Churchill: The Painter”. Alla “W inston Wallace Collection di Londra sabato fino al 29 novembre è la grande mostra retrospettiva su Winston Churchill: Il Pittore oltre a riunire perla prima volta dalla sua scomparsa una cinquantina di dipinti realizzati in cinque decenni ripropone anche una curiosa sfida a distanza con Adolf Hitler, di cui si era riparlato quando lo scorso novembre il prezzo di un milione e mezzo di dollari a un’asta canadese era stato battuto per un paesaggio marocchino dipinto dal primo ministro britannico nei suoi ultimi anni. Dal punto di vista umano e politico i due grandi avversari della Seconda Guerra Mondiale erano agli antipodi, ma tutti e due erano appassionati pittori, anche se la loro vocazione pure si era estrinsecata con modalità opposte. Hitler i suoi oltre 3mila disegni e dipinti li aveva realizzati prima di darsi alla politica, da cui le sprezzanti definizioni di “imbianchino fallito” che gli diede anche Gabriele D’Annunzio. Churchill, al contrario, iniziò a dipingere quando si percepì fallito come politico, dopo che il 25 maggio 1915 si era dimesso da Primo Lord dell’Ammiragliato. Churchill era stato investito in quella carica il 24 ottobre 1911, e come tale aveva preso quella decisione epocale di far adottare alla Royal Navy la nafta al posto del carbone, da cui l’inizio dell’era petrolifera in cui ancora viviamo. Ma durante la Grande Guerra aveva avuto l’idea di quell’attacco ai Dardanelli che era poi risultata un disastro.
«Tanti soldati morirono, e lui si sentì profondamente in colpa. Tornò in Inghilterra molto depresso, e qualcuno gli suggerì di provare a dipingere. Secondo lui, fu una sorta di musa che lo salvò», ha spiegato appunto sull’inizio della vocazione pittorica di Churchill dopo il disastro dei Dardanelli Xavier Bray, direttore del museo londinese e co-curatore della mostra. Allievo di importanti artisti britannici dell’epoca, come John Singer Sargent e Walter Sickert, Churchill iniziò con i ritratti, sviluppò poi un interesse per le nature morte e infine si concentrò sui paesaggi, dove è evidente una evoluzione tecnica che lo portò infine all'ammissione alla Royal Academy of Fine Arts, nel 1948. «A poco a poco, acquisì fiducia: nella miscelazione dei colori, nel modo in cui “attaccava” la tela, come diceva lui», ha osservato Bray.
I suoi dipinti a olio raffigurano di tutto: dalle scene del fronte in Belgio durante la Prima Guerra alle dimore e ai giardini dei suoi amici e alla sua amata residenza di Chartwell, nella contea inglese del Kent, così come i ricordi delle sue vacanze, da solo o con la famiglia, tra i paesaggi di Italia, Francia e Marocco. I suoi dipinti funzionano come un diario visivo. Appunto perché aveva iniziato a dipingere per distrarsi dalle delusioni di ministro, Churchill tendeva a esaltare nei suoi quadri la gioia di vivere e evitava i temi militari o politici. Unica eccezione: il dipinto La spiaggia di Walmer, realizzato nel 1938, quando metteva in guardia dall'imminenza della Seconda Guerra Mondiale. «Era un uomo privilegiato: le porte gli si aprivano ovunque e viaggiava come ospite d'onore», ricorda ancora Bray. «Portava sempre con sé il suo cavalletto. Così firmò più di 600 tele, molte delle quali sono ora conservate al Chartwell House Museum. Spesso le regalava ad amici e leader, tra cui i presidenti statunitensi Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman e Dwight David Eisenhower. Uno dei pezzi forti della mostra è il dipinto a olio che donò a Roosevelt nel 1943: La Torre della Moschea Koutoubia. L’unico dipinto realizzato durante la Seconda Guerra, in cui cattura la città ocra di Marrakech, il verde del suo palmeto e le cime delle montagne dell'Atlante sullo sfondo. Lo dipinse dopo la Conferenza di Casablanca con Roosevelt, quando decisero lo sbarco in Italia. Churchill lo invitò a Marrakech perché voleva mostrargli quel tramonto, e in seguito gli donò il dipinto come forma di “soft power” diplomatico. Venduto dai discendenti del presidente a un collezionista privato, fu poi acquistato da Brad Pitt per la sua allora moglie Angelina Jolie, che lo mise all'asta nel 2021 per 8,28 milioni di sterline: 9,56 milioni di euro, il suo quadro più valutato.