Viaggiare a Londra con bambini molto piccoli è un’esperienza che richiede un pizzico di organizzazione, una buona dose di spirito di adattamento e, soprattutto, tanta pazienza. Se poi i bambini sono due gemelli, possiamo tranquillamente aggiungere alla valigia anche una bella scorta di ironia. Perché diciamolo: partire con un bambino di pochi mesi o di un anno è già una vera avventura: mentre uno dorme, l’altro ha fame, mentre uno mangia, l’altro vuole scendere dal passeggino e mentre finalmente entrambi sembrano tranquilli… probabilmente è il momento in cui bisogna cambiare un pannolino. Eppure Londra è una città che si presta sorprendentemente bene a essere scoperta anche con i più piccoli. Anzi, vista con gli occhi di un bambino, può diventare ancora più divertente. Il primo consiglio, forse il più importante, è dimenticare per qualche giorno l’idea di dover vedere tutto. Con bambini il viaggio non può essere una maratona tra monumenti, musei e attrazioni. Bisogna imparare a seguire i loro ritmi, alternando passeggiate, momenti di gioco, pause e qualche visita. I veri alleati in questo caso sono i parchi : Hyde Park è naturalmente uno dei grandi classici: immenso, scenografico e perfetto per lasciare che i bambini si muovano un po’ dopo qualche ora trascorsa nel passeggino. Ci sono prati, laghetti, anatre e tanti angoli in cui fermarsi. Per chi viaggia con piccoli, avere a disposizione grandi spazi. Anche Regent’s Park è una splendida soluzione per una giornata più tranquilla, mentre St James’s Park è perfetto se ci si trova in zona Buckingham Palace. I bambini possono osservare gli animali, correre, giocare e semplicemente godersi una pausa.
E se Londra decide di fare quello che sa fare meglio, cioè regalarci una bella giornata di pioggia, niente panico. La città offre numerose attività al coperto e diverse attrazioni sono adatte anche ai bambini molto piccoli. In fondo, una delle regole non scritte del viaggio con i bambini è proprio questa: avere sempre un piano B e accettare serenamente che anche il piano B potrebbe saltare. Una delle cose che può sorprendere positivamente i genitori italiani è poi la quantità di prodotti per bambini che si trovano nei supermercati britannici. Entrare in un grande supermercato londinese può diventare quasi una piccola esperienza turistica: sugli scaffali si trovano pappe, puree di frutta e verdura, porridge, yogurt, snack e tantissimi prodotti pensati per l’infanzia. Per chi viaggia con due bambini, avere la possibilità di acquistare sul posto alcuni alimenti può essere una grande comodità e permette anche di evitare di riempire la valigia con tutto quello che normalmente occuperebbe mezzo bagaglio. Naturalmente c’è una regola fondamentale: leggere sempre le etichette. Non bisogna lasciarsi conquistare soltanto da una scritta che sembra rassicurante. Anche quando troviamo prodotti biologici, è importante controllare ingredienti, zuccheri, sale, allergeni e indicazioni sull’età. E a proposito di biologico, c’è una parola che i genitori italiani incontreranno spesso: organic. Nel Regno Unito è il termine utilizzato per i prodotti biologici, quindi, semplificando, il nostro “biologico” corrisponde al loro “organic”. Ma attenzione: biologico non significa automaticamente più adatto a un bambino. Anche qui bisogna sempre controllare cosa contiene realmente il prodotto. Il capitolo latte merita poi un’attenzione particolare. Nei supermercati britannici è possibile trovare diverse marche di formula infantile, tra cui Aptamil, Cow & Gate, SMA, HiPP e Kendamil, oltre a differenti formati e prodotti già pronti. Questo può tranquillizzare molto i genitori che partono preoccupati di non riuscire a reperire il latte necessario durante la vacanza.
Ma la tranquillità non deve trasformarsi in improvvisazione. Se il bambino utilizza una determinata formula, è sempre meglio organizzarsi prima della partenza e verificare con anticipo dove poter acquistare eventualmente lo stesso prodotto. Cambiare alimentazione durante un viaggio non è certamente il momento ideale per fare esperimenti. Anche per le bevande vegetali bisogna prestare attenzione. Nei supermercati inglesi la scelta è davvero enorme, ma non tutte sono equivalenti e non tutte sono adatte ai bambini piccoli. La presenza della parola “organic” sulla confezione non è sufficiente per stabilire che un prodotto sia quello giusto per nostro figlio. Ancora una volta, leggere l’etichetta è la regola numero uno.
E poi arriva lui: il vero banco di prova del genitore viaggiatore, il volo aereo. Se viaggiare con un bambino piccolo può essere impegnativo, viaggiare con due gemelli può trasformare il volo in una prova di resistenza psicologica. Prima della partenza ci si prepara come se dovessimo attraversare un continente: pannolini, cambi, salviette, biberon, latte, pappa, snack adatti all’età, ciuccio, giochi, oggetti familiari e naturalmente quella borsa che inizialmente sembrava enorme e che, improvvisamente, sembra non contenere abbastanza nulla. Poi arriva il momento del decollo e ci si ricorda di una cosa fondamentale: i bambini non sono passeggeri adulti in miniatura. Possono piangere. Possono avere sonno. Possono avere fame. Possono annoiarsi. Possono non amare il rumore dell’aereo. Possono decidere che proprio nel momento in cui tutti gli altri passeggeri stanno cercando di rilassarsi è arrivato il momento perfetto per parlare, giocare o protestare. E va bene così….Forse la cosa più difficile per un genitore durante un volo non è gestire il bambino, ma gestire gli sguardi degli altri. Bisogna ricordarsi che un bambino che piange su un aereo non significa che abbiamo sbagliato qualcosa. Significa semplicemente che è un bambino, in un ambiente nuovo, stanco e probabilmente un po’ confuso. Nel mio caso con due gemelli questa consapevolezza vale doppio… Serve pazienza, tantissima ma anche un po’ di leggerezza.
Perché, alla fine, probabilmente nessuno ricorderà se siete riusciti a visitare tutti i musei che avevate programmato. Ricorderete invece il primo autobus rosso che ha catturato l’attenzione dei vostri bambini, lo scoiattolo visto a Hyde Park, le risate nel parco, quella passeggiata improvvisata perché entrambi si erano addormentati nel passeggino e, magari, anche quel momento in cui siete entrati in un supermercato per comprare il latte e siete usciti venti minuti dopo con una quantità di prodotti per bambini che non sapevate nemmeno esistessero. Viaggiare a Londra con bambini di meno di due anni significa probabilmente cambiare il modo di viaggiare, non si corre più da un’attrazione all’altra ma si osserva, ci si ferma, si fanno pause e soprattutto i deve improvvisare. Il vero segreto, quindi, non è partire con una valigia perfettamente organizzata o con un itinerario studiato al minuto è avere abbastanza pazienza per sorriderci sopra perché viaggiare con i bambini è già un’avventura.....