare abbiamo letto In difesa del cibo, un manifesto in qualità di «eater» (mangiatore); Breviario di resistenza alimentare e, nel 2014, Cotto. Un altro suo imprescindibile tomo che esamina il cibo dal punto di vista dei quattro elementi - fuoco, aria, terra e acqua - e ci spiega che l’uomo è l’unico essere vivente che elabora il cibo, facendolo rispettivamente grigliare, lievitare, fermentare e bollire, prima di mangiarlo. Cooked, la trasposizione per Netflix e on the road di Cotto, si articola in quattro puntate - come gli elementi. Va assolutamente vista. Perché - oltre a divulgare concetti più interessanti del «carnivoro assassino» espresso dai vegani antispecisti (quelli per cui la superiorità della specie umana su quelle animali va eliminata) o del «vegano illuso di salvare il mondo» espresso dai carnivori - aiuta anche a fare chiarezza sulla controversia attuale fra questi due eserciti italiani.

Che ampliare il diametro dello sguardo possa giovare alla comprensione, Pollan ce lo spiegò già col suo monumentale Dilemma: «Se le pareti dell’industria delle carni diventassero trasparenti, in modo reale o metaforico, smetteremmo presto di nutrire, uccidere e consumare gli animali come facciamo ora», scriveva. È probabile. Ben pochi carnivori nostrani saprebbero allevare, uccidere e tagliare correttamente in pezzi una gallina prima di farcisi un brodo. Probabile è che molti, però, imparerebbero. Comprare la carne già pronta per la cottura solleva da ogni passo precedente, attinente a una cultura tecnica che non conosciamo più. È avvenuto con tutto, dai vestiti al cibo. Noi siamo gli utenti consumatori, altri producono quelle merci per noi, da quando siamo nell’era industriale. Pollan, che è un carnivoro amante del biologico, punta infatti il dito contro l’industrializzazione violenta degli allevamenti intensivi e la trasformazione dell’animale in un «cumulo di materia protoplasmatica inanimata da manipolare con inverosimili tecniche concepite dalla mente umana» (sono parole di Joel Salatin, che con Pollan compare anche nel documentario Food, Inc.). Il punto, per lui, non è scegliere il veganesimo (evitando di uccidere anche le zanzare per antispecismo) oppure il carnivorismo industriale:
il punto è scegliere di mangiare bene, anche carne, se si vuole.

Emblematico è un momento della prima puntata di Cooked, intitolata Fire.

Vediamo alcune anziane sdentate degli aborigeni australiani Martu dare fuoco ad appezzamenti di terra per far emergere, tra la cenere, le tane dei goanna. Che vengono tirati fuori per la coda, stecchiti a virulente bastonate (sferrate dalle vecchine) o a testate sul terreno (sempre inferte dalle ottuagenarie) e poi grigliati sul fuoco di legna e sterpaglie. Nessuno fa una vita più naturale dei Martu, eppure un vegano italiano condannerebbe quella naturalezza alimentare, antindustriale ma non anticarnivora. Anche mangiare solo vegetali non evita di incidere negativamente sull’ambiente. Su queste pagine lodammo il film Un mondo fragile, che raccontava lo sterminio delle fattorie colombiane per la produzione agricola massificata di canna da zucchero. Stralodammo anche Sinfonia per Hagen, che invitava a riflettere sui rapporti tra uomini e animali, il cui protagonista lavorava, appunto, in un macello. Ma anche i vegani mangiano cibi che hanno un prezzo etico e morale. Bambini che raccolgono mais in Birmania; poche aziende del mondo possiedono e brevettano semi...

Margarina e grassi vegetali nacquero industrialmente. Per la loro allure «più sana» rispetto ai grassi animali ne abbiamo ingollato quintali per decenni, per poi scoprirne la fallibilità dietetica e la tossicità ad alti punti di fumo. Il fenomeno delle diete c’è sempre stato, la scelta etica o ideologica di un alimento anziché un altro no. Cooked esce dalla contrapposizione manicheistica tra vegani e carnivori. Pollan invita a mangiare ciò che si vuole, purché sia prodotto lontano dal clangore industriale. Intanto i vegani combat nostrani scudisciano chef della levatura di Cracco per il brodo di piccione, minacciano il conduttore de La Zanzara Cruciani, dicono no alla lana (che non uccide la pecora) e così via. Per noi, ha ragione Michael Pollan.

di Gemma Gaetani

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