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Milano tra Oriente e Mediterraneo: il nuovo brunch che riscrive la domenica gourmet
giovedì 2 aprile 2026

Milano tra Oriente e Mediterraneo: il nuovo brunch che riscrive la domenica gourmet

4' di lettura

​Milano non smette mai di evolversi, e nel cuore  del distretto della moda e del design, il Bluesquare ha appena lanciato una sfida gastronomica che profuma di zenzero e pomodori maturati al sole. Non è il solito brunch della domenica: è un vero e proprio viaggio transoceanico che unisce il rigore giapponese alla convivialità mediterranea.

​Sotto la guida dello chef Fabrizio Loris Melchiorre, il nuovo format domenicale (dalle 12.30 alle 16.00) trasforma il locale di Via Tortona 33 in un’oasi cosmopolita. ​Tra le proposte spiccano piatti audaci come la Shakshuka Nippo-Mediterranea, dove il miso bianco incontra l'uovo onsen, o le Korean Fried Eggs con burro al gochugaru e yogurt salato. Per chi preferisce la freschezza, la Soba Salad o il Fish Tartare Toast con hollandaise al kimchi rappresentano il perfetto equilibrio tra leggerezza e sapore. Non mancano le coccole finali: dai Matcha Pancake al Japanese French Toast con crema mascarpone e sciroppo yuzu-maple.

​Se la domenica è dedicata alla fusione culturale, il resto della settimana il Bluesquare conferma la sua identità di punto di riferimento milanese con un Menu Bistrot capace di spaziare dai grandi classici a guizzi contemporanei.

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​Il menu bistrot è una celebrazione della materia prima, declinata in piatti che soddisfano sia il pranzo di lavoro veloce che la cena gourmet:

​Le tartare e i crudi sono la vera punta di diamante, con proposte come la tartare di manzo piemontese o il salmone marinato, spesso accompagnati da salse home-made che ne esaltano la freschezza. ​Con i primi piatti iconici poi la tradizione italiana viene rispettata ma elevata, con paste fresche condite con sughi di mare o terra che seguono rigorosamente la stagionalità degli ingredienti.

​Per chi cerca un comfort food di alta qualità, i burger del Bluesquare sono famosi per la panificazione artigianale e l'uso di tagli di carne selezionati, disponibili anche in varianti vegetariane creative.

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​Per l'aperitivo la selezione di tapas e taglieri di salumi e formaggi DOP, ideali da abbinare alla sofisticata drink list o a una selezione di vini mai banale. Il bistrot di Bluesquare  costruisce la propria identità su un dialogo continuo tra Mediterraneo e Asia, dove la cucina diventa contaminazione più che fusione.

Tra i piatti iconici: Spiedini alla robata, una griglia che attraversa verdure e mare con la stessa intensità; il King oyster mushroom marinato allo yuzukosho introduce una nota vegetale piccante e agrumata; la Melanzana glassata alla balsamic soy racconta invece la parte più umami e avvolgente del vegetale, quasi carnale nella sua consistenza; il Misozuke di salmone, marinato per 48 ore, è una dichiarazione di lentezza, la fermentazione come linguaggio del gusto.

Più diretto e deciso è il Pesce spada al gochujang, dove il piccante coreano incontra il lime e il furikake in una struttura vibrante.

Il Polpo alla griglia si muove tra romesco e chimichurri, con un registro che richiama tanto la Spagna quanto il Sud America.

Il Branzino resta invece essenziale, quasi zen, con una griglia pulita e solo una punta di yuzukosho a spezzarne la delicatezza.

Il Gambero diventa più giocoso, tra salsa all’ananas, yuzu mayo e croccantezza fritta: dolce, acido e sapido nello stesso boccone.

Tra gli antipasti condivisibili, le Patate dolci fritte con aioli e togarashi aprono la parte più conviviale del menu; le Crocchette di kimchi portano la fermentazione coreana in chiave comfort food, mentre il Casizolu grigliato racconta la Sardegna attraverso miele e spezie.

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Le Polpette mediterranee al sugo giocano invece su un’identità ibrida tra Sud Italia e ingredienti vegetali e orientali, mentre il Bao con gambero in tempura unisce morbidezza e croccantezza, sriracha mayo e pickles in un equilibrio tipicamente street food.

Il capitolo dei piattini include anche Avocado grigliato con miso, edamame e melanzana al miso, tutti elementi che insistono sulla profondità umami.

La Ricciola karaage introduce invece la frittura giapponese, leggera e asciutta, con una precisione quasi tecnica.

Nei crudi, il Carpaccio misto di pesce lavora sull’essenzialità, mentre le Tartare diventano costruzioni personalizzabili, tra avocado e condimenti classici.

Il Sushi bar amplia ulteriormente la narrazione: gli Uramaki oscillano tra interpretazioni mediterranee, tartufo, jalapeño e influenze più classiche.

Roll come il “Mediterraneo” o il “Dragon” mettono insieme ricciola, avocado, tempura e salse teriyaki in composizioni stratificate.

I Gunkan portano invece un’intensità più concentrata, con tartare di tonno, salmone, capasanta e ventresca di tonno rosso.

La sezione veg non è marginale, ma costruita con la stessa complessità: cetriolo, avocado, ceci, funghi e zucca diventano strutture complete, non semplici alternative.

Gli uramaki vegetariani come il “Veg Dragon” o il “Fritzucca” lavorano su texture croccanti, dolci e cremose. Nel complesso, Bluesquare costruisce una cucina fluida, dove Italia, Giappone e Corea non si alternano ma convivono nello stesso piatto. È una cucina che non cerca purezza, ma ritmo, contrasto e una continua tensione tra comfort e sorpresa. ​L'esperienza è completata da un ambiente curatissimo, dove il design firmato Andreu World sposa una filosofia ecosostenibile. Che vi troviate lì per un avocado toast della domenica o per un risotto infrasettimanale, l'atmosfera resta internazionale, inclusiva e vibrante.