Capita a Milano. Cosa capita a Milano? Di essere sospesi da scuola per aver ricordato i martiri delle foibe. Siamo alle porte del 1° aprile e penserete a uno scherzo di cattivo gusto e invece non è così. Uno studente dell’I.I.S. Severi-Correnti, precisamente uno dei rappresentanti, si è visto recapitare dal corpo docenti una comunicazione di sospensione di tre giorni, dal 27 al 29 aprile, per aver esposto, insieme ad alcuni compagni di scuola, uno striscione - al di fuori dell’istituto scolastico- che recitava la scritta: “10/02 Io non scordo”.
Il riferimento al Giorno del Ricordo introdotto nel 2004 e che ogni 10 febbraio rammenta i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata dalle terre del confine orientale italiano. Inoltre, all’interno dell’istituto, i giovani avevano realizzato dei cartelloni, affissi sulle bacheche, che raccontavano quelle tragiche vicende. Descrivendo la pulizia etnica dei nostri connazionali, ma anche la storia di Norma Cossetto e le colpe del maresciallo Tito.
Le motivazioni “per giustificare il provvedimento disciplinare - spiega il Blocco Studentesco di Milano, movimento politico giovanile di cui fa parte l’allievo del Severi-Correnti, ndr - quali l’utilizzo ‘improprio’ del nome della scuola all’interno della pagina Instagram della lista studentesca cui lo studente appartiene, l’oscuramento dei volti nelle foto pubblicate sui social o l’affissione di ‘manifesti non autorizzati’ risultano fuori luogo e ridicole e gettano ombra sull’intero sistema scolastico italiano”. Inoltre il Blocco rammenta l’incontro andato in scena al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci “durante la cogestione organizzata dai collettivi studenteschi” con ospite Ilaria Salis. Esiste, secondo loro, un “doppiopesismo delle istituzioni” che da un lato porta a scuola la Salis e dell’altro estromette “chi si fa portatore del ricordo, dovuto per legge, di decine di migliaia di italiani uccisi”.
Peraltro il Severi-Correnti, invece, non ha avuto problemi nell’ospitare lo scorso 12 febbraio 2026 “Non una di meno” per parlare di educazione sessuo-affettiva. Con il collettivo dell’istituto che invocava, sui social, una scuola transfemminista. Oppure lo scorso novembre l’Aula magna del liceo ha visto come relatore il consigliere regionale dem Paolo Romano per una conferenza sul suo viaggio a seguito della Global Sumud Flotilla. In un post, sulla pagina Origami_Severi-Correnti, narrando del conflitto israelo-palestinese scrivono che «la propaganda ha superato la verità». Bene, certo. Peccato che la stessa accortezza dovrebbe valere anche per il dramma delle foibe.