“Ma mamma, perché lui ha il biscotto e io no?”. Prima o poi, diciamolo, questa domanda arriva e quando in casa ci sono due gemelli, può arrivare anche in stereo. Io, con i miei, ho fatto una scelta precisa fin dall’inizio: niente biscotti, merendine o prodotti con zuccheri aggiunti nella quotidianità. Gli zuccheri che assumono sono quelli naturalmente presenti nella frutta, una scelta personale, certo, ma che mi ha fatto venire una domanda: quanto è davvero importante limitare gli zuccheri nei primi anni di vita? E soprattutto, come si può fare senza trasformare ogni merenda in una trattativa internazionale? Per capirlo, abbiamo chiesto consiglio al dottor Fabio Gregu nutrizionista.
La risposta del nutrizionista è chiara: nei primi anni di vita prestare attenzione agli zuccheri è fondamentale, perché è proprio in questa fase che si formano le abitudini alimentari. «Sotto i due anni gli zuccheri aggiunti andrebbero evitati; in seguito, dolci e bevande zuccherate dovrebbero restare occasionali», spiega il dottor Gregu. L'obiettivo non è certo mettere al bando per sempre il dolce, ma abituare i bambini a una dieta varia, composta soprattutto da alimenti poco trasformati. E c'è una differenza importante da ricordare: lo zucchero aggiunto non è la stessa cosa di quello naturalmente presente nella frutta intera. Ma perché tutto questo è così importante? Il primo campanello d'allarme riguarda i dentini. «Il rischio più immediato e documentato è la carie», spiega il medico. Un consumo abituale di zuccheri, soprattutto attraverso le bevande zuccherate, può inoltre contribuire a un eccesso calorico e favorire l'aumento di peso. E non è tutto: quando prodotti dolci finiscono per prendere il posto di alimenti più nutrienti, può peggiorare anche la qualità complessiva della dieta, con possibili conseguenze sulla salute nel tempo.
C'è poi un altro aspetto che interessa molto noi genitori: il gusto dei bambini si può educare. Il piccolo ha infatti una naturale preferenza per il sapore dolce, «Se i prodotti zuccherati diventano la scelta quotidiana, può abituarsi a cercarli più spesso, mentre altri sapori rischiano di trovare meno spazio», spiega il nutrizionista. E allora pazienza, pazienza e ancora pazienza, un alimento che oggi viene guardato con sospetto non è necessariamente un alimento che sarà rifiutato per sempre. «Il gusto si educa attraverso le esperienze ripetute a tavola». Una frase che, da mamma, trovo particolarmente interessante. Perché spesso basta una smorfia davanti a una verdura per pensare: “Non gli piacerà mai”. In realtà, secondo il dottor Gregu, è importante continuare a proporre una varietà di alimenti, senza forzare e senza arrendersi al primo rifiuto. E come si fa quando arriva la fatidica richiesta: “Mamma, voglio il dolce”? Anche qui la parola chiave è equilibrio, Il dottor Gregu suggerisce di partire da una routine alimentare ben organizzata, già dalla colazione. «Per esempio frutta, pane o fiocchi d’avena e una fonte proteica adeguata all’età, come yogurt bianco o uova ben cotte». Lo stesso principio vale per gli altri pasti, cercando di proporre anche verdure e fonti proteiche diverse.
Nel mio caso, con i miei gemelli, ho scelto di non introdurre biscotti e prodotti zuccherati nella loro alimentazione quotidiana. Non perché il biscotto sia diventato il nemico numero uno della famiglia, ma perché ho preferito che imparassero prima a conoscere il gusto naturale degli alimenti, a partire dalla frutta. È una scelta personale e ogni famiglia può trovare il proprio equilibrio, anche confrontandosi con il pediatra in base alle esigenze del proprio bambino. E il dolce occasionale? Anche qui il dottor Gregu invita a non creare inutili sensi di colpa: «Il dolce occasionale non va demonizzato, ma nemmeno usato come premio o consolazione». Ed è un consiglio che vale la pena ricordare. Se il dolcetto diventa la ricompensa perché il bambino è stato bravo, ha mangiato le verdure o ha fatto qualcosa di difficile, rischia di trasformarsi ai suoi occhi in qualcosa di ancora più speciale. Infine, c'è un ingrediente che non si compra al supermercato ma che conta tantissimo: l'esempio degli adulti. I bambini osservano quello che facciamo e imparano dalle nostre abitudini, se vedono una famiglia che mangia in modo vario, porta a tavola frutta e verdura e non trasforma ogni pasto in una battaglia, avranno più possibilità di costruire un rapporto sereno con il cibo.
Insomma, la domanda non è semplicemente “dolci sì o dolci no?”. La vera domanda è quanto spazio vogliamo dare agli zuccheri nella quotidianità dei nostri bambini? Il consiglio del dottor Gregu è quello di puntare sulla varietà, sulla qualità degli alimenti e su abitudini equilibrate. E forse possiamo partire proprio da qui: niente sensi di colpa, niente guerre a tavola e nemmeno l'idea che una fetta di torta a una festa debba diventare un dramma. Educare al gusto significa accompagnare i bambini alla scoperta di tanti sapori, lasciando che imparino con calma ad apprezzarli. Perché, alla fine, il mondo della merenda è molto più grande di un semplice biscotto.