Milano non smette mai di evolversi, e nel cuore del distretto della moda e del design, il Bluesquare ha appena lanciato una sfida gastronomica che profuma di zenzero e pomodori maturati al sole. Non è il solito brunch della domenica: è un vero e proprio viaggio transoceanico che unisce il rigore giapponese alla convivialità mediterranea.
Sotto la guida dello chef Fabrizio Loris Melchiorre, il nuovo format domenicale (dalle 12.30 alle 16.00) trasforma il locale di Via Tortona 33 in un’oasi cosmopolita. Tra le proposte spiccano piatti audaci come la Shakshuka Nippo-Mediterranea, dove il miso bianco incontra l'uovo onsen, o le Korean Fried Eggs con burro al gochugaru e yogurt salato. Per chi preferisce la freschezza, la Soba Salad o il Fish Tartare Toast con hollandaise al kimchi rappresentano il perfetto equilibrio tra leggerezza e sapore. Non mancano le coccole finali: dai Matcha Pancake al Japanese French Toast con crema mascarpone e sciroppo yuzu-maple.
Se la domenica è dedicata alla fusione culturale, il resto della settimana il Bluesquare conferma la sua identità di punto di riferimento milanese con un Menu Bistrot capace di spaziare dai grandi classici a guizzi contemporanei.
Il menu bistrot è una celebrazione della materia prima, declinata in piatti che soddisfano sia il pranzo di lavoro veloce che la cena gourmet:
Le tartare e i crudi sono la vera punta di diamante, con proposte come la tartare di manzo piemontese o il salmone marinato, spesso accompagnati da salse home-made che ne esaltano la freschezza. Con i primi piatti iconici poi la tradizione italiana viene rispettata ma elevata, con paste fresche condite con sughi di mare o terra che seguono rigorosamente la stagionalità degli ingredienti.
Per chi cerca un comfort food di alta qualità, i burger del Bluesquare sono famosi per la panificazione artigianale e l'uso di tagli di carne selezionati, disponibili anche in varianti vegetariane creative.
Per l'aperitivo la selezione di tapas e taglieri di salumi e formaggi DOP, ideali da abbinare alla sofisticata drink list o a una selezione di vini mai banale. Il bistrot di Bluesquare costruisce la propria identità su un dialogo continuo tra Mediterraneo e Asia, dove la cucina diventa contaminazione più che fusione.
Tra i piatti iconici: Spiedini alla robata, una griglia che attraversa verdure e mare con la stessa intensità; il King oyster mushroom marinato allo yuzukosho introduce una nota vegetale piccante e agrumata; la Melanzana glassata alla balsamic soy racconta invece la parte più umami e avvolgente del vegetale, quasi carnale nella sua consistenza; il Misozuke di salmone, marinato per 48 ore, è una dichiarazione di lentezza, la fermentazione come linguaggio del gusto.
Più diretto e deciso è il Pesce spada al gochujang, dove il piccante coreano incontra il lime e il furikake in una struttura vibrante.
Il Polpo alla griglia si muove tra romesco e chimichurri, con un registro che richiama tanto la Spagna quanto il Sud America.
Il Branzino resta invece essenziale, quasi zen, con una griglia pulita e solo una punta di yuzukosho a spezzarne la delicatezza.
Il Gambero diventa più giocoso, tra salsa all’ananas, yuzu mayo e croccantezza fritta: dolce, acido e sapido nello stesso boccone.
Tra gli antipasti condivisibili, le Patate dolci fritte con aioli e togarashi aprono la parte più conviviale del menu; le Crocchette di kimchi portano la fermentazione coreana in chiave comfort food, mentre il Casizolu grigliato racconta la Sardegna attraverso miele e spezie.
Le Polpette mediterranee al sugo giocano invece su un’identità ibrida tra Sud Italia e ingredienti vegetali e orientali, mentre il Bao con gambero in tempura unisce morbidezza e croccantezza, sriracha mayo e pickles in un equilibrio tipicamente street food.
Il capitolo dei piattini include anche Avocado grigliato con miso, edamame e melanzana al miso, tutti elementi che insistono sulla profondità umami.
La Ricciola karaage introduce invece la frittura giapponese, leggera e asciutta, con una precisione quasi tecnica.
Nei crudi, il Carpaccio misto di pesce lavora sull’essenzialità, mentre le Tartare diventano costruzioni personalizzabili, tra avocado e condimenti classici.
Il Sushi bar amplia ulteriormente la narrazione: gli Uramaki oscillano tra interpretazioni mediterranee, tartufo, jalapeño e influenze più classiche.
Roll come il “Mediterraneo” o il “Dragon” mettono insieme ricciola, avocado, tempura e salse teriyaki in composizioni stratificate.
I Gunkan portano invece un’intensità più concentrata, con tartare di tonno, salmone, capasanta e ventresca di tonno rosso.
La sezione veg non è marginale, ma costruita con la stessa complessità: cetriolo, avocado, ceci, funghi e zucca diventano strutture complete, non semplici alternative.
Gli uramaki vegetariani come il “Veg Dragon” o il “Fritzucca” lavorano su texture croccanti, dolci e cremose. Nel complesso, Bluesquare costruisce una cucina fluida, dove Italia, Giappone e Corea non si alternano ma convivono nello stesso piatto. È una cucina che non cerca purezza, ma ritmo, contrasto e una continua tensione tra comfort e sorpresa. L'esperienza è completata da un ambiente curatissimo, dove il design firmato Andreu World sposa una filosofia ecosostenibile. Che vi troviate lì per un avocado toast della domenica o per un risotto infrasettimanale, l'atmosfera resta internazionale, inclusiva e vibrante.